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VALLI DI LANZO. Al Festival dell'acqua si riparla dell'invaso di Combanera

Paolo Romano

Paolo Romano

VALLI DI LANZO. Al Festival dell'Acqua, svoltosi a Torino dal 21 al 23 settembre, si è parlato anche dell'invaso di Combanera. Lo ha fatto Paolo Romano, presidente di Smat (Società metropolitana acque Torino), tra i relatori più importanti dell'evento. Al Festival erano presenti anche diversi sindaci delle Valli di Lanzo, che dell'invaso sentono parlare da tempo immemore. La questione, infatti, spunta fuori a ogni occasione in cui si parla di siccità, di agricoltura, di valorizzazione e protezione delle risorse idriche. L'ultima volta era a Lanzo, in occasione della cerimonia per i cento anni dell'Acquedotto del Pian della Mussa. Lì, Romano aveva ripoposto di "iniziare a valutare" la realizzazione del maxi-invaso della val di Viù. Con l'obiettivo di farne un uso potabile, irriguo e idroelettrico. Per la realizzazione del maxi-invaso servirebbero, sempre secondo quanto aveva detto Romano, circa 420 milioni di euro. L'opera è ambiziosissima: si estenderebbe su 216 chilometri quadrati, avrebbe una capienza di 50 milioni di metri cubi d'acqua, con un impianto di potabilizzazione da 4 metri cubi al secondo e una capacità produttiva di 80 milioni di Kwh all'anno. "Per il momento - dice Romano a La Voce - non c'è nessun tipo di impegno fattuale sul progetto". Ci sono però una serie di "ingredienti" che andrebbero rispettati per la buona riuscita dell'opera. "A livello locale - prosegue Romano - si dovrà incontrare la volontà di sviluppare un progetto come questo al fine di trattenere l'acqua. Se non la tratteniamo non diventa più una risorsa utilizzabile per uso idropotabile, idroelettrico e idroagricolo". Romano, ovviamente, rimarca l'importanza dell'Autorità d'Ambito, che rimarrà centrale nel verificare l'opzione di costruzione dell'invaso. Si sente, ad ogni modo, ottimista. "Mi pare - dice - che tutto vada nella direzione corretta". Il progetto, ad oggi, va rivisto sotto alcuni aspetti. Dovrà farlo Risorse Idriche, la società del gruppo Smat che si occupa unicamente di progettazione. "Bisognerà rivedere - prosegue Romano - il progetto alla luce dei nuovi utilizzi delle acque superficiali". Ci sono da rispettare, ad esempio, le norme sul deflusso ecologico, che impongono il rispetto in ogni sezione di un corso d'acqua naturale dei valori ecologici necessari alla sopravvivenza di un corso d'acqua. A ottobre, ad ogni modo, ci sarà un altro incontro coi sindaci del territorio, e lì si parlerà nuovamente della questione. Sul progetto dell'invaso, e sul suo ritorno sulla scena in occasione del festival dell'acqua, hanno detto la loro ai giornalisti i segretari del circolo di Nole e di quello di Ciriè del Partito Democratico, Davide Arminio e Federico Ferrara. "All'inaugurazione del Festival dell'acqua, lo scorso 21 settembre a Torino, il presidente di Smat Paolo Romano ha ufficialmente confermato che è stato ripreso in mano il progetto dell'invaso di Combanera, in valle di Viù, e che si sta lavorando con decisione per portarlo fino in fondo, anche con l'appoggio di fondi PNRR" dichiarano i due, che erano presenti all'evento. "Si tratta di una notizia forte: Combanera rappresenta un'opera di grande impatto per il nostro territorio e dalla gestazione lunghissima, che la grave siccità di questi mesi ha riportato con prepotenza d'attualità". Per i segretari, "davanti ai rischi dei cambiamenti climatici per le nostre comunità, il territorio deve essere protagonista in questa fase di accelerazione decisa da Smat, ponendosi come interlocutore, per portare un risultato che sia di beneficio anche per i cittadini, l'agricoltura e l'economia del Ciriacese e delle Valli di Lanzo e che diversamente rischia di pesare solo come una "imposizione" di Torino sulle montagne. Invece la concertazione insieme ai territori, una prospettiva lungimirante e una seria programmazione diventano l'approccio fondamentale per questa sfida e per le altre che ci attendono".
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