L’amministrazione del Sindaco Rocco Barbetta è contro il parco fotovoltaico? Si, però...
Sembra sia diventata questa la posizione della giunta del primo cittadino, almeno a leggere la delibera di giunta pubblicata qualche giorno fa sull’albo pretorio del Comune.
La posizione dell’Amministrazione comunale sull’opera, almeno ufficialmente, è sempre piuttosto chiara: una netta contrarietà, come detto e ripetuto sia in una delibera di Giunta, sia un Consiglio comunale del dicembre 2020.
Ora, però, in una nuova delibera l’amministrazione ha aperto le porte a possibili compensazioni.
Di cosa parliamo?
Di un impianto fotovoltaico che insisterà su una superficie di circa 25 ettari in una zona di poco esterna al parco della Riserva Orientata della Vauda e su una proprietà privata.
Il progetto riguarda la realizzazione di un nuovo impianto fotovoltaico a terra del tipo grid connected nei territori dei comuni di Lombardore e San Benigno Canavese, nei pressi della località “Poligono”.
L’iter per la realizzazione dell’impianto è partito a luglio del 2020 quando la Kyan Srl ha presentato la proposta alla Città Metropolitana.
“Saranno utilizzati - spieganel progetto la ditta che realizzerà l’impianto - moduli fotovoltaici di ultima generazione, provvisti di vetro antiriflessoper evitare qualsiasi fenomeno di abbagliamento.In rispetto a quanto richiesto dai piani regolatori, ad integrare quanto già presentato, verranno inseriti per circa 80 alberi ad alto fusto a creare un viale alberato verso la cascina Fertula, e realizzate cabine elettriche con copertura in coppo piemontese. Per quanto concerne laflora, sarà mantenuto il manto verde con erba da foraggio per tutta la durata dell’impianto con controlli annuali sulle proprietà organiche del suolo, che sicuramente risulterà migliore alla dismissione dell’impianto, in quanto non utilizzato per colture intensive come accede ora che possono prevedere l’uso dipesticidi o concimi chimici. Sempre in merito alla flora saranno piantate 10000piante da siepe autoctone, cespugli e arbusti a mitigazionedell’impianto per una lunghezza di 5,1 km con una profondità di 4 ml, lasciando passaggi per la micro e medio fauna. Inoltre a poca distanza dalla strada provinciale a garanzia di un corretto mascheramento sarà messo a dimora un filare di alberi ad alto fusto che insieme alla siepe nasconderà completamente l’impianto”.
Il progetto aveva trovato la forte opposizione degli ambientalisti.
“Devasterebbe oltre 25 ettari di terreno agricolo, la maggioranze dei quali graverebbe sul comune di Lombardore – spiegava EzioLorenzetti qualche mese fa, vice presidente degli Amici della Terra – Club della Riserva della Vauda -. Approfondiremo l’argomento, per ora ci limitiamo a dire che l’aspetto peggiore è il consumo di suolo pregiato che non tornerà mai più ad essere come lo vediamo oggi. La vicinanza con la Riserva della Vauda che potrebbe essere messa in pericolo per i profondi e negativi cambiamenti che l’installazione avrà per la flora e la fauna. L’impatto negativo sulle strutture della storica cascina Fertula. La pericolosità per il possibile abbagliamento sia per il traffico aereo che per quello automobilistico. Ancora una volta ribadiamo il nostro “sì” al fotovoltaico quando questo è installato sui tetti, su terreni irrimediabilmente compromessi come le discariche e le cave, ma siamo assolutamente contrari alla compromissione di terreni pregiati e ancor più se presentano valenze per la storia del territorio”.
La Città Metropolitana, nell’ottobre del 2020, parlava così del progetto in una determina ad hoc.
“In considerazione della notevole estensione dell’impianto fotovoltaico proposto, - si legge nei documenti dell’ex provincia - ubicato a terra in area ad utilizzo agricolo, sono ipotizzabili impatti negativi significativi sulle componenti suolo, paesaggio e flora e fauna la cui incidenza per quanto temporanea risulta apprezzabile nel tempo. Alcuni degli impatti risultano mitigabili, mentre uno degli impatti principali, quello imputabile al consumo di suolo, non risulta in alcun modo mitigabile; il progetto in esame debba pertanto essere accompagnato da idonee compensazioni ambientali in favore dei comuni interferiti che tengano conto, in particolare, della perdita di servizi ecosistemici dovuti alla trasformazione temporanea del suolo; siano nel complesso da proporre e valutare alternative progettuali volte a risolvere le problematiche in merito ai vincoli urbanistici, nonché a ridurre gli impatti in particolare per quanto concerne l’impatto paesaggistico”.
Si arriva dunque a oggi, a metà settembre l’amministrazione ha iniziato a pensare alle compensazioni.
Se il Ministero della Transizione Ecologica dovesse autorizzare la realizzazione del parco fotovoltaico (18MW) sul territorio, il Comune ha indicato le seguenti misure compensative: l’installazione del fotovoltaico su tutte le strutture comunali, con potenza minima di 100 KW, con accumuli.
Si parla poi anche dellasuccessiva creazione della Comunità energetica a servizio della Cittadinanza.
Si parla, poi, anche della realizzazione di un parco /giardino pubblico da insediare su terreno comunale, con piantumazione di alberi a medio fusto per un importo complessivo pari a 40 mila euro.
Infine il Comune chiede anche la donazione di una navetta elettrica a servizio della popolazione per raggiungere le aree di interscambio ed i servizi non presenti sul territorio, o in alternativa garantire tale servizio per almeno 10 anni.
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