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SETTIMO TORINESE. La solidarietà di tanti settimesi ha abbracciato i profughi afgani

SETTIMO TORINESE. La solidarietà di tanti settimesi ha abbracciato i profughi afgani

I pacchi per i rifugiati afghani con il materiale donato dai settimesi

I primi pacchi di materiale raccolto per i rifugiati afghani sono stati consegnati venerdì mattina alla Croce Rossa. Le famiglie di rifugiati li hanno portati con sé nei Comuni a cui sono state destinate. Ben 13 mila omogeneizzati, 2300 confezioni di pannolini, 3600 salviette detergenti, oltre 150 passeggini. Sono solo alcuni dei numeri della raccolta benefica per i rifugiati afghani organizzata da Fondazione comunità solidale onlus Casa Dei Popoli Settimo. In due giorni dall’Ecomuseo del Freidano di Settimo Torinese, utilizzato come centro di raccolta, sono passate almeno mille persone a donare qualcosa per i rifugiati ospiti al Centro Fenoglio. Cibo a lunga conservazione, prodotti per la pulizia e la cura del corpo, vestiti: queste le tipologie di materiale ritirato dai volontari. “È stato tutto inventariato – spiega Tiziana Tiziano, presidente di Fondazione Comunità Solidale – Per ciascun nucleo abbiamo preparato vari scatoloni, un “corredo” il più possibile personalizzato, sulla base della composizione della famiglia: se ci sono bimbi piccoli, ad esempio, abbiamo messo omogeneizzati e pannolini. Stamattina abbiamo consegnato gli scatoloni alla Croce Rossa”. Tantissime persone hanno donato prodotti non presenti nell’elenco del materiale concordato con Croce Rossa. “Ci hanno portato tanti giocattoli – spiega Tiziano – Non sempre siamo stati nelle condizioni di ritirarli, soprattutto per ragioni di spazio, ma abbiamo fatto il possibile e, laddove non siamo riusciti, abbiamo indicato altre associazioni benefiche, ad esempio il Sermig di Torino. I giochi che abbiamo ritirato sono anch’essi stati inseriti nei pacchi”. Il materiale avanzato sarà utilizzato per confezionare pacchi per altre famiglie di rifugiati che potrebbero arrivare dall’Afghanistan nelle prossime settimane. “Inoltre ci siamo messi in contatto con la protezione civile mettendolo da subito a disposizione delle famiglie di afghani che sono state destinate a centri diversi rispetto al Fenoglio” precisa Michele Pizzino, direttore di Casa dei Popoli. I 94 rifugiati afghani giunti venerdì scorso a Settimo hanno terminato il periodo di quarantena sanitaria al Centro Fenoglio e sono partiti alla volta dei Comuni che hanno dato la disponibilità ad accoglierli nei vari progetti di inclusione. “Avevamo poco tempo per smistare il materiale, prima della loro partenza – aggiunge Pizzino – . Per questo ci siamo trovati costretti a ritirare solo vestiti nuovi: non avremmo potuto selezionare e sanificare gli abiti usati come prevede la normativa covid”. Tuttavia, soprattutto all’inizio della raccolta, tante persone hanno portato tutine e vestiti usati che i volontari hanno ugualmente ritirato. “Nulla di tutto ciò andrà sprecato – assicura Tiziano - Oltre a confezionare i pacchi, stiamo selezionando il materiale, soprattutto i vestiti, che verranno portati al Sermig e alle associazioni che stanno raccogliendo beni per altre emergenze umanitarie. Per esempio per Haiti, colpita qualche giorno fa da un terremoto che ha fatto almeno 2000 vittime”. Grande soddisfazione, infine, da parte della prima cittadina. “È stata una straordinaria manifestazione di solidarietà – commenta la sindaca Elena Piastra – La nostra città, come sempre, si è confermata vicina a chi soffre e per questo ringrazio i settimesi che hanno donato qualcosa e i volontari: in fondo l’idea della raccolta è partita da loro. Il Comune, Fondazione e Casa dei popoli hanno poi organizzato il tutto. Ma devo dire che quest’iniziativa ha varcato i confini di Settimo oltre ogni aspettativa: c’è gente che ci ha spedito i pacchi da Brescia, da Pisa, altri che sono venuti da Milano a portare qualcosa. Ci sono aziende che hanno donato beni, perfino la Polizia Stradale. Qualcuno veniva per lasciare pannolini e omogeneizzati e poi si fermava a dare una mano. Ci sono Comuni vicini e lontani e associazioni che hanno mobilitato le loro comunità, e trovo che sia un bel segnale. Ora occorrerà lavorare insieme per la seconda fase dell’accoglienza, quella dell’inserimento dei rifugiati nella comunità: penso che lo spirito dimostrato fin qui dalle tantissime persone che si sono mobilitate sia un ottimo punto di partenza. A Settimo abbiamo un progetto di accoglienza diffusa e fino ad ora abbiamo dato la disponibilità alla Prefettura ad includere una famiglia afghana. I bambini andranno a scuola e gli adulti potranno frequentare i corsi di italiano e inserirsi nella nostra comunità”.
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