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27 Maggio 2021 - 16:05
Il presidente dell'Apri, Marco Bongi, e la cantautrice Annalisa Minetti
«Ancora una volta l'ineffabile soubrette Annalisa Minetti non perde l'occasione di inanellare figuracce televisive diffondendo, come già molte altre volte in passato, false speranze a migliaia di disabili visivi ingenui e in difficoltà». È durissima la presa di posizione dell’Apri - Associazione Pro Retinopatici ed Ipovedenti - contro la cantautrice, atleta paralimpica, attrice e modella Annalisa Minetti intervistata in tv su “Domenica Live”, il programma di Barbara D’Urso. Le immagini che hanno attirato le ire del presidente dell’Apri, il mappanese Marco Bongi, sono andate in onda lo scorso 23 maggio.
Una puntata nella quale la Minetti, affetta fin dall’infanzia da retinite pigmentosa (malattia che ha colpito lo stesso Bongi), ha tessuto le lodi di un particolare strumento chiamato “Orcam”. «Dai "magici" microfoni di Barbara D'Urso, la cantante ci propina un vecchio dispositivo, già più volte testato dai nostri esperti e sonoramente bocciato, come la macchina in grado di ridonare la vista ai ciechi - punta il dito Bongi -. Sono già parecchi anni che "Orcam" è infatti disponibile sul mercato. Le sue prestazioni, in realtà, possono essere ottenute, molto più semplicemente ed a prezzi infinitamente inferiori, tramite numerose app acquisibili con lo smartphone».
Si tratta di normali software in grado di analizzare e descrivere vocalmente le immagini percepite da una telecamera. «Nulla di miracoloso dunque e, soprattutto, i ciechi non tornano assolutamente a vedere… - aggiunge il presidente dell’Apri -. Il risultato è che le nostre sedi sono subissate di telefonate provenienti da soci desiderosi di riacquistare la vista: "Come la Minetti...! Possibile che voi non ne sappiate nulla? Non avete sentito la Durso?”».
Non è la prima volta che Annalisa Minetti finisce subissata dalle polemiche per alcune sue affermazioni legate ai non vedenti. Già nel 2016 l’associazione di Bongi l’aveva attaccata dopo una comparsata a “Domenica Live”, sempre dalla D’Urso, durante la quale aveva parlato di alcuni interventi che le avrebbero consentito di guarire dalla retinite pigmentosa, malattia in realtà inguaribile, lamentandosi inoltre dell’ignoranza di chi l’accusava di alimentare false speranze ai malati.
«Sono passati altri cinque anni e... ovviamente siamo alle solite - conclude Bongi -. La lupa perde il pelo ma non il vizio».
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