Il numero di Comuni che hanno espresso la contrarietà in linea politica alla costruzione di un sito a biometano per il trattamento di 50.000 tonnellate annue di rifiuti organici(Forsu) a San Benigno Canavese si è allargato con la deliberazione di Consigliodel Net (Unione dei Comuni del Nord Est) del 28 dicembre 2021. Un passo molto importante, un “No” che arriva dal territorio in vista del mese di febbraio quando dalla Città Metropolitana dovrà arrivare una risposta definitiva rispetto alal fattibilità, o meno, dell’opera. L’impianto tratterebbe 55mila tonnellate all’anno di Forsu, cioè della frazione organica dei rifiuti urbani, quella che chiamiamo “umido”, e 20mila tonnellate annue di “verde”, e produrrebbe biometano e compost.
I Comuni di San Mauro, Borgaro, Leinì e Settimo Torinese, attraverso una deliberazione di Consiglio dell’Unione Net (Unione dei Comuni Nord Est si Torino) si sono uniti agli altri Comuni (limitrofi a San Benigno o attenti al territorio) che già in precedenza avevano espresso il loro diniego motivato all’installazione dell’impianto.
Le Amministrazioni Comunali di Volpiano, Brandizzo, Chivasso, Foglizzo, Bosconero, Montanaro e Lombardore avevano deliberato, tra luglio e novembre 2021, attraverso atti dei propri Consigli Comunali, il loro dissenso verso un progetto che, secondo loro, non apporta benefici e sviluppo bensì solo gravi carichi ambientali ed diminuzione del valore dei territori.
“Si tratta infatti - spiegano dal Comitato “Mai sulla nostra testa” - di un progetto che non porta lavoro, ma che rischia di essere l’apripista per la trasformazione del territorio canavesano e chivassese di un vero e proprio polo per il trattamento dei rifiuti, mera operazione speculativa e triste destino per un territorio che merita altra migliore sorte di sviluppo. Si tratta di un pericolo che sta correndo tutta l’area a Nord di Torino, come evidenziato per esempio anche dalla recente, reiterata richiesta di una ditta di aprire un nuovo centro di trattamento di un’altra tipologia di rifiuti nella zona di Leinì a ridosso però di Mappano. Il trattamento rifiuti, necessario, è però al momento un settore aperto alla speculazione da un lato e alla possibilità di infliggere gravi danni al territorio come ben documentano, per es., dagli “inspiegabili” incendi di stoccaggi di rifiuti che hanno spesso costellato la regione Piemonte negli ultimi tempi”.
La delibera del Consiglio Net (allegata insieme all’odg del Comune di San Benigno che esprime le motivazioni della contrarietà delle Amministrazioni) impegna anche questo Ente pubblico a coinvolgere altre Amministrazioni Comunali: quelle appartenenti all’Area Omogenea 4 Torino Nord, nonché di farsi portatore degli interessi delle cittadinanze presso la Regione e la Città Metropolitana di Torino, che ha di recente rinnovato parzialmente la composizione del proprio Consiglio.
A spiegare meglio la vicenda ci pensa GabriellaFerreroMerlino, del comitato “Mai sulla nostra testa”.
“Ci sono - spiega - diverse questioni tecniche. Abbiamo cercato di approfondire tutto, noi non siamo contrari a prescindere a questi impianti, ci rendiamo conto che questi rifiuti vadano trattati ma abbiamo pensato che il territorio vada difeso. 1500 abitanti di San Benigno hanno firmato contro questo impianto, è stata poi fatta anche un’assemblea pubblica in cui il Comune ha preso posizione contro la realizzazione dell’opera per questioni urbanistiche. Nel corso degli ultimi mesi, poi, la Città Metropolitana ha chiesto ulteriori documenti integrativi:sono arrivate osservazioni del proponente e anche contro deduzioni da parte nostra. Ora l’iter è congelato fino al 24 febbraio”. Anche sulle ragioni del proponente il comitato ha qualcosa da ridire.
“Nei documenti - prosegue Ferrero Merlino - dice cheilsito di San Benigno è strategico come posizionamento perché ridurrebbe il costo del trasporto del Forsu fuori dal Piemonte. Le cose però, non stanno esattamente così, il forsu va via dal Piemonte, è vero, ma altrettanto ne arriva, molto. E con un impiano in più ne arriverebbe ancora di più provocando maggiore inquinamento atmseferico per il trasporto su gomma”.
L’ultima questione è relativo alla puzza che deriverbebe dell’impiano.
“Ci sarebbe - concludono dal Comitato - un inquinamento odorifero incredibile, così si avvelena la vita delle persone”.
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