L’arrivo del covid aveva costretto le scuole a riorganizzarsi. Anche per quanto riguarda il cibo tutto era cambiato: per evitare assembramenti nella maggior parte delle strutture si era deciso di far mangiare i bambini dentro le aule, seduti al proprio banco.
Questo durante il periodo emergenziale. E
ppure, alla Anna Frank tutto è continuato così fino alla fine del precedente anno scolastico: si mangiava in classe e la mensa non c’era più.
Tra i genitori, oggi, molti si chiedono se si tornerà mai all’epoca pre pandemia?
La risposta è “No”, si continuerà a mangiare in classe.
Il tema era già sbarcato in Consiglio Comunale, qualche mese fa. con una interpellanza pensata ad hoc dal consigliere di Progetto Leinì, Francesco Faccilongo.
“Adesso che è finito il periodo di emergenza – chiedeva l’esponente della minoranza – ci ridate la sala mensa oppure no? Anche perché la logistica diventa complicata, i bambini mangiano pasti freddi”.
Tutto nasce dall’anno della pandemia. Nel 2020 la scuola si è trovata ad affrontare la problematica degli spazi.
Alla Anna Frank la mensa prima del covid era in 3 posti: una più ampia e due più piccoli.
I bambini uscivano dalle classi e andavano a mensa dalla prima alla quinta elementare, in questo ordine. Da quando, in pandemia, è stato scelto di utilizzare tutti gli spazi che non fossero aule per avere più spazi i bambini mangiano nelle aule.
Gli operatori devono girare per tutta la scuola con i carrelli riscaldati, con tutti i pasti, gli scatoloni, e fanno lo smistamento nei corridoi.
Questo vuol dire che c’è un via vai di bambini che vanno in bagno, insegnanti che passano.A livello organizzativo, insomma, non è il massimo.
In queste settimane, l’amministrazione, ha ragionato sul come procedere.
L’assessore ai lavori pubblici, Marco Luetto, ha così spiegato la situazione.
“La mensa - chiarisce - proseguirà come l’anno scorso per la somministrazione, poi c’è un finanziamento del Pnrr per realizzare una nuova mensa e non solo, la scuoola Anna Frank è oggetto di 2-3 interventi, parecchio importanti. Parliamo di diversi milioni di euro”.
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