Botte da orbi dentro il centrodestra tra Forza Italia e Lega. E agli azzurri che, la scorsa settimana, chiedevano al segretario del Caroccio, Gianluigi Cernusco, di farsi da parte, dopo i disastri degli ultimi anni, arriva una replica durissima. “Ho letto con sconcerto le dichiarazioni rilasciate sui giornali da due “esponenti” di Forza Italia - attacca Cernusco - in merito alla mia persona ed al mio operato in quanto segretario della Sezione settimese della Lega.A prescindere dal fatto che io non mi intrometto mai negli affari altrui, premesso ciò, posso umanamente comprendere il rammarico del signor Scavone per non essere stato candidato Sindaco della coalizione del Centrodestra, perché a fronte del 3% dei voti del suo partito e dei suoi “4 voti” di preferenza, l’unico modo per sedersi sui banchi del Consiglio Comunale era quello di essere candidato a Sindaco ed usufruire così del 21% dei voti dati alla Lega”. Cernusco, poi, punta il dito anche contro Chiarle, commissario cittadino di Forza Italia.“Mi meravigliano - prosegue - inoltre le dichiarazioni del signor Chiarle, nominato commissario di una sezione dissolta nel nulla; non è certo questo il modo per avviare una collaborazione con il primo partito politico di Settimo. Le ricordo, signor Chiarle, che a differenza Sua, ossia che lei è stato nominato commissario di una sezione sparita, io sono stato eletto da un’Assemblea di militanti, alla presenza di un delegato della Segreteria Provinciale”. E sui candidati, che in questa legislatura, ma pure in passato, hanno abbandonato la Lega Cernusco chiarisce.
“Rivendico - spiega - la scelta di tutti i candidati, certo, al momento dell’accettazione della candidatura, non posso sottoporli alla macchina della verità; io la Lega l’ho sempre servita e non me ne sono mai servito, ovviamente non è così per tutti. Rivendico inoltre il fatto di aver sempre puntato sui giovani, perché la continuità di qualsiasi azione sta nella presenza e nella partecipazione dei giovani”. Cernusco, poi, torna a “picchiare” duro contro Felice Scavone.
“Chi è il signor Scavone? - si chiede il leghista - Il passato che ritorna? Non può esserci un futuro con personaggi ormai tramontati. Rivendico il fatto di non aver mai approfittato della mia posizione per essere in prima fila, mentre altri, per non essere scavalcati da persone più meritevoli, hanno determinato la morte di sezioni.Egregio signor Chiarle, sappia che i vostri insulti sono per me medaglie, viceversa mi preoccuperei e si preoccuperebbero ancora di più gli iscritti della Lega se da voi ricevessi encomi e simpatia. Segretario o no, io sono della Lega e rimarco le mie differenze”.
Parole che, naturalmente, non potevano che provocare una nuova reazione da parte degli esponenti di Forza Italia.“Io sono un commissario, - replica Giorgio Chiarle - una figura che viene eletta dai tesserati, il commissario e il segretario sono due cose diverse, ancora una volta si vede che Cernusco capisce poco di politica. Detto ciò, i fatti degli ultimi anni si commentano da soli: tre candidati sindaci e un consigliere l’hanno sfiduciato e questo dice tutto rispetto alle sue scelte. Politicamente questa figura nel centrodestra settimese non ha portato nulla di buono”. Duro anche l’ex consigliere di Forza Italia, Felice Scavone.“È un onore - commenta - essere maltrattati da Cernusco. Sono 20 anni che cerca di entrare in consiglio e non è mai entrato. Io sono stato in consiglio per 20 anni, ho preso più voti di lui anche nel 2019. Lui, può entrare in consiglio in due modi: o se si candida a Sindaco o se gli passo un po’ dei miei voti. Poi, voglio dire, non è questione di voti ma, c’è altro: lui ha sempre sbagliato nel corso degli anni. Lui alle elezioni non partecipa per vincere, per partecipare per vincere serve scegliere le persone giuste e Cernusco sceglie sempre quelle sbagliate. Poi uno può anche sbagliare ma lui sono anni che commette errori e le nostre parole potevano essere uno stimolo per farlo riflettere. In ogni caso, con questo modo di agire non si va da nessuna parte, Piastra governerà per altri 20 anni”.
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