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Venaria Reale
21 Aprile 2023 - 16:10
Davide Mimmo
Davide Mimmo è nato a Torino il 27 maggio 1987, ma la maggior parte dei suoi anni li ha trascorsi a Venaria Reale.

Ci racconta di essere stato un bimbo molto pestifero, ma anche un po’ timido, che crescendo si è poi “calmato”. “Lo studio mi ha fatto maturare, in particolare il periodo del liceo. Mi sono diplomato geometra, ma ho poi deciso di non proseguire gli studi e di cominciare a lavorare. Sono stato per otto anni in fabbrica, in conceria, un lavoro tosto e impegnativo, ma non ho mai avuto problemi a ‘rimboccarmi le maniche’ e darmi da fare - racconta -. L’azienda ha poi chiuso e sono andato a lavorare per un mio parente che aveva un’azienda di giochi d’intrattenimento. Mi sono occupato della manutenzione delle macchine da gioco ed anche un po’ della contabilità. Successivamente lui ha aperto delle sale gioco e mi ha mandato ad occuparmi di una di queste”.
Ma tutto stava per cambiare… il destino stava per metterci lo zampino… A Davide venne regalato un coupon per una visita/degustazione nella cantina di un castello. Ai tempi lui non sapeva niente, di vino ma quell’esperienza lo ha appassionato tantissimo. “Mi ha incuriosito molto, inoltre ho sempre amato la storia e il vino è parecchio legato ad essa, alla storia dell’umanità in generale dato che lo si produce da migliaia di anni, oltre che essere legato al territorio, ovviamente - spiega -. Sull’onda di quell’entusiasmo ho deciso di seguire dei corsi per diventare sommelier, l’ho fatto a Torino con la FISAR, ho completato i tre livelli e superato i relativi esami concludendo il mio percorso poco prima dell’inizio del Covid. Oggi sono ufficialmente un sommelier, ma continuo comunque a portare avanti anche il mio lavoro originario”. Una volta acquisito il titolo Davide non si è mai più fermato, in questo campo devi sempre essere aggiornato e lui, in aggiunta, ha anche seguito dei corsi di marketing e comunicazione sempre legati al vino. “Ho deciso di non voler fare il sommelier all’interno di un locale, perché senza esperienza in quelli stellati non ti prendono e negli altri ristoranti alla fine finisci a fare il cameriere - racconta -. Ho così pensato di muovermi nel mondo dei social, anche forte del fatto di avere già un lavoro che mi permetteva e mi permette di avere un’entrata fissa. Ho aperto il mio canale YouTube, mi trovate anche su Facebook e Instagram come Dadex Wine, inoltre su Facebook ho anche aperto il gruppo ‘Mai Dire Wine’. Cerco di raccontare il mondo del vino in modo non convenzionale, veritiero ma producendo dei contenuti simpatici e divertenti, senza essere troppo formale e noioso”.
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Piano piano il pubblico di Davide è cresciuto e cantine, aziende e associazioni del territorio hanno cominciato a contattarlo; attualmente lavora sia in ambito piemontese che fuori, anche se la maggior parte dell’attività è nel Canavese... ed proprio grazie a questo che Davide si è completamente innamorato di queste terre. Parla di chi richiede la sua collaborazione sui suoi profili social, viene chiamato per andare in loco per degli eventi e questi ultimi li organizza anche lui in prima persona. Collabora con “Vendemmia a Torino”, la manifestazione dedicata alla promozione dei vini piemontesi, partecipando a talk, gite ed eventi vari. Inoltre organizza anche corsi di avvicinamento al vino, nei locali, per chi è interessato. Fra i personaggi di spicco con cui si è interfacciato ci sono Edoardo Raspelli e Johnson Righeira, che ha acquistato dei vigneti di Erbaluce nel Canavese.


“Oggi sono soddisfatto della mia vita, ma vorrei davvero tanto che questa attività, la mia grande passione, diventasse il mio lavoro a tutti gli effetti. Il cuore è il ‘di più’ che fa la differenza quando lo metti in ciò che fai… come si dice: ‘Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai un giorno’. Vedere i primi risultati è bello e spero in una crescita continua - afferma -. Il mondo dei social è un ambiente difficile, ci sono poi le cantine più antiche che si stizziscono solo a sentirne parlare, mentre i più giovani hanno capito che oggi rappresentano un punto fondamentale. Fra le altre cose, quello che mi piace di questa attività, in riferimento al lavoro sui social, è anche il poter avvicinare i ragazzi al mondo del vino facendolo in maniera sana. Dietro il vino c’è tanta storia, c’è tanto lavoro, ed è bello arrivare a farlo capire ad un pubblico il più vasto possibile” afferma in conclusione e ci saluta.



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