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MATHI. Caro bollette: Fariello vuole fare di tutto per uscirne fuori

MATHI. Caro bollette: Fariello vuole fare di tutto per uscirne fuori
MATHI. Maurizio Fariello dovrà guidare la sua Mathi fino al giugno 2023, quando, presumibilmente, ci saranno le elezioni amministrative. Il paese tra Ciriè e Lanzo rinnoverà il consiglio comunale in solitaria, dopo che, in seguito alla fallimentare tornata del 2017, il Comune è stato commissariato per un anno. Non si è ancora ben capito se il sindaco mathiese, al suo primo mandato, riproverà la corsa alla fascia tricolore o no. Quello che si è capito invece è che da qui a giugno, meno di un anno di distanza, amministrare il piccolo comune canavesano sarà come guidare una barca in tempesta. Il motivo è presto detto, ed è lo stesso che affligge tutti gli enti locali d'Italia: il caro-energia. Durante l'ultimo consiglio comunale sono stati approvati 80mila euro di variazione di bilancio per far fronte al problema. Provengono tutti dall'avanzo di amministrazione sapientemente messo da parte nel 2021. Magari con l'obiettivo di farci dei lavori pubblici. E invece niente. Le bollette impazzite hanno imposto al Comune di usarli per tappare la bocca a quel capitolo di spesa che strilla e che è cpsì fastidioso da buttare giù. Poi c'è la questione alimentazione degli edifici pubblici: non si può solo resistere pagando le bollette e sperando che l'emergenza finisca. Bisogna guardare avanti, essere lungimiranti. Il Comune ha appena confezionato l'appalto da 140 mila euro per realizzare i pannelli fotovoltaici sui municipii. Sempre sotto l'etichetta "interventi sul medio periodo", l'amministrazione mathiese sta anche pensando di ridurre l'impatto energetico dei corpi luminosi del paese, che sono 700 di cui solo una parte alimentata a led. L'obiettivo è convertire invece tutto il patrimonio luminoso per renderlo meno energivoro. A Lanzo si è optato di recente anche per lo spegnimento dei monumenti del paese. "Qui però - puntualizza Fariello - abbiamo solo quello ai partigiani, che consuma poco. Spegnerlo sarebbe più un gesto simbolico che un'azione concreta". L'interrogativo - gesto simbolico o azione concreta? - resta infine anche per le luminarie natalizie. Accenderle o no? Non farle serebbe solo un gesto simbolico o farebbe risparmiare davvero? Fariello si rimette alla Pro Loco, che si occuperà di metterle in piedi. "Bisognerà chiedere al Presidente, Marco Sopetti - dice - a me piacerebbe farle, ma bisogna capire quanto si andrà a spendere. Se costerà 2mila euro per tutto il periodo natalizio, ad esempio, beh, lì bisognerà ragionarci su...".        
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