TORRAZZA PIEMONTE. Sono trascorsi due anni e mezzo dall'inizio del secondo mandato del sindaco Massimo Rozzino. L'attuale primo cittadino vinse le elezioni del 2019 da unico candidato. Ma già dopo pochi mesi la maggioranza iniziò a dividersi su alcuni temi cruciali, come l'opposizione allo smarino. Ora, a sedere ai banchi della minoranza ci sono Marinella Bracco (ex vicesindaco), Luigi Corna e Rocco Muscedra (ex capogruppo di maggioranza).
I tre consiglieri hanno dunque deciso di tracciare un bilancio per sommi capi di questa prima parte della legislatura, evidenziando cosa, a loro detta, andrebbe fatto meglio.
Lo scorso mese di febbraio è stato inaugurato il sottopassaggio della ferrovia. Il sindaco ha parlato di un'opera attesa da 45 anni. Non è stato un traguardo per il paese?
"Il problema non è il sottopasso in sé, ma il modo in cui è stato gestito il progetto. A parer nostro, un'opera di tale portata, che ha sconvolto la viabilità cittadina, andava quantomeno discussa con la popolazione. Si è scelto di convogliare tutto il traffico diretto a sud dell'abitato in una sola strada, senza però prevedere dei sottopassaggi pedonali, come si sarebbe potuto fare ad esempio per collegare via Virginio Berta e strada Massola. Non si è neanche pensato di valorizzare il sottopassaggio pedonale già esistente presso la stazione ferroviaria. Di certo discutendo il progetto prima di approvarlo in "toto", RFI sarebbe potuta venire incontro alle esigenze di Torrazza. Rischiosa è la mancanza di una segnaletica adeguata per indicare il nuovo percorso per il sottopassaggio e la nuova circonvallazione".
Parliamo invece dell'illuminazione pubblica. Sono state sostituite le vecchie luci del centro storico con alcune più moderne a Led. Il problema è che i nuovi impianti non sono abbastanza luminosi. I risultati sono stati un paese più buio di prima, cittadini indignati e polemiche via social.
"Quello dell'illuminazione pubblica resta un problema molto grave. Da 10 mesi ormai a Torrazza le strade sono terribilmente buie dopo il tramonto. Ma al di là della pessima resa di questo intervento, da amministratori pubblici ci preoccupiamo del modo in cui il denaro dei contribuenti viene speso. Dopo ben due interrogazioni a risposta scritta, non abbiamo ancora ricevuto come richiesto il progetto esecutivo, corredato dal computo metrico di una spesa che ammonta a 140 mila euro. Ci chiediamo dunque se esista un progetto con il relativo piano finanziario. Troviamo inconcepibile affrontare spese del genere senza un progetto e degli studi precedenti".
Il primo cittadino ha di recente parlato della ex scuola elementare di Borgoregio. Si parlava di una riqualificazione dell'edificio già nei programmi elettorali del 2014 e del 2019. È arrivata la volta buona?
"L'argomento della scuola di Borgoregio viene ciclicamente riportato a galla, ma a questo punto si tratta solo più di semplice propaganda. Se ci fosse stata la volontà politica, qualcosa si sarebbe potuto già fare. Perché non è stata inserito il progetto di ristrutturazione nelle opere finanziabili dal PNRR? Anche se il Comune non è in grado di sostenere completamente gli oneri dell'opera, bisogna avere un progetto pronto. In questo modo, partecipando a bandi, si possono ottenere i fondi necessari. Si tratta di avere un'idea di progettualità, che purtroppo manca completamente a questa giunta".
E la questione ambientale? Fu proprio per una mozione contro lo smarino che voi tre votaste diversamente dagli allora colleghi di maggioranza. Che fine ha fatto il Rozzino-ambientalista, che molto criticava l'allora sindaca Simonetta Gronchi, quando ancora era consigliere di minoranza?
"La questione è semplice. Come è noto a tutti, l'attuale maggioranza ha tradito di fatto il mandato elettorale ricevuto dai cittadini con il loro voto. Ben due campagne elettorali, quella del 2014 e quella del 2019, sono state incentrate sui temi dello smarino e della discarica. Ci domandiamo come mai, dopo aver nominato una commissione di esperti in materia nel 2017, il sindaco non abbia mai convocato almeno una riunione di questa commissione. Perché non si è mai convocato un pubblico dibattito sul tema? Si sta parlando del futuro di Torrazza, del futuro della nostra terra già alquanto compromessa, che con l'arrivo dello smarino lo sarebbe definitivamente. Da ciò emerge un'azione amministrativa poco limpida, non trasparente, incapace di dialogare con la minoranza, coi cittadini o con chi semplicemente la pensa in maniera diversa".
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