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04 Febbraio 2022 - 10:11
Gian Piero Godio
Il territorio di Trino, località che ospita la centrale nucleare in dismissione (da più di trent’anni) “Enrico Fermi”, è stato escluso dalla Carta delle aree potenzialmente idonee all’insediamento del Deposito Nazionale per il materiale radioattivo.
Ma mentre un centinaio di Comuni italiani, inseriti da Sogin nella Cnapi sulla base dei criteri di esclusione e di approfondimento fissati da Ispra con la propria Guida Tecnica numero 29, si affannano a verificare che i siti individuati nei loro territori siano veramente e rigorosamente rispondenti ai questi criteri e ad inviare osservazioni contrarie, il sindaco di Trino, Daniele Pane - senza avere alcun mandato da parte del Consiglio comunale - è intervenuto in chiusura della sessione piemontese del Seminario Nazionale «chiedendo che Sogin rivaluti il territorio del Comune di Trino, al fine di valutare se le modificazioni antropiche e di pianificazione in corso e già intervenute lo rendano idoneo e sicuro ad ospitare il Deposito per i rifiuti radioattivi anche in conformità alla Guida Tecnica 29».
L’intervento di Pane (ammesso a partecipare al Seminario sebbene non avesse inviato osservazioni) ha provocato l’immediata reazione delle associazioni ambientaliste piemontesi. «Legambiente e Pro Natura - dichiara Gian Piero Godio - sono ben consce che il Deposito Nazionale è una esigenza imprescindibile, ma proprio dall’inadeguatezza dei siti attuali e dai rischi che ne conseguono (basta ripensare al sito dell’impianto Eurex di Saluggia invaso dalle acque del fiume Dora Baltea il 16 ottobre 2000), dobbiamo trarre insegnamento per scegliere effettivamente il sito meno inidoneo possibile. Pertanto nessuna autocandidatura dovrà essere ammessa se un sito risulta escluso dagli attuali criteri di esclusione della Guida Tecnica 29. I nostri rifiuti nucleari saranno ancor più pericolosi se, anziché individuare il sito che abbia oggettivamente la minore inidoneità possibile, verranno trovate soluzioni “di comodo” in territori compiacenti».
«Per questo - prosegue Godio - dopo l’assurda proposta formulata dal sindaco di Trino abbiamo provveduto a mettere in evidenza le numerose ragioni per le quali il territorio di questo Comune risulta non idoneo sulla base dei criteri di esclusione fissati da Ispra, ragioni che il sindaco di Trino dovrebbe conoscere meglio di tutti.
1. La parte a sud del territorio del Comune di Trino risulta prossima al centro abitato, alluvionabile dal fi ume Po e all’interno dell’area di piena catastrofi ca in caso di crollo della diga del Moncenisio, come mostrato dal Piano di emergenza per il crollo della diga del Moncenisio, ed è pertanto esclusa dai criteri CE04, CE12, CE13, CE15.
2. La parte centrale e quella a nord del territorio del Comune di Trino risultano ospitare molte aree protette (SIC, ZPS, Aree Contigue) e una importante area di tutela dell’avifauna (IBA 025), come mostrato dalla cartografia ufficiale delle aree protette e IBA, ed è pertanto esclusa dai criteri CE11 e CA10.
3. L’intero territorio del Comune di Trino risulta caratterizzato dalla presenza di una falda superficiale quasi affi orante, con vulnerabilità elevata, di estese risaie, di numerosi laghi di cava e di importanti risorse idriche del sottosuolo, nonché dalla estrema vicinanza di un importante impianto termoelettrico da 8090 MWe, ed è pertanto escluso dai criteri CE10, CE14, CA08, CA13.
4. Nel territorio de Comune di Trino risultano presenti numerose faglie capaci e risulta pertanto escluso dal criterio CE03.
5. Trino è molto lontana dal baricentro dei materiali radioattivi da conferire al Deposito Nazionale, e questo comporterebbe la necessità di effettuare trasporti nucleari molto più lunghi, con l’aumento ingiustificato dei rischi; risulta pertanto con un basso ordine di idoneità».
«Se il Deposito Nazionale dovesse per ipotesi essere collocato nel territorio del Comune di Trino sarebbero necessari trasporti nucleari per circa quattordici milioni di chilometri, contro un valore medio di 13 milioni di km e un valore minimo di 9,4 milioni di km per le altre aree Cnapi».
«Il territorio del Comune di Trino - conclude Godio - risulta non idoneo per la realizzazione del Deposito Nazionale per il nucleare in quanto non soddisfa i seguenti criteri:
- CE03 Fenomeni di fagliazione.
- CE04 Pericolosità idraulica.
- CE10 Livelli piezometrici affioranti, laghi.
- CE11 Aree naturali protette.
- CE12 Distanze dai centri abitati.
- CE13 Distanze da strade e ferrovie.
- CE14 Importanti risorse.
- CE15 Dighe e alluvioni conseguenti.
- CA08 Idrogeologia.
- CA10 Important Bird Area.
- CA11 Risaie con agricoltura biologica.
- CA13 Presenza della centrale elettrica EP.
Inoltre sarebbe caratterizzato da un basso ordine di idoneità: non è pertanto possibile far finta di non vedere tutte queste numerosissime ragioni di esclusione».
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