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DEPOSITO NUCLEARE. Ora si attende che il nuovo ministro pubblichi la Cnai

DEPOSITO NUCLEARE. Ora si attende che il nuovo ministro pubblichi la Cnai

Adolfo Urso, ministro dello Sviluppo economico

Il 14 gennaio scorso si è chiusa la fase di consultazione pubblica sulla Cnapi (Carta delle Aree Potenzialmente Idonee), comprensiva del Seminario Nazionale, e nelle settimane successive Sogin ha pubblicato sul sito depositonazionale.it le osservazioni ricevute.

Il 15 marzo Sogin ha trasmesso, per approvazione, al Ministero della Transizione Ecologica la proposta di Cnai (Carta Nazionale delle Aree Idonee). Una verosimile anteprima della bozza di Cnapi è stata pubblicata qualche settimana fa dal sito “L’Essenziale”, ma da parte di Sogin e dei Ministeri non sono giunte né conferme né smentite: l’istruttoria è ancora in corso.

Che succede ora? L’iter è normato dall’art. 27 del Decreto legislativo 31 del 2010: “Il Ministro dello sviluppo economico, acquisito il parere tecnico dell’Isin [l’Ispettorato per la sicurezza nucleare, che si è già espresso a settembre, ndr], con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare ed il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, approva la Carta nazionale delle aree idonee alla localizzazione del Deposito. La Carta è pubblicata sui siti della Sogin, dei suddetti Ministeri e dell’Isin”. In questa fase, quindi, a discutere dell’approvazione della Cnai sono il ministro dello Sviluppo economico (Adolfo Urso), quello della Transizione ecologica (Gilberto Pichetto Fratin) e quello delle Infrastrutture (Matteo Salvini).

Entro trenta giorni dall’approvazione della Carta, poi, la Sogin deve invitare “le Regioni e gli enti locali delle aree idonee a comunicare, entro sessanta giorni, il loro interesse ad ospitare il Deposito e avvia trattative bilaterali finalizzate al suo insediamento, da formalizzare con uno specifico protocollo di accordo”.

Siccome tutte le Regioni in cui sono state individuate aree “potenzialmente” idonee, Piemonte compreso, si sono già dette - con atti ufficiali - contrarie ad ospitare il Deposito, con tutta probabilità la decisione su dove costruirlo tornerà in capo al Governo.

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