TORRAZZA PIEMONTE. Il prossimo 19 dicembre anche i consiglieri comunali di Torrazza saranno chiamati a votare per il rinnovo del consiglio metropolitano. Dopo la riforma Delrio del 2014, e la trasformazione della Provincia in Città Metropolitana, non pochi amministratori locali hanno lamentato la mancanza di fondi per il nuovo ente, chiamato comunque a gestire importanti settori, come la viabilità e le discariche.
Soprattutto in questi ultimi due ambiti Comune e Città Metropolitana si sono dovuti confrontare negli ultimi anni. Questa elezione di secondo livello sarà dunque un'opportunità per scegliere coloro che dovranno portare avanti le istanze locali ad un grado istituzionale superiore. Ne abbiamo parlato con il consigliere comunale Luigi Corna.
"Personalmente non sono mai stato un sostenitore della riforma Delrio - esordisce Corna -. Ritengo che abbia impoverito un ente, le cui prerogative e mansioni non sono mutate, al contrario del bilancio che è stato drasticamente ridotto. Ma al di là di questa premessa, spero che dalle elezioni venga fuori un rappresentante del territorio che abbia a cuore i nostri problemi. La nostra è una provincia vasta e con molti comuni, ognuno con le proprie particolarità. Non possiamo permetterci che solo i consiglieri comunali di Torino siedano nel Consiglio Metropolitano, per via del voto ponderato".
Il consigliere non nasconde però il suo rammarico per come sono stati gestiti i rapporti tra il Comune di Torrazza e l'ente metropolitano dai ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda la gestione della discarica.
"Negli ultimi anni non c'è stato un coordinamento tra giunta comunale ed amministrazione metropolitana. L'ex vicesindaco metropolitano Marco Marocco si è speso contro l'apertura di un'ulteriore vasca presso la discarica La Torrazza - prosegue Corna -, ma il sindaco al posto di instaurare un rapporto di lavoro sinergico, ha preferito sbattergli la porta in faccia. Sono scelte poco opportune e controproducenti, se si vuole lavorare per il bene comune. Capisco che Rozzino abbia un'identità politica ben definita, ma l'incapacità di dialogare con chi appartiene ad altre forze o coalizioni è un danno per tutti i cittadini. A maggior ragione ora: è facile prevedere un'ampia vittoria del Centrosinistra a queste consultazioni. Per i prossimi cinque anni, la maggioranza sarà formata dal Partito Democratico. Mi chiedo se il sindaco sarà in grado di costruire un dialogo efficace. Riusciremo ad evitare altri interventi degradanti dal punto di vista ambientale? Solo ragionando globalmente e collaborando potremo superare le sfide degli anni avvenire. Ma per fare ciò, c'è bisogno di un'idea di futuro, di saper guardare oltre".
A Torrazza, un altro tasto dolente è la viabilità. Sono ben due le strade provinciali che attraversano il comune, la numero 89 e la numero 90. Recentemente l'amministrazione ha ottenuto che il tratto provinciale del centro fosse "scambiata" di proprietà, in cambio della circonvallazione nord.
"L'ultima volta che la strada provinciale 89 è stata asfaltata era il 2014. Lo ricordo bene, perché fu grazie alla disponibilità dell'allora vicepresidente della Provincia di Torino Alberto Avetta - conclude il consigliere -, che riuscimmo ad ottenere quell'intervento necessario. Da allora molti scavi e rattoppi hanno interessato la strada, non dovranno trascorrere anni prima di una nuova azione. Francamente non colgo il senso di questa sorta di baratto tra strade. Il sindaco l'aveva giustificata con la possibilità di mettere nuovi e più alti dossi, ma vorrei ricordare che la manutenzione del manto stradale ha un costo, e non si parla solo di dossi".
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