LANZO. La Fiera di Primavera che si è tenuta a Lanzo due weekend fa ha generato nella minoranza consiliare diverse riflessioni, soprattutto di carattere critico, sull'organizzazione dell'evento da parte dell'Amministrazione comunale a trazione Vottero.
"La fiera di Lanzo è il tipico esempio di come un atteggiamento conservatore e lassista porti con se la scomparsa di una tradizione secolare ed anche danni economici e di immagine - afferma con decisione il consigliere di minoranza Matteo Filippin -. Sono anni che gli appuntamenti lanzesi legati alla monticazione hanno perso il loro appeal".
Il motivo è, per Filippin, "un regolamento obsoleto e l’assenza di una progettazione strategica capace di sostenere investimenti e promozione, che hanno reso anche quest’ultimo appuntamento primaverile una delusione".
Va detto, "l’amministrazione comunale si è attivata su vari fronti per restituire una identità alla Fiera di Primavera, ma per molti residenti, commercianti ed esercenti, si è confermata una forzata ed ingiustificabile limitazione del traffico. Complice il mal tempo, il ritorno degli animali da reddito, la scelta del tema della famiglia insieme all’inserimento di una raccolta eterogenea di veicoli d’epoca, il coinvolgimento di molte associazioni lanzesi, non sono stati capaci di portare il salto di qualità tanto atteso, quanto difficile da realizzare con poche risorse e tempo".
Ed è qui che, per Filippin, si gioca la partita più importante: "credere nel potenziale della fiera, scegliere di fare di lanzo il polo del commercio delle Valli, riconoscere nel MercatoStorico settimanale un volano turistico, significa investire risorse e tempo nel piano dei contenuti, della progettazione e dell’accoglienza. Le fiere dovrebbero recuperare lo spirito originario di momento di incontro tra la cultura, i prodotti, il sistema ricettivo delle Valli ed il mondo. Le fiere dovrebbero portare a Lanzo energie, visitatori, turisti. Per troppo tempo si è preferito lasciare che il modello originario si svuotasse di contenuti senza pensare a cosa avrebbe potuto rinnovare l’interesse. È necessario ripensare integralmente il format, stabilire obiettivi, contenuti e creare un soggetto responsabile con una programmazione pluriennale ed integrata di tutti gli eventi. Passaggio fondamentale sara riscrivere il regolamento, ma il primo passo che è sempre il più difficile sarà scegliere di cambiare puntando in alto, valorizzare i punti di forza locali e rivolgersi ad esperti".
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