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SANT'ANTONINO DI SUSA. Tabaccaio ucciso in strada, fermato l'assassino in fuga

SANT'ANTONINO DI SUSA. Tabaccaio ucciso in strada, fermato l'assassino in fuga

Carabinieri

Ha aspettato l'ex socio del figlio nel centro di Sant'Antonino, paese della Valle di Susa a 40 chilometri da Torino, e lo ha aggredito in strada. Due coltellate mortali al torace, inferte in strada, poi la fuga, inseguito da alcuni passanti inferociti che lo volevano linciare. A salvare Luca Genovese, 61 anni, sono stati i carabinieri, che lo hanno trovato in un campo, sotto choc, e l'anno arrestato. Alla base del delitto alcuni dissapori con la vittima, Ivan Versino, 35 anni, amico d'infanzia del figlio e per anni suo socio in alcune imprese edili e nella tabaccheria del paese, di fronte alla quale si è consumato l'omicidio. Vecchi rancori e, soprattutto, questioni di denaro, forse un debito di qualche migliaia di euro, che avevano messo fine all'amicizia tra i due giovani. E avevano segnato profondamente l'uomo, che negli ultimi tempi aveva anche problemi economici. Proprio questi livori, secondo la ricostruzione dei carabinieri, hanno armato la mano dell'uomo. La tragedia all'ora di pranzo: Versino era appena uscito dalla tabaccheria, dopo aver salutato la moglie Samantha, per andare a prendere i due figli a scuola. Ad aspettarlo fuori, in via Maisonetta, c'era Genovese. I due hanno iniziato a discutere, ma quasi subito è partita la prima coltellata, che lo ha raggiunto di striscio. Gli uomini si sono affrontati a lungo, attirando l'attenzione di alcuni passanti, che non sono però riusciti ad impedire a Genovese di colpire a morte il rivale. Poi la fuga, interrotta soltanto per ripulire il coltello dal sangue della vittima in una fontanella. "Finalmente l'ho ucciso" la frase pronunciata ad alta voce e percepita in modo chiaro da alcuni testimoni che l'hanno riferito ai carabinieri. A quel punto è scattata la caccia all'uomo. L'aggressore ha trovato rifugio tra alcuni arbusti, in un campo non troppo distante dal luogo in cui si è consumato il delitto. Lì i carabinieri hanno trovato in stato di choc l'uomo, che è stato trasportato all'ospedale di Susa, dove è tuttora piantonato in stato di arresto. Gli investigatori, coordinati dal pm Gianfranco Colace, hanno interrogato a lungo suo figlio e la moglie della vittima: anche da loro sono arrivati racconti di anni di litigi e dissapori.
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