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SALUGGIA. LivaNova non cambia idea: “Le valvole biologiche saranno prodotte in Canada”

SALUGGIA. LivaNova non cambia idea: “Le valvole biologiche saranno prodotte in Canada”

La vertenza LivaNova non si sblocca. Dopo l’annuncio della multinazionale di voler spostare l’intera produzione di valvole biologiche da Saluggia a Vancouver, licenziando 83 persone (tutti gli operai del reparto più 12 impiegati e 7 quadri), e le proteste dei lavoratori davanti all’Unione Industriale di Vercelli e davanti ai cancelli del comprensorio ex Sorin, lunedì 25 novembre si è svolto un incontro in Prefettura a cui hanno partecipato i rappresentanti sindacali e il sindaco di Saluggia. Nel corso dell’incontro è stata fatta presente anche la situazione dei dipendenti Microport, l’azienda cinese che l’anno scorso ha rilevato da LivaNova il settore Crm (pacemaker e defibrillatori) e che nel marzo scorso ha annunciato 45 esuberi nel sito di Saluggia.

Mercoledì 27 - anticipandolo rispetto alla prevista data di lunedì 2 dicembre - all’Unione Industriale a Vercelli era previsto un secondo incontro tra le Rsu, le organizzazioni sindacali Filctem, Femca e Uiltec e la direzione di LivaNova. «Durante l’incontro - hanno spiegato i sindacalisti - sono state nuovamente presentate le motivazioni che hanno portato alla decisione di spostare la produzione in Canada: nessun ripensamento, nessuno spiraglio di trattativa. Riteniamo irricevibile il percorso prospettato, perché oltre alla pesante ricaduta occupazionale, non dà nessuna prospettiva di mantenimento e crescita». Alla luce del confronto, Rsu e sindacati ritengono «inutile la prosecuzione dell’incontro previsto il 2 dicembre» e hanno deciso «all’unanimità di interrompere la discussione e di spostare la vertenza presso il Ministero dello Sviluppo economico, alla presenza del Ministero della Sanità». «La situazione - proseguono i sindacalisti - è estremamente delicata: riguarda il sito biomedicale più grande d’Europa e necessita di un respiro più ampio di quello locale. La Prefettura, unitamente alle istituzioni del territorio e alla Regione, si sono rese disponibili a fare la propria parte per facilitare il percorso di attivazione in tempi certi di un tavolo ministeriale». «Vogliamo vedere gli americani», ha commentato Gian Luigi Guasco della Uilcem Uil.

La questione LivaNova è stata oggetto, inoltre, di un question time di Carlo Riva Vercellotti (Forza Italia) in Consiglio Regionale, a cui ha risposto l’assessore al lavoro Elena Chiorino; è emerso che LivaNova «mediante un decreto ministeriale per la ricerca ha ottenuto dal Mise 1.127.044 euro a fondo perduto e 3.381.133 euro quale finanziamento agevolato»: «è l’ennesima multinazionale - ha commentato Riva Vercellotti - che arriva in Italia, beneficia di fondi statali per la ricerca, recupera know how, mercati e clienti e poi se ne torna all’estero».

A Roma si attende quindi la convocazione del Tavolo al Ministero, e a Saluggia l’elenco degli 83 lavoratori che LivaNova intende licenziare.

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