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TORRAZZA PIEMONTE. Smarino: ecco le oscillazioni del sindaco Massimo Rozzino

TORRAZZA PIEMONTE. Smarino: ecco le oscillazioni del sindaco Massimo Rozzino

Rozzino Massimo, sindaco di Torrazza Piemonte

TORRAZZA PIEMONTE. Quando nel 2014 Massimo Rozzino si presenta candidato a sindaco, nel suo programma elettorale assicura ai torrazzesi la propria “ferrea volontà di opporsi all’utilizzo dell’ex cava Cogefa oggi Trama come deposito dello smarino di scavo della progettata galleria TAV Torino Lione”. 

Una ferrea volontà confermata nelle due delibere di giunta “no TAV” del 2017. La prima esprimeva contrarietà non solo al conferimento allo smarino a Torrazza, ma addirittura alla TAV della Valsusa.

La seconda nominava consulenti, a titolo gratuito, del Comune di Torrazza i membri (ingegneri, geologi, professori universitari) della Commissione Tecnica della Comunità Montana Valle Susa, allora presieduta da Sandro Plano, tutti quanti avversari del TAV.

Ma appena un anno dopo il sindaco Rozzino fa dietro front e diventa favorevole al deposito dello smarino in paese, nella stessa quantità di 850.000 metri cubi, seppure con un progetto leggermente modificato. 

Nel dicembre 2018 scrive infatti a TELT per sollecitarla a “procedere con la suddetta progettazione con ogni possibile urgenza affinché questa Amministrazione possa sciogliere tutte le riserve in merito all’istanza di parere preventivo inoltrato dal proprietario”.

E a sorpresa giudica l’operazione smarino vantaggiosa per il paese: “affinché questa importante occasione di valorizzazione del territorio del Comune di Torrazza Piemonte e del suo tessuto produttivo ed occupazionale possa essere sostenuta”. Insomma, lo smarino, condannato come dannoso in campagna elettorale, ora è positivamente valutato come un beneficio per i torrazzesi. 

Nella primavera del 2019 Rozzino si ricandida a sindaco e ridiventa No Smarino: nel programma elettorale rivendica il “lavoro svolto per l’opposizione alla scellerata eventualità di deponia dello smarino”. E aggiunge: “dobbiamo continuare su questa strada per ottenere un no definitivo”.

Passano sei mesi e Rozzino, rieletto sindaco, cambia di nuovo idea e clamorosamente ridiviene favorevole allo smarino: è il famoso consiglio comunale del 27 dicembre 2019, nel quale egli e la sua maggioranza esprimono parere favorevole alla nuova soluzione progettuale predisposta da TELT. Votano a favore dello smarino Annamaria Memmo, Alberto Baesso, Raffaella Lisa, Luca Palandri, Serena Bucci, Claudia Crema, Antonio Losurdo. 

È una delibera pesante, che apre definitivamente la strada all’arrivo dello smarino: è la parola definitiva del sindaco? 

No, nemmeno stavolta Rozzino si attesta su una sola, univoca e definitiva posizione. Nell’aprile 2021, quattro mesi fa, muta di nuovo parere e sembra ridiventare contrario allo smarino.

Il consiglio comunale di Torrazza, presieduto dal sindaco, approva difatti una deliberazione che si oppone al progetto di deposito nazionale del nucleare nel Comune di Mazzè.

Per quali motivi? Perché Torrazza e i Comuni vicini sono già strapieni di impianti, o progetti di impianti: a Chivasso le discariche, la Rivoira, il deposito Esso e la centrale termoelettrica. A Saluggia il nucleare. A Caluso e a San Benigno i progettati stabilimenti di produzione del biometano. E Torrazza? Qui c’è ovviamente “la grande discarica di via Traversa Mazzini”, che la proprietà vuole ampliare aggiungendo alle otto celle esistenti la “cella 9”.

E poi - sorpresa sorpresa - a Torrazza c’è pure “il sito della ex cava nella SP 90 dove è prevista la messa a deposito permanente delle terre e rocce di scavo provenienti dai lavori per l’Alta Capacità Torino-Lione”.

Ma caro sindaco, lo smarino non costituiva un beneficio per il paese? Ora è diventato un carico ambientale come le discariche di Chivasso e il nucleare di Saluggia? In conclusione, ora ci chiediamo che cosa andrà a dire il sindaco Rozzino alla conferenza dei servizi sullo smarino convocata dalla Regione per il 31 agosto.

Un sì o un no? Non sappiamo chi lo accompagnerà: forse un tecnico e un legale, forse la delegata all’ambiente Annamaria Memmo, forse la delegata alla salute Claudia Crema. La delegazione torrazzese dirà che lo smarino lo vuole oppure non lo vuole?

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