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VEROLENGO. Dopo il “No” di Busignetto la scuola parentale si fa ad Arborea

VEROLENGO. Dopo il “No” di Busignetto la scuola parentale si fa ad Arborea

L'ex scuola di Arborea

Fanno lezione, ma non sono una scuola. E’ la scelta di una famiglia, o di un gruppo di famiglie, di provvedere autonomamente all’istruzione dei propri figli. L’insegnamento può essere impartito da mamma e papà, oppure da un educatore privato.

Le scuole parentali sono riconosciute dall’ordinamento italiano, ma da nessuna parte si era visto un ente pubblico concedere loro i locali. Invece è quanto sta succedendo a Verolengo dove l’associazione Margherita ha proposto al Comune una scuola parentale e la giunta Borasio si è subito rimboccata le maniche per trovare loro una sede.

Innanzitutto si era pensato a frazione Busignetto e alla sede della Busignettese che aveva dato anche il consenso a condividere la struttura. Peccato, però, che tutti avessero fatto i conti senza l’oste e che la popolazione della frazione, saputo del progetto sia insorta.

Fine dell’avventura? Neppure per sogno. L’associazione Margherita, guidata da Cinzia Falcomer, è tornata alla carica e dopo una serie di incontri con l’amministrazione comunale è stata individuata una nuova sede: l’ex scuola di Arborea.

Domenica sera, proprio in quei locali, si è tenuto un incontro per valutare la fattibilità del progetto.

“Le due associazioni hanno trovato l’accordo - racconta l’assessore all’istruzione Daniela Caminotto - il Crab (centro ricreativo Arborea Benne) continuerà ad utilizzare il primo piano, l’associazione Margherita le due aule al primo piano servite da una scala esterna”.

Quegli ambienti resterebbero in uso anche al Crab e la sanificazione verrebbe fatta dal Comune. Qualche perplessità la desta il fatto che, sempre in quella struttura, ci sia un ambulatorio medico (quello del sindaco, dottor Luigi Borasio) e ci si domanda come una scuola possa convivere con un luogo frequentato da persone ammalate.

Ma quel che più ci si chiede è perché l’amministrazione verolenghese, unico caso sul territorio, sia così favorevole a questo genere di scuola che, secondo opinione diffusa, nascerebbe proprio per aggirare le regole su Covid e vaccinazioni in generale.

Innanzitutto non si tratta di una scuola vera e proprio - precisa l’assessore Caminotto - è un’associazione e in quanto tale deve sottostare alle regole stabilite dall’ordinamento. Nessuno lì dentro lavora, quindi non è chiesto loro il green pass. Ma dico ciò solo per spiegarne il funzionamento. La nostra amministrazione si è limitata a verificare che tutte le leggi venissero rispettate e questa associazione nasce ed opera con tutti i crismi. Abbiamo controllato il regolamento con il segretario comunale, fatto mille incontri e non c’è ragione di opporci al loro progetto. Inoltre abbiamo dovuto riconoscere che c’è molto interesse sul territorio. Loro già si ritrovano e hanno formato due gruppi di ragazzi in età delle scuole medie. Uno da 11 e l’altro da 12. Le convinzioni che stanno dietro l’associazione non devono certo interessare l’amministrazione. Che siano no vax, sì vax o free vax poco importa. Rispettano le regole? E’ solo questa la domanda che dobbiamo porci e le regole loro le rispettano tutte”.

Perché un’amministrazione pubblica debba sostenere un progetto del genere fornendo loro i locali?

Semplice, perché in questo modo si può esercitare un controllo - risponde la Caminotto -  Cosa che sarebbe impossibile se si ritrovassero in un locale privato. E questa mi sembra una bella garanzia per tuti. Ecco perché non comprendo le polemiche”.

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