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Cittadinanza onoraria ai bambini stranieri: alla prima, non passa in Consiglio comunale

Due ore di dibattito a Chivasso sulla “cittadinanza onoraria simbolica”, con Mazzer che non ne azzecca una e Pasteris che cambia idea...

Chivasso

Stefano Mazzer capogruppo del Pd in Consiglio comunale

Approverete la modifica dello statuto comunale a colpi di maggioranza”. (cit. Enzo Falbo di Fratelli d’Italia).

E così il primo colpo, com’era scritto, è andato a vuoto. 

Nella seduta consiliare di martedì sera non è passata la modifica allo Statuto perché tutta l’opposizione ha votato contro o si è astenuta (Claudia Buo di Liberamente Democratici, ndr). 

Per votare una modifica allo Statuto è necessario infatti che ci sia il voto favorevole, nel caso di Chivasso, di dieci consiglieri comunali (la maggioranza) più uno dell’opposizione. 

Così se ne riparlerà nel Consiglio convocato per giovedì 13 aprile alle ore 17.30. Secondo round a cui probabilmente ne seguirà un terzo, quello definitivo perché lì sarà sufficiente il voto della maggioranza per far passare la modifica statutaria. 

Enzo Falbo consigliere comunale di Fratelli d'Italia

Dunque s’è parlato due ore, l’altra sera, di cittadinanza onoraria ai cittadini stranieri. E non è nemmeno la prima volta - già in altri due Consigli comunali s’era discusso dello stesso tema -. 

La modifica allo Statuto comunale serve infatti per introdurre il riferimento simbolico allo “Ius Soli” e allo “Ius Scholae” in attesa della riforma della legge sulla cittadinanza, allo scopo di promuovere l’eguaglianza e l’effettiva partecipazione senza distinzione di origine o provenienza. 

In apertura del suo secondo mandato da sindaco, Claudio Castello annunciò - e poi seguì l’approvazione del Consiglio comunale - la volontà di riconoscere, sempre come atto simbolico, la “Cittadinanza onoraria del Comune di Chivasso” ai minori stranieri residenti nel comune stesso, nati in Italia da genitori stranieri regolamento soggiornanti, o nati all’estero ma che abbiano completato almeno un ciclo scolastico.

Nelle due ore di dibattito pressoché fine a se stess - per chi ha voglia di seguirle online sul canale Youtube del Comune -, si possono però apprendere almeno un paio di cose. 

Forse tre. Anzi, sicuramente tre.

La prima è che il capogruppo del Pd Stefano Mazzer non ne azzecca una. Tant’è che ad un certo punto, beccato dalla minoranza, s’è pure scocciato: “Nessuno mi può venire a dire di non parlare. Non si può alzare la voce. Mi continuate a interrompere e chiedo una mozione d’ordine”. Insomma: un po’ come quello che ai campetti si stufa, dice basta, e se ne va portando via il pallone. E nessuno gioca più.

Claudia Buo consigliere comunale di Liberamente Democratici

Mazzer s’è arrabbiato alle reazioni dell’opposizione tutta successive alla sua lettura  dei numeri delle cittadinanze che il Comune di Chivasso avrebbe conferito (10 già assegnate e 7 per cui è pronto l’iter, ndr), facendole passare come “simboliche” quando” simboliche” non lo sono, ma anzi sono vere, reali, tangibili. Dunque non ci azzeccavano nulla con il dibattito in corso.

Tant’è che all’indomani mattina del Consiglio Buo di Liberamente Democratici ha fatto partire una lettera/richiamo alla presidenza del Consiglio comunale: “[…] i dati forniti in seguito dal Capogruppo PD Stefano Mazzer, sempre con riferimento all’istanza citata in precedenza, NON SONO RIFERITI ALLE CITTADINANZE SIMBOLICHE bensì alle pratiche di cittadinanza italiana a cittadini stranieri che ne hanno regolare diritto, e che quindi NULLA HANNO A CHE VEDERE con l’argomento trattato. 

Sono quindi a richiamare le signorie vostre affinché per il futuro, almeno in sede di Consiglio Comunale, si ponga tutta la dovuta attenzione alla verifica della correttezza e dell’attinenza dei dati forniti, onde evitare grossolane ed inopportune mistificazioni”. Figuraccia.

La seconda è che negli anni si può cambiare idea. 

L’ha spiegato il consigliere comunale Adriano Pasteris che ora siede nella maggioranza di centrosinistra rappresentando “Noi per Chivasso”, ma politicamente è nato, cresciuto, “vissuto” nell’area di centrodestra. Dunque era all’opposizione nel 2012 quando votava “no” ad una modifica al regolamento comunale che prevedeva il conferimento della cittadinanza simbolica ai cittadini stranieri nati a Chivasso o che avessero compiuto un ciclo di studi. Sindaco all’epoca era Libero Ciuffreda. 

E vabbè - ha sbottato Pasteris dopo la tirata d’orecchie sempre di Buo - Sono invecchiato, ho cambiato idea. Mi sono accorto che è bello dare dei segnali, è bello sognare”. “I have a dream”, ha aggiunto citando Martin Luther King.

La terza cosa che abbiamo appreso è che la possibilità di conferire cittadinanze “simboliche” il Comune di Chivasso ce l’ha dal 2012, da quando cioè l’amministrazione Ciuffreda introdusse una modifica al regolamento proprio per questa causa.

Domanda: quante cittadinanze simboliche sono state conferite dal 2012 ad oggi dal Comune di Chivasso? 

Risposta: nessuna.

Perché? Boh.

Il sospetto, pardon la certezza, è che di questi atti “simbolici” tragga reale beneficio più chi li propone che chi li riceve. Dunque, una volta che s’è fatto lo show in Consiglio, chi si è visto s’è visto.

Da domani però, con la modifica allo Statuto comunale finalmente approvata, sarà possibile conferire cittadinanze che non saranno solo “simboliche” ma anche “onorarie”. 

Della serie: riempiamoci la bocca che tanto ce n’è.

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