A fine giugno l’osservatorio ha lanciato un’indagine sulla Torino Ceres per capire chi prende i mezzi pubblici e chi le prenderà dopo il completamento della linea che è attesa per il 2024. I risultati parlano chiaro: con un sistema di trasporti più efficiente più persone utilizzerebbero i servizi di trasporto pubblico.
In tutto ciò, anche per i venariesi, la riapertura della Torino Ceres (prevista per gennaio 2024) rappresenta uno snodo fondamentale. Qui, lungo la Torino Ceres, sul territorio di Venaria, ci sarà la riattivazione della stazione Rigola per il quale si attendono i lavori.
“Presentiamo - raccontano dall’Osservatorio - una prima sintesi dei risultati emersi dal questionario sul trasporto e la mobilità territoriale che abbiamo lanciato il 28 giugno. La risposta dei cittadini finora è stata molto buona, con quasi 400 persone che hanno partecipato all’indagine online o compilando il questionario cartaceo. Questi primi dati confermano la forte “sete” di mobilità e di trasporto pubblico, accessibile ed efficiente dell’intero territorio. Nel mese di ottobre, con i risultati definitivi, pubblicheremo un’analisi più dettagliata e articolata che sarà la base di partenza per una serie di eventi che l’Osservatorio organizzerà nei prossimi mesi”.
Il territorio della Torino Ceres abbraccia 183 mila abitanti e 44 comuni in tutto. Da Ceres a Torino Rebaudengo.
All’interno di questo spazio ci sono 172 mila spostamenti giornalieri di cui solo 28.000 con mezzi pubblici.
La Torino - Ceres, stando ai dati del 2019, può contare su 7900 passeggeri al giorno, il 10,4% dell’intero traffico del servizio ferroviario metropolitano. Tornando al questionario: hanno risposto 385 persone. Il 54% di questi è donna, la restante uomini.
Per quanto riguarda l’età: il 3% ha meno di 18 anni, il 18% ha tra 19 e 30 anni, il 38% tra 31 e 50 anni, il 39% tra 51 e 75 anni, il 2% più di 70 anni.
Il campione territoriale di indagine corrisponde alla zona omogenea del Ciriacese e delle Valli di Lanzo - a sua volta divisa in due zone - cui si aggiungono i Comuni di Leinì, Mappano, Borgaro e Caselle (classificati come Zona Nord) e quelli di Venaria e Druento (indicati come Zona Ovest). Dall’indagine è esclusa la Città di Torino.
La distinzione in quattro zone permetterà una migliore raffinatezza nell’analisi dei dati e una più precisa corrispondenza geografica dei bisogni e delle proposte in sede di presentazione definitiva.
Il questionario è stato somministrato sia in versione digitale, sia in versione cartacea, ricercando la massima rappresentatività in termini geografici, di genere, di età e professionali.
Per quanto riguarda i risultati, l’85% delle persone userebbero di più i mezzi pubblici una volta completato il collegamento tra la Torino-Ceres e il Passante. Al contrario: solo il 15% non sarebbero disposto a cambiare le sue abitudini e continuerebbe ad usare l’auto.
Gli intervistati, poi, chiedono un ripensamento degli orari: più treni in fascia serale (19.00-23.00), “night train” almeno il sabato sera (24.00-02.00); più treni al mattino (5.00-6.00).
Inoltre, spiegano dall’osservatorio: “Intervenire, anche solo singolarmente, su tariffe, orari e accessibilità delle stazioni spingerebbe uno shift modale auto - treno pari al +60-65%”.
Più dell’80% degli intervistati, infine, ritiene che lo sviluppo del trasporto ferroviario possa rappresentare un volano per il tessuto economico del territorio e anche per il turismo.
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