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11 Giugno 2021 - 15:25
Il cimitero di San Francesco al Campo
SAN FRANCESCO AL CAMPO. Che fine abbia fatto il progetto approvato dalla giunta Colombatto nel 2011 - ormai una decade fa - per mettere in sicurezza l’area del cimitero dal rischio alluvionale, Dio solo lo sa. Eppure c’era. Eccome se c’era.
L’Amministrazione l’aveva commissionato ad un professionista, poi lo studio di fattibilità era passato in giunta. Prevedeva, fra le altre cose, la sistemazione delle aree e della viabilità adiacente il cimitero, con la messa in sicurezza dell’intera area contro eventuali alluvioni.
Il cimitero di San Francesco, infatti, si trova in un’area a rischio, sia per la morfologia del territorio sia per il passaggio del rio Rianasso all’interno stesso dell’area cimiteriale. Già una decina di anni fa il canale si era rivelato ormai inadeguato a ricevere e smaltire le quantità d’acqua provenienti dalle continue bomba d’acqua, fenomeno in continuo aumento negli ultimi anni.
Di qui l’impegno dell’Amministrazione Colombatto per partire con la progettazione che aveva portato, nel 2018, al completamento del primo lotto di lavori, con la riprofilazione e la posa di massicciate nell’alveo del rio Rianasso, oltre alla realizzazione della nuova strada che collega il centro commerciale Le Borgate a via Perrero.
Il secondo lotto dei lavori prevedeva la deviazione del tratto successivo del corso d’acqua. «In estrema sintesi - racconta oggi Enrico Demaria, capogruppo della Lista Civica Per San Francesco al Campo, ex vice sindaco di Colombatto - avremmo deviato il rio al di fuori del cimitero, realizzando un nuovo canale che avrebbe aggirato l’area cimiteriale mettendola al sicuro una volta per tutte».
E invece? Invece ci sono state le elezioni. Due anni fa, nel 2019. L’Amministrazione, invece di portare a compimento il progetto già avviato, ha deciso di cambiare passo e affidare una nuova progettazione ad un altro professionista. Costo, 25mila euro. Cambia il professionista, cambia pure la “soluzione” al problema.
«Non più un canale che taglia fuori il cimitero risolvendo il problema per sempre, ma una normalissima vasca di raccolta a monte del cimitero stesso - spiega Demaria -. In pratica un invaso di 600 metri cubi raccoglierà le acque del rio Rianasso prima che queste raggiungano il cimitero. E quando sarà pieno? Semplice, tracimerà nell’attuale corso del rio, che continuerà a passare attraverso il cimitero, rischiando di allagarlo in caso di piogge ininterrotte. Il tutto per la modica somma di 400mila euro».
Non avrebbe fatto meglio a proseguire sul percorso già tracciato? Se lo chiedono i consiglieri di minoranza con una nota stampa al vetriolo inviata nei giorni scorsi ai giornali.
«La giunta ha fatto una scelta assolutamente lecita, che era in suo diritto fare. Ma perché l’ha fatta? Perché ha vanificato le spese di progettazione fatte in passato, commissionando e pagando un nuovo progetto che per di più propone una soluzione meno efficace della precedente, ad un costo analogo o molto probabilmente addirittura superiore? Oltretutto com’è stato possibile dimenticare quella prima soluzione tecnica?».
Domanda lecita. D’altronde lo studio di fattibilità commissionato a suo tempo dal Comune era stato approvato con una delibera della Giunta (la numero 126 del 18 agosto 2011), la stessa giunta della quale facevano parte quattro componenti di vertice dell’attuale Amministrazione. Ovvero l’attuale sindaco Diego Coriasco, il vice Diego Ferron, Bruno Perrero e Giorgio Candelo.
«Il fatto che i primi tre non fossero presenti in quella seduta specifica non li esime certo dall’essere a conoscenza di un simile progetto, dal momento che quell’Amministrazione ci lavorò molto e a lungo. In ogni caso, l’attuale assessore ai Lavori Pubblici Candelo era anche presente in quella seduta ed espresse voto favorevole - rimarca la minoranza -. Possibile che non sia venuto loro in mente nemmeno quando, qualche settimana fa, in Consiglio comunale gliel’abbiamo ricordato noi stessi, chiedendo loro ragione di questo cambio di rotta? Ribadiamo: scelta assolutamente legittima, perché una Giunta comunale deve decidere in coscienza e siamo sicuri che così ha fatto. Ma allora torniamo sempre alla domanda iniziale: perché? Com’è possibile che degli amministratori “dimentichino” un progetto di tale portata che essi stessi avevano voluto e approvato, provocando un ulteriore dispendio di denaro pubblico e per di più per una soluzione che non risolve?».
La richiesta del gruppo di Demaria è chiara: riprendere il mano il progetto originario. «O in alternativa che siano spiegate alla cittadinanza, fornendo motivazioni tecniche realmente solide e competenti, le ragioni reali di questa scelta» concludono.
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