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VENARIA. Di Bella boccia la tariffazione puntuale

VENARIA. Di Bella boccia la tariffazione puntuale

L'assessore Di Bella

Venaria è sporca (l’ha ammesso anche il Sindaco) e si differenzia troppo poco.  Proprio per questo il Consigliere del Partito Democratico, Raffaele Trudu, ha proposto, nell’ultimo Consiglio Comunale, l’introduzione della tariffazione puntuale. “Venaria - spiega - presenta una percentuale Venaria tra le più basse, il 59% contro un target del 65%. Ci sono comuni che stanno già mettendo la raccolta puntuale, significa che ogni utente paga in funzione dei rifiuti che produce e di come differenzia i propri rifiuti. Questo non va confuso con il porta a porta, su ogni sito vengono attribuiti dei costi, se si è in un condominio i costi si dividono tra chi ci abita. Mi sembrava giusto prendere questo impegno per la priorità che riveste l’ambiente, anche la città deve fare la sua parte”. La proposta, però, è stata rispedita al mittente dall’assessore Di Bella.  “La tariffa puntuale - commenta - è stato oggetto di argomentazione in commissione e in campagna elettorale. Abbiamo avuto un incontro al Cados (Consorzio Ambiente Dora Sangone) e ci hanno detto che ci si deve attenere alle regole Arera, la stessa Arera ha chiesto a Cidiu il piano economico finanziario. Entro fine marzo dovrebbe completarsi questo processo per stabilire le tariffe sul nostro territorio. Si è parlato anche della tariffa puntuale, richiede un po’ di tempo, non ci si può arrivare prima di due anni. La tariffa puntuale, poi, non è la percentuale di differenziata che si fa, è quanto tu vai a conferire e quanto paghi. Migliorare la differenziata dipende da noi non dalla tariffazione puntuale”. Parole che non hanno soddisfatto Trudu. “Ci sono comuni - replica - che l’hanno già introdotta, è un impegno amministrativo. Quando sento dire che non si può fare mi viene un disappunto. Non ho chiesto di farla domani ma passo dopo passo, partendo anche da un quartiere. Lo stesso Sindaco diceva di volerla fare per responsabilizzare i cittadini. Qui paghiamo 180 euro per abitante, altrove 150, questo deriva da incuria, da mancanza di presa di posizione su questo tema”.
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