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VALLI DI LANZO. Uno per tutti, tutti per uno: i commercianti insieme contro la crisi

VALLI DI LANZO. Uno per tutti, tutti per uno: i commercianti insieme contro la crisi

VALLI DI LANZO. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Fabrizio Angeli legge ad alta voce l’articolo 3 della Costituzione Italiana. 

“Per noi non è più così - aggiunge sdegnato -. Noi non siamo più uguali agli altri”.

Di fronte a lui ci sono altri sei commercianti come lui. Qualcuno ha una pizzeria, qualcuno un tabaccaio, qualcun altro un hotel. Come Fabrizio, inoltre, sono tutti delle Valli di Lanzo. C’è chi arriva da Germagnano, chi da Cantoira e chi da Ala di Stura. Si sono tutti ritrovati al locale “Il vecchio borgo” di Mezzenile, gestito da Fabrizio. L’obiettivo è chiaro: capire come organizzarsi, come trovare il modo di agire assieme di fronte al caro bollette. A “convocare” la riunione è stato proprio Fabrizio, tramite un gruppo Whatsapp in cui sono presenti praticamente tutti i commercianti delle Valli di Lanzo.

Fabrizio ha mandato un messaggio un’ora prima chiedendo chi fosse interessato a riunirsi per parlare del problema e per capire come agire assieme. E’ un pomeriggio di venerdì, e molti dei commercianti del gruppo Whatsapp hanno da fare.

Al Vecchio borgo arrivano in sei, ma scorrendo la lista di risposte alla chiamata di Fabrizio si possono notare decine di messaggi che suonano più o meno così: “Non posso, ma avrei voluto venire. La mia bolletta è quadruplicata”. 

E la storia è più o meno questa anche per tutti i sei commercianti che sono riusciti a fare un salto a Mezzenile.

I costi impazziti dell’energia morderanno la nuca dei commercianti in maniera ancora più prepotente a partire dal prossimo mese. Essenzialmente, per due motivi. Il primo è che i locali andranno riscaldati di più, e questo comporterà un aumento della spesa. 

Il secondo è che il flusso di clienti diminuirà con l’arrivo dell’inverno. In un territorio come quello delle Valli, infatti, l’andamento dell’economia è legato a doppio filo al turismo, compreso quello delle “seconde case”. Un giro di persone che diminuisce nei mesi invernali, e che riprende a partire da aprile-maggio.

“Ci stanno portando via ciò che guadagniamo - spiega Fabrizio -. Nel periodo di bassa affluenza sarà improponibile continuare a lavorare. E così che faccio, chiudo? Ma se chiudo io, per la stessa situazione può chiudere l’edicola, la tabaccheria, il bar”.

Seduto a questa “tavola rotonda” c’è anche Franco Trivero, rappresentante provinciale di ItalExit, il partito sovranista guidato da Gianluigi Paragone che ha corso, senza eleggere nessun parlamentare, alle elezioni politiche del 25 settembre.

“Qui siamo all’eutanasia di una comunità” commenta amareggiato Trivero. Sulla matrice del caro energia non ha dubbi: “Si tratta di una vera e propria estorsione legalizzata, e le multinazionali che ci stanno guadagnando stanno sfruttando un bene comune come l’energia”.

Privatizzando le società come Eni ed Enel a partire dal 1992, la classe politica di allora pensava che la gestione dell’energia sarebbe stata più efficiente e più efficace. Questo, in piena armonia con la concezione neoliberistica del “privato è meglio”. 

Per Trivero, si è trattato solo di una grossa presa in giro: “Le privatizzazioni non hanno prodotto i risultati auspicati, ma stanno letteralmente uccidendo le comunità come questa”.

Gli esiti delle scelte del passato sono qui ed ora, e Fabrizio li commenta sdegnato. Nel farlo, risale con la testa e col cuore al marzo 2020: “Col covid - dice - è stato dato il 70% di cassintegrazione a un dipendente, mentre a noi, se è andata bene, ci hanno dato il 30% delle spese. Questa non è pari dignità di fronte alla legge!” dice riallacciandosi all’articolo 3 della Carta Costituzionale. 

Dopo la pandemia tutti speravano che le cose sarebbero migliorate. Non è stato così. “Dopo due anni di covid - racconta Fabrizio - noi abbiamo solo chiesto una cosa: lasciateci lavorare! E invece? Ci tolgono quello che abbiamo guadagnato d’estate che ci fa sopravvivere di inverno?”.

Ed è un peccato. Soprattutto perché Fabrizio e gli altri commercianti delle Valli si danno un gran da fare, e non solo per vendere i loro prodotti o per erogare i loro servizi. Si cimentano infatti anche nell’organizzazione di eventi, col supporto del Consorzio degli Operatori Turistici delle Valli di Lanzo, di cui uno dei commercianti presenti alla tavola rotonda è rappresentante.

Ad esempio, è alle porte l’iniziativa “‘L dì d’la pulenta”, che coinvolgerà diversi comuni delle tre vallate. Sono eventi, questi come altri, che non hanno solo valore economico, ma che consentono al territorio delle Valli di Lanzo di ravvivarsi e di offrire a chi lo abita e a chi lo visita tutto il suo splendore gastronomico, paesaggistico e culturale. Qui, su questo territorio, il privato svolge anche una funzione pubblica, quella della socialità e del ritrovo. Di fronte a tutto questo, i rincari spropositati sull’energia rischiano di essere una mannaia letale. I commercianti seduti al tavolo di venerdì ne sono convinti: “Noi pensiamo allo sviluppo di tutte le Valli di Lanzo”.

Sanno che vogliono agire assieme e che vogliono farsi sentire. Tra le idee più accreditate c’è la formazione di un comitato, ma nulla al momento è ancora certo. Per il momento, la gratifica principale sta nel dialogo e nel confronto. Sui costi del pellet, sulle piccole strategie per risparmiare, sulle interpretazioni politiche della crisi: “Lo Stato siamo noi - dice uno di loro - mentre qui a sbagliare è il Governo”. E questo perché, sostengono loro, un Governo con un certo polso non permetterebbe a Eni e ad Enel di fare il bello e il cattivo tempo.

“In Germania - aggiunge Trivero - hanno nazionalizzato la più grande azienda di distribuzione di energia e di gas del Paese, e in più hanno messo sul piatto della bilancia 200 miliardi per aiutare alle famiglie. Anche qui il Governo delle fare interventi immediati”. 

Intanto arriva un altro commerciante, e Fabrizio fa dell’ironia amara: “La bolletta - sorride - non l’ha potuta portare perché era troppo pesante e non ce la faceva”. Ma si tratta, per l’appunto, di ironia amara, perché invece la situazione è serissima.

E i commercianti vogliono affrontarla. Insieme.

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