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SETTIMO. Selezione aperta per 104 posti all’Ospedale, erano ben 170

Sindacati e Comune (socio dell’Ospedale al 31%) avevano chiesto un tavolo ma l’amministratore della struttura di via Santa Cristina ha tirato dritto e qualche giorno fa ha pubblicato il bando di selezione per 104 operatori sanitari, assunti direttamente da Saapa (la società che gestisce l’ospedale). Si tratta di 43 posti da infermiere, 40 per operatori socio sanitari, 12 per fisioterapisti, 2 per terapisti occupazionali, 2 da logopedista, 1 da neuro psicologo, 1 da assistente sociale e 3 per operatori tecnici ausiliari. Gli interessati potranno presentare le loro domande entro venerdì 26 marzo, alle ore 12. Il concorso riconoscerà 20 punti legati a titolo e 30 al colloquio orale, questo porterà alla formazione di una graduatoria di durata triennale. Dal 7 aprile, poi, partiranno i colloqui per l’assunzione del personale, un iter che dovrà necessariamente concludersi entro fine aprile. La prima cosa che salta agli occhi di tutti è il numero delle assunzioni, 104, contro i più di 140 dipendenti attuali (170 se si contano anche i servizi accessori). L’amministratore, quindi, scommette su una occupazione al 70% dell’ospedale. Una quarantina di persone, quindi, almeno, resteranno senza lavoro. Una preoccupazione che, naturalmente, preoccupa anche i sindacati come racconta Tiziana Tripodi della Cisl. “Abbiamo fatto un approfondimento legale - spiega - e l’unico modo per assumere è la selezione pubblica e, per non avvantaggiare nessuno, non ci possono essere premialità nell’assunzione per chi lavora già in ospedale, quindi c’è un grande problema. Siamo preoccupati, speriamo che la Cooperativa Frassati possa ricollocare il personale che non troverà posto in ospedale. Queste persone eserciteranno il diritto di prelazione sulle future assunzioni di Frassati”. Qualcuno, però, resterà certamente fuori dalla selezione. “L’impressione - continua la Tripodi - è che parteciperanno in tanti, ci sono già dei gruppi che si stanno muovendo in tal senso. Anche perché, su molti siti, viene impropriamente pubblicizzato un concorso pubblico ed è un errore, rimangono dipendenti privati a cui si applica un contratto privato. Speriamo che, comunque, durante il colloquio si possa tenere conto dell’esperienza delle persone che per molti anni hanno lavorato lì”. Un tema che, naturalmente, continua a stimolare anche il dibattito politico in città.  “L’Ospedale fino a maggio 2019 - racconta Rosa Catenaccio, oggi consigliera di minoranza, ex assessore alla sanità della giunta Puppo - era protagonista di una montagna di progetti, doveva aprirsi la chirurgia, funzionava la casa della salute, doveva arrivare l’oculistica. Secondo me, dopo, c’è stato un momento di disorientamento, mancando anche la figura dell’assessore alla sanità. Secondo il mio parere è stato forse un po’ trascurato. I risultati, a distanza di un anno e mezzo, sono antipatici. Adesso l’accreditamento è arrivato, ci sono possibilità ma non serve troppa pubblicità. Ne ho parlato anche con la sindaca, le ho detto che ci vuole pacatezza, diplomazia ed equilibrio. La mia linea è che questo ospedale, visto che ha ottenuto l’accreditamento, diventi pubblico a tutti gli effetti”. A delineare ancora di più la linea è il segretario di Articolo 1, ed ex assessore alle partecipate, Sergio Bisacca. “Io credo che, a questo punto - commenta - sarebbe giusto arrivare allo scioglimento della società e all’accorpamento dell’ospedale sotto l’AslTo4 in modo da mantenerlo totalmente pubblico”. Più polemico, invece, il vicecapogruppo della Lega, Manolo Maugeri.Io non capisco tutta questa discussione continua - attacca - la Sindaca ha provato anche a fare una lettera con tutto il consiglio comunale per chiedere all’assessore regionale di dire la sua sull’ospedale. La lettera, però, non gliel’ha firmata nessuno della minoranza. Oggi, con una pandemia in corso, accontentiamoci del fatto che l’Ospedale resterà pubblico e che con l’internalizzazione risparmieremo soldi. Sul resto si deciderà più avanti”.       Piastra: “Proponiamo di passare alla gestione ordinaria per dare una stabilità negli anni” “La nostra proposta - spiega la sindaca Elena Piastra - è che si passi alla gestione ordinaria, che la società rimanga, smetta di essere una sperimentazione, come sta capitando ad Omegna (caso simile al nostro), e si faccia una gara per individuare il socio privato. Oggi è Frassati ma è stato individuato senza gara, essendo pre 2012 non c’era l’obbligo di una gara. Si dica che la sperimentazione ha funzionato, la si trasformi in ordinaria, si faccia una gara per individuare un socio ordinario che gestisca i servizi e si dia una stabilità storica, per i prossimi anni, all’ospedale”. Tanta apprensione, poi, anche per chi lavora in Ospedale. “C’è la massima preoccupazione per i lavoratori, - prosegue la sindaca - perché il bando è per 104 persone, in questo momento nella struttura lavorano 175 dipendenti di Frassati, quindi sarà importante riuscire ad evitare di esporre i dipendenti a queste scelte improvvise”
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