Uno dei punti in cui è stato installato un hotspot
LEVONE. In paese è stata conclusa due settimane fa l’installazione di dodici hotspot per la connessione pubblica al Wi-Fi. L’installazione è stata possibile grazie all’arrivo di 15mila euro di fondi europei vinti durante il click day di giugno 2020.
“Sono dodici punti sparsi sul territorio comunale, dalla piazza al campo sportivo - spiega il sindaco Massimiliano Gagnor -. Ora i levonesi, attraverso una semplice registrazione, potranno accedere alla connessione e navigare gratuitamente a 30 mega al secondo”.
Solo nel weekend il sindaco ha reso nota l’iniziativa, facendo girare un messaggio tra i suoi concittadini. “I punti di accesso hanno un raggio di fruizione di circa 200 metri e sono stati posizionati nei seguenti luoghi: Villa Bertot, Piazza Giacoletto, Parco Giochi Area Verde G.B. Allice, Casa della Musica, Incrocio Via Repubblica/Via Libertà, Santuario della Consolata/Cimitero, Scuola Primaria Caterina Cortina, Municipio, Struttura Polivalente Proloco, Parco Villa Bertot, Ex Asilo/ambulatori medici, Locali Farmacia”.
Uno di questi hotspot è posizionato nelle vicinanze di Molly, la nuova biblioteca cittadina “ospitata” dallo scheletro di un vecchio Land Rover: “Così le prsone potranno sedersi e leggere un libro o navigare su internet” spiega il primo cittadino, che descrive Molly come “un esperimento che non ha eguali in tutto il mondo”.
Una curiosità? Visto l’arrivo di alcuni profughi ucraini in fuga dal conflitto con la Russia, la società che ha installato gli hotspot ha deciso di fornire loro dei codice monouso per connettersi. Questo perché, avendo loro dei cellulari con prefisso ucraino, non avrebbero potuto effettuare la registrazione come tutti gli altri.
Ancora oggi, la connessione privata a internet a Levone è sbbastanza scadente: “Non abbiamo la fibra, sono in corso i lavori per la posa dei cavi da un pio di settimane, e dicono che per l’autunno si potranno già scegliere gli operatori che connetteranno le abitazioni agli armadi” spiega Gagnor.
E va bene, però “siamo in ritardo di almeno due anni... viene data la colpa al covid, ma forse il problema è che si poteva fare meglio. In Paese c’è una fortissima attesa per l’arrivo di questo servizio, perché qui abbiamo ancora la connessione satellitare che ha tutti i suoi difetti e inconventienti”. Insomma, ai piani alti si fanno ritardi su ritardi, ma almeno i levonesi potranno lavorare o studiare o godersi un film su Netflix stando all’aria aperta.
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