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MONTANARO. Paese a lutto per l'ultimo saluto a Fiorenzo Canonico

MONTANARO. Paese a lutto per l'ultimo saluto a Fiorenzo Canonico

I funerali di Fiorenzo Canonico

L’amministratore delegato del gruppo Margaritelli Ferroviaria Spa, Stefano Lucarini di Perugia e l’ingegner Massimo Levi, responsabile di stabilimento nel settore traverse per armamento ferroviario in calcestruzzo armato precompresso.

Sono i due nomi che i Pm di Ivrea Daniele Iavarone e Alessandro Gallo hanno iscritto nel registro degli indagati per la morte di Fiorenzo Canonico avvenuta lunedì di una settimana fa negli stabilimenti della Margaritelli a Rodallo di Caluso.

I magistrati lavorano sull’ipotesi di omicidio colposo e vogliono accertare le responsabilità dei due manager: per Lucarini c’è da valutare come possa aver dato le deleghe sulla sicurezza sul lavoro a Levi, che è appunto il datore di lavoro di Fiorenzo Canonico, 60 anni, di Montanaro, impiegato nel reparto dove si realizzano le traversine per l’Alta Velocità.

Da palazzo di giustizia a Ivrea, però, invitano alla cautela e molto dipenderà anche dalla relazione che i tecnici dello Spresal, l’azienda che si occupa della prevenzione negli ambienti di lavoro, depositeranno sulla scrivania dei magistrati eporediesi. Da quella relazione si capirà anche se l’azienda aveva già rispettato le prescrizioni che le erano state imposte l’indomani un precedente infortunio, ma per fortuna non mortale. La procura ha disposto anche il sequestro della linea di produzione dove lunedì è avvenuto l’infortunio sul lavoro. Solo una parte però. Il resto della linea dove si producono le traversine in cemento e il settore dove si lavorano quelle in legno hanno ripreso la produzione giovedì.

Invita alla prudenza anche l’avvocato Luca Fiore di Ivrea che tutela Lucarini e Levi: “Nei prossimi giorni faremo gli approfondimenti e valuteremo nel dettaglio il caso”.

Intanto la relazione del medico legale dell’Asl To4 Paolo Gualtieri ha confermato che Fiorenzo Canonico è morto per “schiacciamento toracico”. Di più si capirà dall’autopsia virtuale sul corpo di Canonino eseguita dal medico Mario Apostol.

Dalle prime indagini eseguite fino a notte fonda in quel reparto dai carabinieri e dai tecnici dello Spresal, emergono già i primi dettagli sulla dinamica. Quel pomeriggio Fiorenzo Canonico con l’idropulitrice stava effettuando un’operazione di pulizia di una tramoggia (un contenitore a forma di tronco di piramide o di cono capovolto, munito di apertura sul fondo) da dove viene scaricato il calcestruzzo. Per pulirla Canonico era salito su una pedana aerea alta circa tre metri. Ma per effettuare una corretta pulizia di tutta la tramoggia, Canonico si sarebbe sporto rimanendo in bilico. La distanza tra la pedana sulla quale era salito e la tramoggia è di circa un metro e mezzo. A quel punto, però, un altro cilindro lo ha investito e schiacciato contro provocandogli una compressione toracica (la causa della morte riscontrata dal medico legale) e solo dopo Canonico è caduto a terra. Resta da capire come mai il ciclo produttivo non era stato arrestato. Era ancora in movimento e un collega di Canonico non si era probabilmente accorto che era in funzione. L’operaio è stato ascoltato a lungo, ma non è indagato.

Si cerca ora di capire come mai il cancello del reparto fosse chiuso e la linea in movimento. La chiave d’ingresso all’area, infatti, dovrebbe scollegare la linea, ma così non è stato. Una dell’ipotesi è che il collega abbia scavalcato anziché aprire con le chiavi

Lunedì scorso, 7 giugno, alle 15,30 si sono svolti i funerali di Fiorenzo Canonico presso la chiesa parrocchiale di Montanaro. A tributargli l’ultimo saluto c’erano parenti, amici e i colleghi della Margaritelli con le magliette con il logo dell’azienda.

La messa è stata officiata da Don Aldo Borgia

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