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Rondissone

Il don si "regala" il restauro della Chiesa parrocchiale

I lavori si concluderanno per le “nozze d’argento” del sacerdote con la comunità

Rondissone

Don Gino Casardi, parroco di Rondissone

Il restauro della chiesa parrocchiale intitolata ai santi Vincenzo ed Anastasio sarà terminato per la fine dell’anno, in coincidenza con le “nozze d’argento” di don Gino Casardi con la Parrocchia di Rondissone. 

Sarà il suo regalo alla comunità dei fedeli, lui che in questi venticinque anni trascorsi in paese, non solo si è preso cura spiritualmente dei suoi parrocchiani, ma fin dal primo giorno si è impegnato a restaurare a conservare il patrimonio religioso, monumentale ed artistico delle chiese del paese. 

Don Gino ha compiuto 84 anni giovedì 30 marzo, ma è in ottima forma e l’età non lo spaventa: continua la sua missione pastorale nella comunità e non ha paura di accollarsi l’impegno di portare avanti la sua opera conservativa degli edifici religiosi. E la chiesa parrocchiale era, da anni, la sua spina nel fianco. 

Don Gino nella Chiesa parrocchiale di Rondissone

Era il 2 novembre 2017 quando entrando in chiesa, don Gino si accorse che dalla volta si erano staccati alcuni fregi: fortunatamente la chiesa era vuota, altrimenti sarebbe potuto accadere l’irreparabile. Senza perdersi d’animo, don Gino fece stendere una rete di protezione al di sotto di tutta la volta della chiesa ed iniziò la ricerca dei fondi per portare avanti un’opera di restauro monumentale. Appena giunto in paese, nel 1998, don Gino fece rifare il tetto, poi vennero tutti gli impianti, tutto per mantenere in buono stato quello che è un rarissimo esempio, in Canavese, di Barocco piemontese. E ai primi di gennaio di quest’anno, finalmente, sono iniziati i lavori di restauro degli interni. L’allestimento dell’imponente ponteggio è stato affidato alla ditta “Abramo Maestro”, mentre il restauro viene eseguito da Cinzia Avanzi, della quale si è già potuta apprezzare l’opera nel bellissimo recupero dell’interno del Duomo Collegiata di Santa Maria Assunta di Chivasso. 

Insieme ai fregi caduti, si stanno togliendo tutti quelli della volta, dell’abside e delle pareti della parte alta della chiesa, che verranno poi ripulite, ridipinte nel colore verde chiaro antico originale, e poi si procederà alla riattaccatura dei fregi, che verranno tutti inchiodati, per una messa in sicurezza generale. Infine, verrà applicata la doratura. L’area dell’abiside prevede una serie di lavori delicati, con il recupero degli angioletti, del rosone centrale con la colomba che rappresenta lo Spirito Santo, così come i dodici grandi candelabri dorati alle spalle dell’altare, mentre verrà deposto l’imponente quadro centrale che ritrae la Vergine con i santi Vincenzo ed Anastasio, titolari della Parrocchia. I fregi dorati del quadro verranno restaurati e la tela accuratemente ripulita dalla polvere. Una volta terminato il restauro dei fregi, si procederà alla pulitura dei capitelli dorati, grandi e piccoli, in tutta la chiesa. Il costo dell’intervento è di 240 mila euro e don Gino non ha esitato a bussare a tutte le porte per trovare il denaro necessario: 65 mila euro sono arrivati dai proventi dell’8 per mille, tramite la Diocesi - la Curia sostiene e assiste la Parrocchia in questo peso economico - così come è intervenuta la Sovrintendenza che segue con attenzione tutte le fasi di restauro di questo bene artistico; e poi ancora sono intervenuti la Fondazione Crt e il Comune con le destinazioni di legge per gli edifici di culto e poi la comunità parrocchiale. 

Ringrazio tutti i fedeli che, nonostante il periodo molto difficile, mi aiutano a sostenere questo peso – ha detto don Gino -. Non nascondo che non è facile far fronte alle spese correnti di luce e metano, ma vado avanti”. 

E così don Gino ha scritto a tutti gli enti possibili, istituzioni, grandi catene di distribuzione, per coprire ancora i rimanenti 100 mila euro, per non lasciare debiti a chi verrà dopo di lui. 

“Ho preso in carico ancora questo impegno perchè amo la mia chiesa e la mia parrocchia – ha aggiunto don Gino – e vorrei riconsegnarla al paese nella sua antica bellezza”. 

Ma dopo, don Gino, si riposerà un po’? 

Neanche per sogno, ci sono già in mente altri progetti: “Se il buon Dio mi conserverà la salute e qualcuno metterà mano al cuore e al portafoglio, affronteremo il restauro generale della cappella della Beata Vergine delle Grazie”, un altro piccolo “gioiello” architettonico, molto caro alla devozione dei fedeli. 

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