Il primo incontro della festa dell’unità è andato in scena venerdì sera alla presenza di Davide Ferrari (ex Sindaco di Galliate, nei pressi di Novara) autore del libro “Signor Sindaco, domani pioverà?”. Una decina di capitoli che descrivono le vita quotidiana di un Sindaco Italiano alle prese con i suoi “leoni da tastiera”: si parla dei rifiuti, dei vigili che non ci sono mai (o ci sono troppo), di lavori pubblici e di manutenzioni, passando per le cacche dei cani, le campane rumorose, l’erba che cresce, le feste di piazza e le immancabili elezioni comunali... Ne emerge un forte contrasto tra la realtà e come i cittadini spesso la vedono, ma anche una gran voglia di comunicare con il comune e con il suo Sindaco al quale ogni cittadino si sente autorizzato a chiedere qualunque cosa: che scuola consigliare alla figlia, a che ora sono le messe oppure, appunto, se domani pioverà. Una voglia di comunicare che accorcia le distanze tra il cittadino e la pubblica amministrazione aumentando la fiducia nella stessa. La sindaca Elena Piastra, e i primi cittadini dell’Unione Net, hanno scherzato sulle domande più strane che vengono fatte ai sindaci sui social. Gli amministratori, poi, hanno anche raccontato i rischi e le responsabilità dell’essere sindaco e il motivo per cui oggi sia così difficile trovare candidati disponibili. “I social - spiega la sindaca Piastra - ci hanno sovraesposto ma hanno garantito una possibilità di rapporto che in altri momenti non avremmo avuto. Durante la pandemia nell’impossibilità di trovarsi la possibilità di mostrarsi in qualche modo, nella nostra realtà, ha fatto la differenza, ci ha permesso di mostrarci per quello che eravamo. Gli effetti sono positivi ma è tutto difficile da gestire, io ricevo 200 messaggi al giorno su Fb e provo a rispondere. Non è semplice gestire tutto, io mi rifiuto di rispondere solo a chi insulta l’istituzione”. L’aneddoto più divertente, poi, lo ha raccontato il Sindaco di Volpiano, Emanuele De Zuanne, primo cittadino da dieci anni. “Io - spiega - uso poco i social ma quando qualcuno mi scrive, con toni poco educati, lo chiamo al telefono. Lo chiamo alla sera, tardi, verso mezzanotte, quando dico: “Pronto sono il sindaco”, ci restano tutti un po’ così, sono un po’ vendicativo”.
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