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Casalborgone

Passione, sacrificio e arte: la storia di Angela e Domenico

I coniugi Siccardi, lei pittrice e lui incisore, sono due artisti che hanno dedicato la loro vita alle loro passioni e ai loro sogni, capaci di tenersi ancora per mano dopo tanti anni

Casalborgone

Angela e Domenico Siccardi

"Mi sarebbe piaciuto che i miei lavori fossero stati apprezzati di più, anche solo per i sacrifici fatti nel realizzarli."

Una leggera punta di amarezza esce dalla frase di Domenico, incisore per passione.

I coniugi Siccardi, Angela e appunto, Domenico, lei pittrice e lui incisore, sono due artisti che hanno dedicato la loro vita alle loro passioni e ai loro sogni, capaci di tenersi ancora per mano dopo tanti anni.

Torinesi, dopo un soggiorno di qualche anno a Lauriano, oggi abitano sulla collina di Casalborgone, in mezzo al verde, lontano dai rumori.

Ci viene incontro sullo sterrato Domenico, ci sorride e già prendiamo questo segno come una bella accoglienza. Appena dentro casa, davanti si presentano due occhi blu, incastonati in un bel viso tondo, incorniciato da una chioma lunga tenuta su a ciocche da uno chignon. Ci saluta un sorriso genuino, accennato, composto, leggermente meno plateale di quello di Domenico, è il sorriso di una persona che ha fatto dell'educazione un punto importante, educazione fatta di timidezza e sana vergogna.

"Io sono diventata pittrice perché mi hanno obbligata." Inizia Angela a raccontarsi, e quella iniziale timidezza si perde con il susseguirsi delle parole. E ride Angela, una bella risata che ci mette a nostro agio.

"Fin da bambina, siccome ero brava, in famiglia mi hanno quasi costretto a dipingere. Pensi che alle elementari i miei disegni facevano il giro di tutte le classi della scuola. Non ho avuto scelta insomma e non è una cosa bella trovarsi a dover fare una cosa e non avere scelta. Frequentai poi il Primo Liceo Artistico, all'epoca ancora in via Accademia Albertina a Torino. Iniziai a dipingere su commissione ma la mia aspirazione era avere una famiglia, e difatti quasi abbandonai i pennelli per ben 12 anni, per crescere i miei bambini piccoli. In quel periodo svolsi qualche lavoretto ma mi resi conto che stavo perdendo la padronanza della pittura, e così ho ripreso a dipingere."

Campo di girasoli dipinto ad olio

Barca sul mare dipinto a olio

E Angela ha continuato a lavorare dipingendo le opere che le venivano commissionate dai committenti. Ma Angela non si è limitata a svolgere il compitino che man mano le si chiedeva, è stata un'artista che ha voluto anche sperimentare materiali nuovi, dipingendo con colori a olio su legno, dipingendo ceramiche, e soprattutto dipingendo stoffe, materiale sul quali si è specializzata. 

Alla chiesa del Romitorio di Lauriano, la Pala d'Altare che rappresenta la Sacra Famiglia, la Madonna, il Bambino e San Giuseppe, l'ha dipinta Angela. Durante gli anni trascorsi a Lauriano, le venne chiesto di dipingere quel quadro, che era stato rubato tempo prima.

Pala d'altare della chiesa del Romitorio, a Lauriano

 “Io sono arrivato all’incisione molto tardi.” Tocca a Domenico raccontare la sua passione, mentre Angela si ferma e lascia spazio al marito, come una coppia tennistica di doppio. 

“Lavoravo in telefonia e un mio collega incisore, si chiamava Morandi, mi fece vedere i suoi lavori e me ne innamorai. Avevo una trentina d’anni. Andai in un laboratorio a Torino per imparare quest’arte. Forse non mi piacque molto l’ambiente e dopo un po’ di tempo, andai via da quel laboratorio torinese e iniziai a frequentare lo studio di Gianni Demo a Chieri. Un personaggio fuori dagli schemi, un bravissimo incisore. Le confesso che ad un certo punto mi accorsi che se fossi rimasto nel laboratorio di Demo, sarei diventato un suo doppione; per spiegare meglio, ho voluto evitare di rappresentare gli stessi soggetti che era solito incidere lui. E così mi sono messo per conto mio, perfezionandomi nell'arte dell'incisione sempre più.”

E Domenico, una volta in pensione e libero dal lavoro, si dedicò all’incisione con tutto sé stesso. Negli anni fece diverse esposizioni, come quella di Bruxelles nella sede della Comunità Europea, la mostra da Baratti a Milano e al Teatro Regio di Torino. I lavori di Domenico avevano come soggetto l’archeologia industriale, soprattutto i vecchi stabilimenti Fiat, Michelin, Ferriere, Venchi Unica, Eternit di Casale Monferrato. Dopo il periodo delle fabbriche si dedicò ai cortili di Torino, uno su tutti il cortile di Palazzo Reale. 

Incisione dell'eternit di Casale Monferrato

Incisione della pianta e dell'ingresso del cortile di Palazzo Reale a Torino

Incisioni di un cortile a Torino

Gli chiediamo in cosa consistono le incisioni e Domenico ci spiega che le incisioni vengono fatte su una lastra di zinco, che dopo essere stata ‘morduta’, cioè morsicata dall’acido, diventa una matrice per poter stampare delle riproduzioni, delle copie. 

“Qui a Casalborgone è un paradiso, nella quiete di queste colline, immerse nella natura, ci siamo trovati bene sin da subito.”

Mentre Domenico parla, Angela muove il capo a confermare le parole del marito.

“Le racconto un aneddoto.” Angela ride di gusto, prima di parlare, e noi capiamo che sta per raccontarci qualcosa di comico. “Lavoravo per un corniciaio, persone per bene eh, e un giorno mi chiese di dipingere un quadro per un cliente. Il quadro aveva come soggetto tre cavalli i quali avevano un enorme fallo. Guardi, in quel periodo, tutti quelli che entravano nel mio studio, guardavano il quadro e con aria stranita mi chiedevano cosa stessi dipingendo. Mi creda, non vedevo l’ora di terminare quel lavoro ed è stato l’unico mio quadro che non ho voluto fotografare.”

Una casa, la loro, colma di arte, tra le porcellane dipinte e i quadri di Angela e le foto delle incisioni di Domenico, trovano posto, appesi alle pareti, i quadri del papà di Domenico.

Angela e Domenico hanno realizzato i loro sogni attraverso la famiglia, ma resta un piccolissimo rammarico, appena accennato, che i loro lavori, pur avendo riscosso un buon interesse, non abbiano avuto il successo che meritavano. 

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