L'asilo nido comunale "La Filastrocca" di Lanzo Torinese
L'asilo nido di Lanzo "La filastrocca" potrebbe essere affidato a un gestore esterno già dall'anno scolastico 2024-2025. Non c'è ancora nulla che sia scritto nero su bianco, solo uno scambio tra maggioranza e minoranza durante la discussione sul Documento Unico di Programmazione, avvenuta tra i banchi dell'ultimo consiglio comunale di lunedì 24 ottobre.
Come ha fatto sapere in sala consiliare l'assessore all'istruzione Ernestina Assalto, infatti, nel 2023-2024 anche l'ultima educatrice andrà in pensione, e l'amministrazione sta perciò valutando l'esternalizzazione del servizio.
L'asilo nido lanzese è infatti ancora oggi a gestione comunale, nonostante la sezione lattanti sia ancora affidata alla cooperativa Crisalide, di Balangero, e il personale dipendente sia ai minimi termini. Ciononostante, per il Comune rimane "un servizio dai costi considerevoli", per prendere in prestito le parole dell'assessore Assalto.
"La filastrocca" ha una storia lunga alle spalle: giusto l'anno scorso si sono celebrati i quarant'anni dall'apertura. Durante le celebrazioni è stato anche presentato il libro "Quarant'anni di filastrocche", che raccoglie tutte le filastrocche che le maestre lanzesi fanno recitare ai loro piccoli alunni da decenni.
La volontà di salvaguardare questo patrimonio ha spinto l'opposizione di Lanzo Per Noi, tramite le parole di Matteo FIlippin, a rispondere alla Assalto con chiarezza: "Noi non siamo contrari alla partnership pubblico-privato, anzi secondo noi va incoraggiata. L'importante è che l'esternalizzazione non faccia in modo che il nuovo gestore faccia delle scelte che non sono a favore della cittadinanza".
Insomma, quantomeno la gestione comunale garantisce l'effettiva salvaguardia dell'interesse collettivo, in fatto di prezzi e di qualità del servizio. Per Filippin è un buon segno l'idea che l'asilo nido venga mantenuto, e pure che venga esternalizzato, a patto che il servizio non peggiori.
"Credo che a quel punto ci saranno delle modalità per assicurare un controllo diretto dell'ente sul servizio" ha risposto Assalto. E il controllo sarà indispensabile, perché indispensabile è lo stesso asilo nido: "Il crollo demografico è anche dovuto a questo: che la qualità della vita dei territori è sempre meno adatta alle esigenze delle famiglie" ha chiarito FIlippin.
"Quindi - ha concluso - se non si offre alle famiglie un servizio come il nido, tanto vale che uno va a vivere a Settimo...".
Ma, come detto, il Dup per ora parla chiaro: l'asilo rimane. Chi lo gestirà dal 2024-2025, è ancora tutto da vedere.
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