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02 Aprile 2021 - 19:50
NELLE FOTO è con la nipote Natascia Molino.
Zio Mario nacque in Puglia nel 1946, pochi anni dopo si trasferì a Settimo Torinese, dove poi ha sempre vissuto con la moglie Caterina Dragone ed il loro figlio Ivan.
Qui trovò lavoro come operaio all’Iveco, dove iniziò le sue prime battaglie per la difesa dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici come delegato sindacale della CGIL.
Dopo la pensione proseguì con il suo impegno impiegando il suo tempo nello SPI CGIL di via Matteotti.
Mario era un uomo puro, antifascista iscritto da sempre all’ANPI sezione «Guerrino Nicoli», che credeva fermamente nei valori della Resistenza, negli ideali di Libertà e Uguaglianza, un militante di quella sinistra passionaria, quella delle minoranze che non aveva paura di dire NO, ecologista e ambientalista.
La passione per la politica lo spinse ad impegnarsi in prima linea per la sua Settimo, l’ultima candidatura fu tra le fila di SEL a sostegno di Fabrizio Puppo, eletto Sindaco.
Lo Zio Mario amava il mare, soprattutto quello della Calabria di Sellia Marina, dove per più di 40 anni ha passato le vacanze. Zio era una persona tenace anche nei rapporti con noi familiari, è sempre stato per noi un punto di riferimento sempre presente e disponibile al bisogno; per me è stato come un padre, il mio l’ho perso troppo presto, così lui ha cercato di non farmene sentire la mancanza.
Lui è stato tanto per me, mi appoggiava in tutto, alle volte silenziosamente altre volte un po’ meno ma una cosa era certa lo Zio c’era sempre e, anche se quando lo chiamavo faceva il finto scocciato, mi aiutava sempre come quella volta in cui lo costrinsi a girare molti mobilifici per un mobiletto. Ricordo anche i nostri confronti di politica che si trasformavano inevitabilmente in scontri partitici guarniti però dalla sua solita ironia.
In vacanza, quando ero piccola e dovevo fare i compiti, avevo un po’ di timore ma lui con molta pazienza si metteva vicino a me e mi aiutava alleggerendo quella piccola “tortura”, tanto che negli ultimi anni continuava a chiedermi di iscriverci insieme all’Università; io non ho mai ceduto, anche perché avevo paura di non reggere il confronto con lui.
Quando la scorsa estate sono riuscita a raggiungerli in Calabria per le vacanze, dopo anni di assenza, mi ha accolta organizzando una cena in un un ristorante che entrambi amavamo molto.
Qualche anno fa, ci siamo fatti una vacanza io, lui e la zia destinazione Napoli; eravamo così organizzati da sbagliare il giorno della partenza: questo era Zio, una persona con la quale ti buttavi in avventure che sapevi sarebbero state divertenti. Con Zio Mario potevi parlare di tutto, ridere e scherzare su qualsiasi cosa, era testardo se si impuntava e non c’era verso di fargli cambiare idea, ma come ho detto prima, era un passionario, di quelli che purtroppo non ce ne sono più.
Natascia Molino
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