NOLE. In occasione della ratifica della quinta variazione al bilancio di previsione, in consiglio comunale si è tornato a parlare dell’area sportiva di Via Grazioli, che l’amministrazione vorrebbe riqualificare partecipando al bando “Sport e periferie 2022”, in scadenza il 15 ottobre. 700mila euro per rimettere a posto completamente l’area e creare uno spazio in cui praticare diverse discipline sportive.
Il tema è da sempre dibattuto tra gli scranni del consiglio, e infatti la minoranza, attraverso le parole di DavideArminio, ha voluto esprimere il suo disaccordo con le scelte della Giunta.“C’è una questione di metodo, e poi ce n’è una di merito - ha detto Arminio -. La questione di metodo riguarda quello che noi riteniamo un approccio ai bandi che non è funzionante”.
Per la minoranza, infatti, occorrerebbe avere una visione d’insieme del progetto che si vuole realizzare, e solo dopo si può pensare di partecipare, idee chiare in testa, a un bando.“Invece qui si applica il metodo di prendere un po’ qua un po’ là a seconda di cosa viene fuori”.Nello specifico caso della riqualificazione di via Grazioli, questo approccio per la minoranza è completamente sbagliato.
Sempre parlando di metodo, per Arminio e la minoranza tutta non sarebbero stati coinvolti né il gruppo di minoranza stesso, che aveva presentato un progetto per quell’area tempo addietro chiamato “Spazio Giovani Comunale”, né i fruitori di quegli spazi, cioè i giovani.“L’area di via Grazioli, secondo noi, si presterebbe a un coinvolgimento dal basso dell’utenza che utilizzerà questi spazi”.
Ad esempio, per Arminio, si poteva andare a caccia di idee nel mini-consiglio comunale dei ragazzi, visto che è stato istituito.
Si poteva, insomma, rendere partecipi i più giovani tramite l’utilizzo dello strumento consiliare.
Si potevano coinvolgere le scuole, le associazioni giovanili e tutti i ragazzi che usano quegli spazi.“Ci sono poi le questioni di merito: questo progetto sarebbe stupendo - ha detto Arminio - se questo paese non avesse già un’area di campi sportivi, chetra l’altro versa in condizioni non buone”.
Quindi perché riqualificare via Grazioli rendendola un’area per attività sportive? Non sarebbe superfluo?
In più, “secondo noi, dovrebbe essere un’area ludico-ricreativa aperta a tutte. Invece nel progetto si prevede di limitare l’accesso a un numero ridotto di persone rispetto all’uso reale di quegli spazi, perché l’area sarebbe chiusa”.
Questa, per Arminio, sarebbe una perdita. Il progetto presentato dalla minoranza, invece, “distingueva l’area dei campetti come area libera, mentre l’area ricreativa sociale era in quel caso chiusa e vincolata a un uso organizzato”.
Per la minoranza, dunque, l’area di gioco e di svago dovrebbe essere ad accesso libero.
Anche i costi previsti dall’amministrazionee presentati al bando sarebbero, per la minoranza, esagerati.“Inoltre, da una parte c’è questo progetto ben immaginato e dall’altra lo stato attuale di quelle strutture” ha detto Arminio.
Le cose già presenti in quell’area, infatti, come le reti che circondano il campo e la rete da pallavolo, sono deteriorate in più punti.
Insomma, il progetto punta in alto, ma prima bisognerebbe garantire la manutenzione ordinaria.
Da qui e da tutto il resto la dichiarazione di voto della minoranza: contrario.
Immediata la risposta del sindaco, LucaBertino: “Il bando dice tutto il contrario di quello che tu hai appena detto. Dice tre cose molto chiare: in primis, veniva premiata la multidisciplinarietà delle aree; secondo, funzionava che, una volta superato il punteggio minimo, chi prima arriva prende i soldi. E noi da quando è uscito il bando ci abbiamo messo un mese”.
Da qui le tempistiche rapide di approvazione del progetto: perché se si fosse rallentato e coinvolto tutti, giovani, consiglio, possibili fruitori, molto probabilmente le possibilità di ottenere i soldi si sarebbero ridotte al lumicino.“La terza questione - ha proseguito Bertino - era l’accessibilità: il fatto, cioè, che quelle aree riqualificate andassero a coprire un vuoto sociale garantendo la totale accessibilità”. E dunque, il nuovo parco di via Grazioli, posto che i fondi arrivino, sarà “totalmente aperto” al contrario di quanto diceva Arminio.
Sarà solo “recintata nel perimetro esterno per una questione di sicurezza”, ma “tutti i campi saranno aperti”.
Bertino ha infine rivendicato come “questo progetto ricalchi in gran parte la vostra proposta”, perché include aree di svago, un piccolo anfiteatro, i servizi igienici. Dunque, nonostante la Giunta non sia ripassata dal consiglio per formulare la richiesta di finanziamento del progetto, ci sarebbe stato comunque un coinvolgimento indiretto, perché la proposta della Giunta ricalca sostanzialmente le idee della minoranza.
“Mi stupisce, quindi, la vostra dichiarazione di voto contrario” ha detto perciò il primo cittadino rivolgendosi alla minoranza.
“Ma nel progetto si parlava di accesso a orari programmati” ha obiettato Arminio.
Nonostante le perplessità, però, il gruppo consiliare pareva essersi convinto che quella dichiarazione di voto contrario che avevano presentato inizialmente potesse essere cambiata, “in segno di buona volontà”.
Il voto contrario è così passato all’astensione. “Ma ci aspettiamo che, se questo progetto andrà avanti, si possano coinvolgere i fruitori e il consiglio comunale” ha chiosato Arminio. Margini di dialogo che dovrebbero esserciandando avanti nella progettazione definitiva ed esecutiva.
Nonostante il mutamento nel voto, la minoranza ha voluto consegnare alla stampa due impressioni sull’atteggiamento amministrativo della Giunta Bertino
“Le rassicurazioni del sindaco- hanno scritto ai giornalisti Arminio, Castellar, Togni e Viano - sulla bontà del progetto per l’area di via Grazioli presentato in risposta a un bando del Dipartimento per lo Sport hanno eluso il vero nodo della questione: questo progetto è stato letteralmente calato dall’alto senza coinvolgere né il Consiglio comunale né tantomeno i giovani del paese. Se vogliamo realizzare un’area per tutti, dobbiamo coinvolgere tutti, o almeno provarci. E questo appunto è il compito degli amministratori. Abbiamo scelto di astenerci su questa operazione chiedendo però che, se come speriamo tutti i fondi arriveranno, quando sarà il momento del progetto definitivo si scelga la strada di una vera condivisione, che finora è mancata”.
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