ROBASSOMERO. Ha preso il via il 24 marzo dal Piemonte il “Farming Tour. I nuovi percorsi del biogas”, l’iniziativa del CIB - Consorzio Italiano Biogas alla scoperta delle aziende agricole che adottano il modello e le buone pratiche del Biogasfattobene®.
“L’area piemontese rappresenta uno dei territori strategici per la produzione di biogas agricolo, che con i suoi oltre 200 impianti biogas agricoli presenti (più dell’88% del totale presente in Piemonte) garantisce una produzione di circa 0,8 TWh. In questa delicata fase di programmazione delle linee direttrici dei prossimi anni, in uno scenario internazionale quanto mai complicato, è fondamentale tenere uno stretto contatto con i territori per formare e informare le imprese delle opportunità offerte dal percorso di transizione agroecologica, ma anche e soprattutto per confrontarci con gli agricoltori e raccogliere da loro spunti e riflessioni.”, dichiara il Presidente del CIB, Piero Gattoni.
L’incontro è stato ospitato dall’Azienda Agricola La Falchetta di Riccardo Ferrero, socio piemontese del CIB. Situata all’interno del Parco La Mandria con una tenuta che si estende per 200 ettari, l’azienda di Ferrero possiede un allevamento di 350 capi bovini e produce energia rinnovabile con un impianto a biogas da 625 kW alimentato dai reflui dall’allevamento aziendale (60%) e da biomasse (40%) (insilati di cereali primaverili, autunno vernini, borlanda di frumento e biomasse liquide) e sottoprodotti.
In apertura RiccardoFerrero, dell’Azienda Agricola La Falchetta, sottolinea: “Il biogas è stato un cambiamento radicale nella gestione aziendale e ha rappresentato per noi un importante valore aggiunto per il nostro lavoro. Oggi attendiamo in tempi brevi regole certe per poter impostare i prossimi investimenti per il futuro dell’azienda.”
Nel corso della giornata si sono approfondite le opportunità normative e di sviluppo promosse dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dai nuovi decreti per il rilancio dell’agricoltura, nonché il contributo del settore biogas e biometano agricolo per fronteggiare la crisi energetica. Un focus particolare è stato dedicato all’importanza della sostenibilità per accedere ai nuovi meccanismi incentivanti.
La prima tappa è stata anche un momento di approfondimento sul progetto del CIB “Farming for Future - 10 azioni per coltivare il futuro”, l’iniziativa che mira a fare della lotta al clima un’opportunità per aumentare la competitività e la sostenibilità dell’agricoltura e della zootecnia italiana, anche attraverso un momento in campo in cui sono state mostrate al lavoro le macchine per la minima lavorazione del terreno e la distribuzione efficiente del digestato.
“Giornate come quella di oggi, in cui i nostri soci aprono le porte delle proprie aziende, ci aiutano a ribadire il ruolo centrale del settore biogas e biometano agricolo per superare la crisi energetica in corso, senza arrestare il percorso di transizione. Per poter sbloccare subito importanti investimenti è urgente: emanare presto il DM Biometano, prevedere un percorso di sviluppo anche per tutti gli impianti che non potranno riconvertire a biometano (emanando velocemente il DM FER 2) e prevedere una normativa chiara sull’utilizzo del digestato come sostituto dei fertilizzanti chimici.” - conclude Gattoni.
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