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SAN MAURIZIO CANAVESE. Ruba il defibrillatore e cerca di venderlo ad 80 euro in stazione

SAN MAURIZIO CANAVESE. Ruba il defibrillatore e cerca di venderlo ad 80 euro in stazione

SAN MAURIZIO CANAVESE. Ruba il defibrillatore e poi cerca di venderlo ai pendolari in stazione.

L’assurda vicenda risale a venerdì scorso, 18 marzo.

A dare la notizia è stato il presidente dell’Avis di San Maurizio, Emanuele Appio.

Siamo costretti nostro malgrado a lasciare la postazione di piazza Marconi angolo via Mameli  (vicino alla pensilina della fermata dell’autobus) senza defibrillatore - spiega - e questo a seguito del furto avvenuto venerdì scorso  e dei continui atti di vandalismo”.

Non è la prima volta, infatti, che il dispositivo viene preso di mira.

“Il 6 novembre 2021 - spiega il presidente Appio - è stato oggetto di divertimento di alcune persone che hanno sfogato le loro frustrazioni contro il defibrillatore”.

Il costo affrontato per la sostituzione del nuovo totem era stato di 150 euro pagato dall’AVIS San Maurizio.

Ma non era finita lì.

Domenica 28 novembre 2021 - racconta sempre il presidente dell’Avis -. Il defibrillatore è stato oggetto del divertimento del sabato sera di alcuni personaggi!”.

Per due giorni e una notte la postazione è stata senza defibrillatore perché si è reso necessario sostituire le piastre. “Il costo è stato di 200 euro - precisa Emanuele Appio -. I buontemponi, infatti, si sono divertiti con il defibrillatore. Inoltre è stato necessario spendere altri 150 euro per la sostituzione, dopo tre settimane appena, del totem”.

E tutto a spese dell’Avis: “Il direttivo ha deciso di autotassarsi per far fronte a questo nuovo atto vandalico” sottolinea il presidente.

L’episodio di venerdì 18 marzo è stata per l’associazione, l’ultima tegola: “Il defibrillatore - incalza Appio - è un apparecchio salvavita ed è stato possibile comprarlo grazie ai donatori che periodicamente donano il sangue per salvare delle vite umane e poter realizzare tanti progetti volti ad aiutare il prossimo. Ci auguriamo che l’autore di tale azione si renda conto della gravità del gesto e rimetta al suo posto o ci faccia trovare l’apparecchio salva vita”.

Il risultato, per ora, è che la città resterà senza uno dei suoi dispositivi salvavita. A danno di tutta la collettività e per colpa di qualche balordo.

Intanto sono in corso le indagini per risalire all’autore o autori del gesto.

Sappiamo bene l’ora in cui è stato rubato” aggiunge infine Appio che fornirà agli inquirenti ogni elemento utile all’indagine.

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