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15 Marzo 2021 - 15:31
Davide Brunasso ex sindaco di Valperga
È dello scorso 6 marzo la decisione dell’Amministrazione comunale di Valperga di chiudere la Biblioteca a seguito del DPCM del 02-03-2021 e in virtù dell’incremento dei contagi da COVID-19 che hanno superato la soglia di allerta. Nell’avviso il sindaco, Walter Sandretto ha specificato di avere adottato la linea dura e di voler procedere con misure restrittive per la salute pubblica, a causa anche dell’incidenza della variante inglese, ormai diffusa in gran parte del Piemonte e che — secondo la relazione tecnica della prima indagine sulla variante inglese del virus SARS-CoV-2 pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità — è caratterizzata da maggiore trasmissibilità.
Ma c’è chi non è d’accordo e punta i piedi per far notare il qui pro quo del primo cittadino: «Si comprende la gravità del momento, ma il provvedimento dell’Amministrazione Sandretto non trova alcun fondamento normativo. Anzi va nell’opposta direzione!» tuona Davide Brunasso, capogruppo di minoranza.
Nell’articolo 36 del DPCM del 02-03-2021, infatti, è specificato che in zona arancione sono sospesi i servizi erogati dai luoghi di cultura, fatta eccezione per le biblioteche che garantiscono servizi offerti su prenotazione (vale a dire che il prestito libri è consentito).
«Le indicazioni della Prefettura di Torino e della Circolare della Direzione Biblioteche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali avevano autorizzato a dare continuità al prestito e alla restituzione dei libri, definiti “beni essenziali”, anche qualora la zona fosse diventata rossa» incalza Brunasso.
Attenendosi quindi alla Circolare della Direzione Biblioteche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il comune di Valperga avrebbe dovuto garantire un servizio di prestito “sulla soglia” — come nel caso del capoluogo piemontese che ha istituito il Bibliobus, una sorta di biblioteca itinerante dove nei luoghi di sosta è possibile effettuare il prestito libri pur restando all’esterno del veicolo – oppure garantire un servizio di consegna a domicilio.
«A maggior ragione, infatti, gli enti locali — con l’affacciarsi di nuove restrizioni — devono garantire la loro vicinanza alla popolazione, mantenendo il più possibile attivi i servizi culturali, soprattutto in centri piccoli come il nostro, dove i disagi sono superiori e le opportunità sono inferiori rispetto ai grandi centri urbani (in particolare per i bambini e le persone anziane)».
Il capogruppo di minoranza si fa quindi portavoce del diritto alla cultura definendo necessaria e improrogabile la riattivazione del servizio di “prestito sulla soglia” attraverso la prenotazione online o telefonica. «Si potrebbe peraltro valutare, con l’ausilio dei volontari, il servizio di “consegna a domicilio”.» osserva Brunasso, stranamente ponderato e mite come una brezza primaverile «Entrambe le modalità consentono, in tutta sicurezza, l’erogazione di un servizio indispensabile per tutta la comunità.».
E mentre assistiamo alla fioritura della forsizia e del ciliegio ecco che, improvvisamente, il colpo di coda dell’inverno sferza quella pacatezza marzolina che ci aveva illusi: «Basta chiusure indiscriminate e immotivate che esasperano la gente, già così provata, soprattutto quando vanno contro norme nazionali redatte su indicazione del Comitato Tecnico Scientifico!» In un silenzio ovattato, come nelle migliori nevicate, assistiamo a un rapido imbiancamento delle nostre variopinte aiuole.
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