Gioele assieme al papà, alla musicoterapeuta e a Denis
VALLI DI LANZO. Gioele Peglia se ne è andato improvvisamente la scorsa settimana, gettando nello sconforto chi lo conosceva. Ai suoi funerali è stato salutato per l’ultima volta da parenti e amici. Gioele era un ragazzo come tanti, studiava al D’Oria di Ciriè e aveva passioni e interessi.
“Sono diventato il suo educatore domiciliare un anno fa, nell’aprile 2021” racconta DenisChiatellino, che ha affidato ai social un lungo messaggio di ricordo di Gioele. “Mi occupavo principalmente di accompagnarlo nelle sue attività pomeridiane - spiega - dallo svago ai laboratori passando per gli appuntamenti medici”.
Appuntamenti che Gioele doveva seguire scrupolosamente, dal logopedista al fisioterapista respiratorio. Al suo fianco aveva sempre Denis: “Ci vedevamo tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì” racconta l’educatore.
Le sue attività ruotavano spesso attorno all’associazione ciriacese “Muoversi allegramente”, ma non solo. “Da settembre 2021 avevamo cominciato un percorso di musicoterapia con Stefania Bozzalla, e grazie a lei Gioele è stato indirizzato alla musica” racconta Denis.
Ed evidentemente aveva trovato la sua strada: “Era estremamente portato, aveva una musicalità e un senso del ritmo straordinari” racconta Denis. Un percorso, quello musicale, che l’aveva aiutato a superare anche un suo grande timore, quello del rumore.
“Grazie alla musica - approfondisce l’educatore - Gioele è riuscito a superare questa paura, e dacché non voleva neanche toccare una chitarra è arrivato a fare un concerto”. Questo specifico episodio, per Denis, racconta con esattezza chi era Gioele e come era fatto.
“Era un ragazzo con delle risorse infinite, e non aveva sfumature per tirarle fuori: una cosa o la faceva o non la faceva”. La musica è stata una delle occasioni per tirare fuori questa risorsa meravigliosa che Gioele possedeva: il senso del ritmo.
Una capacità che Denis voleva sviluppare e valorizzare: “Stavamo per organizzare dei concerti da portare in giro, ci siamo lasciati così...”
Nel suo percorso di educatore con Gioele, “breve ma intenso” come lo definisce Denis, l’educatore ha avuto modo di capire un’altra cosa: “Gioele era molto affettuoso ma anche molto selettivo. Quando però si entrava in sintonia si affezionava subito, e io ho avuto la fortuna di essere uno dei pochi a cui si è affezionato tanto”. fm
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