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TRINO. Pane non poteva esporre quell’insegna anche dopo le elezioni amministrative

Circa un anno fa il Sinodo dei Sinistri - di cui fanno parte Giorgio Cognasso, Fausto Cognasso, Bruno Ferrarotti, Patrizia Massazza e Giovanni Tricerri - aveva segnalato a Irtel, la società che per conto del Comune applica la tassa sulle insegne, l’irregolarità dell’insegna del comitato elettorale “Trino e Robella migliore” di Daniele Pane, in corso Italia 51: l’insegna era inspiegabilmente rimasta esposta anche dopo le elezioni comunali del giugno 2018.

Pane, interrogato sul punto, aveva dichiarato: «Se in futuro verrà fuori che Irtel si sbagliava pagherò». C’è voluto un po’ di tempo, ma «alla fine - dicono i Sinistri - la verità amministrativa si è imposta sulla superficialità operativa e sulla connivenza istituzionale. A Pane, in qualità di garante del comitato politico-elettorale, è stata accertata una violazione amministrativa conseguente ad illegittima esposizione e mancata tassazione di insegna politico-elettorale posta in corso Italia 51.

In altre parole, non era consentito esporre un’insegna politico-elettorale (per mera finalità propagandistica) dopo parecchi mesi dalle elezioni amministrative del giugno 2018, quando anche lo stesso locale oggetto dell’esposizione da parecchi mesi non svolgeva più funzioni di sede associativa (ancorché politica).

Come sia redatto il dispositivo contestualmente all’importo economico della violazione amministrativa accertata dal Comando di Polizia Municipale lo renderà pubblico lo stesso Pane. A noi - concludono - preme solo far rilevare che l’illegittimità amministrativa che segnalammo fin dal settembre 2019 si è rivelata pienamente giustificata e che, come si usa dire, chi sbaglia paga. Pane dovrà quindi pagare un’ammenda che rimpinguerà le casse comunali».

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