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MONTEU DA PO. Guard rail, Elisa Ghion risponde alle accuse

MONTEU DA PO. Sono giorni di grande fermento in quel di Monteu da Po. La polemica sui nuovi guard rail di corso Industria sta animando tutta la cittadinanza. Dopo la raccolta di circa 200 firme da parte di un comitato spontaneo, la minoranza di Alexander Boraso aveva attaccato la sindaca Elisa Ghion. Quest'ultima ha dunque deciso di diramare un comunicato per chiarire la vicenda e fugare ogni dubbio sul proprio operato.
"Ormai è chiaro a tutti che i lavori di rifacimento dei muretti ammalorati e la sostituzione delle ringhiere sulla SP105 che costeggia il Rio della Valle sono di competenza della Città Metropolitana Torino - esordisce la prima cittadina montuese in una nota stampa -, chiamata ancora da molti “Provincia”. Tali interventi sono stati finanziati grazie al FSC, Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020, assegnato alle Regioni e distribuito agli Enti attuatori di tali interventi, nel nostro caso CMT, per la sistemazione del patrimonio infrastrutturale esistente. Nel caso di Monteu da Po parliamo di 235 mila euro".
"E' evidente che tali barriere hanno un impatto visivo che ricorda i nodi autostradali e nulla hanno a che vedere con una strada, seppur centrale, di un piccolo Comune come il nostro - prosegue Ghion -. Infatti dopo le prime voci di malcontento da parte di alcuni cittadini, l'Amministrazione ha contattato la dirigenza del settore viabilità CMT che, prima verbalmente e successivamente con nota scritta, ha ribadito, attraverso l'indicazione di una dettagliata normativa, che le barriere installate sono omologate e indicate per quel tipo di viabilità che costeggia, tra l'altro, un corso d'acqua ed è quindi maggiormente pericolosa". Non manca una stoccata a quanti hanno visto nella petizione un modo per screditare l'azione amministrativa della giunta Ghion, in carica da settembre 2020.
"E' lodevole che questo Comitato spontaneo si sia attivato, tramite la raccolta firme. Un po' meno la strumentalizzazione che ne è seguita. Infatti inizialmente la petizione che girava di casa in casa era intestata al Comune di Monteu da Po e in secondo indirizzo alla Città Metropolitana, quasi come se il Comune fosse il responsabile di tale intervento. Per non parlare dell'attribuzione, da parte delle minoranze, della mancata vigilanza della Giunta sull'operato di CMT relativamente all'aspetto estetico. Ma un intervento di tal natura, perlopiù su di una proprietà altrui, e la SP105 riamane di competenza metropolitana, non è contemplato".
"Ma come mai nessuno ha mai pensato di raccogluere firme per sollecitare la ”Provincia” a intervenire con urgenza sulle ringhiere - conclude la sindaca -, praticamente mancanti, pericolose e inconsistenti da anni? Forse si attendeva l'ennesima auto dentro il Rio o la caduta di qualche passante? Dov'erano le allora amministrazioni così sempre attente diversamente dall'attuale?"
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