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LOMBARDORE. Botte e insulti alla sagra della salsiccia. Protagonista la “Protezione civile"

LOMBARDORE. Botte e insulti alla sagra della salsiccia. Protagonista la “Protezione civile"

Protezione Civile (foto archivio)

La prima edizione della “Sagra della Salsiccia” a Lombardore non verrà ricordata per uno dei primi momenti di socializzazione post pandemia o per le prelibatezze mangiate dagli avventori. Verrà ricordata per la rissa scoppiata, dopo la mezzanotte tra sabato 17 e domenica 18 luglio, e che ha visto protagonisti alcuni volontari della Protezione Civile, visibilmente ubriachi.

La causa scatenante è ancora adesso in fase di accertamento da parte degli agenti della polizia locale e dei carabinieri della stazione di Leini. Le uniche certezze sono che i volontari, ad un certo punto, sono saliti sulla pista da ballo, generando malumori fra chi stava ballando.

E, ancora, come un volontario si sia scagliato contro il fidanzato della figlia, facendolo cadere a terra, procurandogli la frattura di una gamba: stabilizzato, è stato portato all’ospedale di Cirié, dove è ancora ricoverato.

Finita qui? No. Perché quando sono arrivati i carabinieri, i volontari si sono tolti la divisa per poi indossarla al contrario, in segno di protesta.

E se Rocco Barbetta, sindaco di Lombardore, ha condannato l’episodio definendo “gravissimo” il comportamento dei volontari, da Torino - cuore pulsante della Protezione Civile provinciale -  stanno già pensando a quali provvedimenti prendere.

Considerato - scrive il presidente Leonardo Capuano - che lo spiacevole episodio sta destando clamore sui mezzi di informazione, discreditando tutti i volontari di protezione civile, nonostante gli anni di costante impegno al servizio della comunità, soprattutto in questo difficile periodo di pandemia. Qualunque sia stato il fattore scatenante che abbia indotto tale comportamento, che in ogni caso non può essere giustificato, tale condotta prevede l’immediata espulsione dell’associata facente parte del coordinamento territoriale di Torino. Pertanto, sospendiamo in modo temporaneo, il gruppo comunale di protezione civile dal coordinamento di Torino, in attesa che l’amministrazione del Comune di Lombardore ci comunichi, in modo ufficiale, l’allontanamento definitivo dei volontari che hanno provocato questo sgradevole fatto. Qualora non si provvedesse all’immediata espulsione dei volontari coinvolti nell’accaduto saremmo costretti, nostro malgrado, a dover procedere alla cancellazione del gruppo dal coordinamento».

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