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02 Agosto 2021 - 15:17
I sindaci della collina e il consigliere regionale Gianluca Gavazza intervenuti all’inaugurazione dell’eco-compattatore di San Sebastiano da Po, avvenuta giovedì scorso
SAN SEBASTIANO DA PO. Le Amministrazioni collinari stanno approvando, insieme a Coripet (Consorzio volontario per il riciclo di PET), a SETA e al Bacino 16, un nuovo progetto per migliorare l’efficienza nella raccolta differenziata e soprattutto la percentuale del recupero delle bottiglie in plastica utilizzate per i liquidi alimentari (bibite, acqua, latte ecc).
Arriveranno gli eco-compattatori, scatole metalliche simili alle macchinette del caffè che ci sono negli uffici e che in sostanza strizzano le bottiglie in PET riducendone il volume. Queste ultime, raccolte poi da SETA, sono destinate a dare vita ad altre bottiglie, nel rispetto di un’economia circolare.
L’eco-compattatore di San Sebastiano, posizionato presso il Municipio, è stato inaugurato la settimana scorsa, con tanto di sistema a punti finanziato dal Bar La Goccia e dall’ Osteria l’Abate.
Il primo, a fronte di centocinquanta punti, corrispondenti ad altrettante bottiglie rottamate e con un minimo di spesa di dieci euro, offre uno Spritz. La seconda, a fronte di cento punti e con una soglia minima di spesa di quindici euro, offre una pizza.
Prima di riscuotere i premi bisogna passare in Comune a ritirare i buoni. Evitare di finire sommersi dai nostri rifiuti è una delle sfide che stiamo cercando di darci nel quadro dei vari progetti e obiettivi ambientali che ormai vengono ripetuti come un mantra da istituzioni internazionali e ecologisti, in quella che sembra essere diventata una folle corsa verso il salvataggio del nostro pianeta da noi stessi. In questa sfida pare non siamo molto bravi e ci lasciamo dietro ancora troppi pezzi di plastica.
L’Unione Europea ha fissato come obiettivo il 90% della raccolta di bottiglie in PET entro il 2030, nel 2019 l’Europa era arrivata al 46% con un miglioramento del 2% rispetto al 2018 (fonte plastmagazine.it). Un tasso di crescita troppo piccolo se si considera che restano dieci anni per centrare il bersaglio. Per raggiungere numeri così importanti occorre essere equipaggiati ma a quanto pare poi non ci si dota delle infrastrutture necessarie e gli obiettivi si spostano sempre un po’ più in là nel tempo.
Un tempo che pare ci stia sfuggendo sempre più dalle mani in questa lotta contro lo spreco e l’avvelenamento da carbonio. Fondamentale perché il sistema Coripet dia i migliori risultati è posizionare gli eco-compattatori in modo adeguato all’interno del comune e comunicare ai cittadini la nuova iniziativa e il suo funzionamento. Se si considera che per fare 1 chilo di PET occorrono circa 1,9 chili di petrolio, la motivazione a eco-compattare non manca. Tempus fugit, dicevano gli antichi.
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