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GERMAGNANO. Riserva di Pesca, Airola: “Mantini ha vanificato decenni di buon lavoro”

Torna a tuonare su Germagnano, torna la tempesta delle polemiche incendiate dall’ex sindaco Francesco Airola contro l’amministrazione comunale di Mirella Mantini.

Nella lettera aperta spedita pochi giorni fa ai giornali, solo l’ultima di un’ormai lunghissima serie, l’ex primo cittadino  si scaglia contro l’attuale sindaco per il trattamento a suo dire riservato alla “Riserva di Pesca Comunale” situata su un lungo tratto del torrente Stura che attraversa il nostro Germagnano.

Un’area che vanta una lunga esperienza attrattiva soprattutto per una clientela proveniente da ogni parte della Regione, da tutta l’Italia, ma anche dall’estero, dovuta alla consolidata gestione esercitata da decenni di promozione sportiva e turistica commerciale per la quale si sono impegnati in tutti questi anni le amministrazioni comunali che si sono susseguite, i commercianti locali e i volontari della società di pesca sportiva di Germagnano, che hanno sempre tenuto pulito e attrezzato i percorsi che costeggiano la riserva.

«Le bellissime e limpide acque con i suoi suggestivi percorsi che costeggiano questa Riserva, hanno attratto massicciamente negli anni precedenti i molti paganti appassionati della pesca sportiva, fino a farla diventare un’attiva risorsa economica commerciale - spiega Airola -. Purtroppo la nuova amministrazione che si è insediata ormai da oltre quattro anni ha vanificato in poco tempo tutta la storia di questa riserva di pesca».

Ma in che modo? «Con l’indifferenza, la noncuranza e per la mancata gestione innovativa che non ha seguito l’evolversi di questo settore - prosegue l’ex primo cittadino infervorato -. Poi il sindaco e la giunta l’hanno ulteriormente condannata, promuovendo per il futuro un progetto per la pratica e il passaggio nelle acque della riserva di pesca dello sport nautico del kayak che, se pure è un legittimo e bello sport, va comunque a contrastare l’utilizzo e la fruizione delle acque date in concessione dal Ministero al nostro Comune per la gestione di una Riserva di Pesca sportiva, che apre a fine febbraio e chiude la seconda settimana di ottobre di ogni anno, avendo ottenuto anche una deroga di apertura per il periodo invernale, ad uso palestra di allenamento senza cattura per chi vuole praticare gli allenamenti senza amo con uncino, acquistando i giornalieri presso i nostri rivenditori».

Il costo del progetto per l’esercizio del kayak promosso dall’Amministrazione Mantini ammonterebbe ad una somma di circa 90mila euro. Soldi che Airola avrebbe speso in tutt’altro modo...

«Questi soldi si potevano spendere per creare, con acque del torrente Stura, un’azienda consortile per incubare e allevare tutte le specie ittiche autoctone locali come richiesto dalle normative vigenti, pertanto a disposizione per il ripopolamento e l’immissione del pesce in  tutte le riserve di pesca pregiate esistenti nelle Valli di Lanzo, situate sui tratti migliori dei nostri torrenti dello Stura di Lanzo, creando un polo attrattivo e commerciale unico in Piemonte per questo settore - conclude l’ex primo cittadino -. Purtroppo invece su questo tratto di torrente che scorre nel nostro Comune sono sorte delle spiagge fluviali selvagge, dove vengono abbandonati ogni sorta di rifiuti, oltre a essere sorte diverse discariche abusive di rifiuti ingombranti. Quasi cinque anni fa, durante la campagna elettorale, l’attuale sindaca e la giunta avevano promesso il rilancio della Riserva di Pesca. Un rilancio mai avvenuto... ma forse lo riprometteranno per la prossima campagna elettorale».

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