ROCCA. Due settimane fa, le due associazioni torinesi "Diritti e dignità" e "Uniti per i bambini" avevano presentato un esposto ai Carabinieri di Corio perché, dicevano, nella struttura di accoglienza "La Tana del Lupo" di Rocca Canavese non erano rispettate le condizioni igienico-sanitarie di base e, in più, gli ospiti non potevano uscire e rientrare dalla struttura a loro piacimento.
Avevano presentato l'esposto fondandolo su foto e video che i residenti nella struttura avevano inviato loro. In seguito alla loro segnalazione, i Nas hanno effettuato, la scorsa settimana, un controllo della struttura, che però non è stata chiusa.
La Voce ha contattato l'AslTo4, che però sulla vicenda non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Lo stesso ha fatto il sindaco del paese, Alessandro Lajolo: "Non posso rilasciare dichiarazioni" ha detto laconico il primo cittadino.
Chi invece ha fornito una replica a quanto compariva nell'articolo pubblicato la scorsa settimana su questo giornale è Versoprobo, la cooperativa che gestisce il servizio di accoglienza nella struttura. A prendere la parola è il direttore, Claudio Berlini, che in una nota inviata al nostro giornale ha voluto chiarire il punto di vista della cooperativa sulla vicenda.
"Ci preme fare chiarezza - dice Berlini -sulle dichiarazioni degli, a noi sconosciuti, referenti delle associazioni “Diritti e Dignità” e “Uniti per i bambini” i quali non si sono minimamente preoccupati di verificare la veridicità delle lamentele".
Prima di tutto, una precisazione: "Nel nostro centro vengono accolte solo donne e donne con bambini, non anche donne; ricordiamo che la cooperativa è l’ente gestore di una struttura sotto la Prefettura di Torino e, pertanto, da considerarsi struttura governativa. Molte delle nostre ospiti sono appena arrivate nel nostro Paese, in condizioni e con vicende personali per le quali un minimo di delicatezza, prima di cercare di far esplodere un caso che non esiste, sarebbe stato quantomeno opportuno".
Berlini passa poi a replicare sulla questione della libertà di movimento delle ospiti, che era, a giudizio delle due associazioni che hanno presentato l'esposto, piuttosto limitata. "Le nostre ospiti hanno - dice il direttore - la totale libertà di uscire dal centro in qualsiasi orario della giornata. Chiediamo loro, come da regolamento concordato con la Prefettura di Torino, di rientrare entro le ore 20.00. Per poter pernottare fuori struttura necessitano di essere autorizzate dalla Prefettura stessa, sempre al fine di garantire loro la maggior tutela possibile. Gli operatori, che sono presenti 7 giorni su 7 e 24h su 24, aprono il cancello ogni volta che viene richiesto. Non ci si spiega da dove sia emerso che le signore abbiano solo 15 minuti di libertà. Completamente falso".
Nell'esposto venivano anche citate le condizioni igienico sanitarie della struttura, che venivano descritte come pessime. "La foto del secchio sotto al lavandino - che abbiamo publicato su questo giornale - dimostra solamente che è stato tolto il sifone, che si era rotto, per il tempo utile ad acquistarne uno nuovo e sostituirlo - spiega Berlini -. Gli operatori si occupano quotidianamente di tutte le esigenze delle ospiti, con priorità alle condizioni sanitarie".
Così come nell'esposto si scriveva di "gambe di un bambino (ospite della struttura, ndr) martoriate da verosimili punture d'insetto, probabilmente 'cimici da letto' ritratte in altri video".
Per Berlini, però, andrebbe anche raccontato "che il bambino in questione è arrivato in Italia su un barcone una settimana prima e che, insieme alle sorelle, è stato accolto presso di noi con una situazione sanitaria pre-esistente, della quale per altro ci siamo immediatamente presi cura, contattando il pediatra e fornendo alla madre i farmaci necessari alle cure".
"La Cooperativa - nelle parole del dirigente - si occupa tempestivamente di tutte le manutenzioni necessarie al buon funzionamento della casa, nei tempi tecnici necessari alla risoluzione dei problemi. La foto del lucchetto e del catenaccio è solo fortemente strumentalizzata per far sembrare quello che non è. Molto semplicemente, mentre ci stiamo occupando di far riparare il cancello, che non rimane chiuso, abbiamo utilizzato una catena con il lucchetto. In una struttura nella quale sono presenti bambini che giocano in cortile, tenere sempre chiuso il cancello è una banale e necessaria misura di sicurezza, che verrebbe messa in atto in una qualunque casa, anche privata".
L’unica verità riportata nell'esposto e nell'articolo, secondo Versoprobo, sarebbe "la presenza di cimici da letto le quali, per altro, si sono introdotte nella struttura, trasportate nei vestiti usati, acquistati da ospiti presso commercianti o circuiti poco attenti all’igiene. La Cooperativa ha messo in atto, negli ultimi tempi, almeno sei interventi di disinfestazione attraverso la ditta specializzata che ha anche l’incarico di monitoraggio. Il problema non è ancora del tutto risolto e sono in programma ulteriori provvedimenti".
Berlini si dà una spiegazione sull'origine di tutta vicenda: "La situazione è del tutto differente da quanto descritto e possiamo ipotizzare che le ospiti abbiano fornito dichiarazioni così forzatamente fasulle, nella segreta speranza di essere trasferite in Torino. La Prefettura, che accoglie le loro richieste, ha chiarito, direttamente con loro, che la scomodità di vivere in una struttura decentrata consente condizioni di
tutela e protezione difficilmente riproducibili in città".
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