Cerca

SAN MAURO. ECCO LA TEMPESTA PERFETTA. Si “rompono” Pd e Patto Civico

SAN MAURO. ECCO LA TEMPESTA PERFETTA. Si “rompono” Pd e Patto Civico

In foto, il Municipio di San Mauro Torinese

L’uscita di Ugo Dallolio e Impegno per San Mauro dal Patto Civico, le dimissioni del segretario del Pd, Matteo Fogli e del Presidente del Partito, Ettore Bruno. Succede tutto giovedì sera e, in un attimo, tutte le certezze in vista delle elezioni amministrative (rimandate ad ottobre) sono saltate. Cambia tutto e resta solo la confusione, come quella del Patto Civico che venerdì mattina annuncia una conferenza stampa per sabato mattina ma, poi, venerdì pomeriggio la annulla “perchè dobbiamo confrontarci dopo l’uscita dal patto di Ugo Dallolio”.

E, allora, partiamo proprio dal Patto Civico, una coalizione nata all’insegna del “facciamo una cosa nuova” che ha passato, gli ultimi 6 mesi, a parlare quasi solo di “assetti di giunta” o più volgarmente dette “poltrone”. Chi fa il Sindaco, chi fa il vicesindaco, chi fa l’assessore. Si sono, addirittura, inventati pure una sorta di pagella per arrivare a definire il miglior sindaco possibile. L’hanno trovato in Riccardo Carosso ma, poi, quando tutto sembrava fatto il giocattolo e si è rotto. 

E si è rotto perché Ugo Dallolio voleva un posto assicurato in giunta, ancora prima delle elezioni. Una posizione strana, come se un calciatore imponesse all’allenatore della Nazionale di calcio di essere convocato per i mondiali ancora prima dell’inizio del campionato. “Prima vediamo come vai nel campionato”, gli avrebbe risposto l’allenatore.

Insomma, una pretesa che ha lasciato di stucco un po’ tutti, al chè, gli hanno detto: “Decidiamo solo il candidato sindaco, per gli altri posti tutto dipenderà dai risultati elettorali”. Insomma, tutto normale ma non per Dallolio che ha fatto armi e bagagli e se ne è andato. Troverà qualcun altro disposto ad accontentare i suoi desiderata? Auguri.

Nel Patto Civico, dunque, sono rimasti in tre, o, forse, meglio dire due e mezzo: Due Ponti, San Mauro Domani e Alternativa Democratica. La squadra sarà capitanata da Riccardo Carosso.

Passiamo, ora, all’altra “squadra” che in questi giorni ha patito le pene dell’inferno: il Partito Democratico sanmaurese. 

Prima lo stop al secondo confronto tra i candidati della coalizione del centrosinistra, Luca Rastelli e Giulia Guazzora, rimandato a data da destinarsi non si sa per quale motivo.

Giovedì, poi, il segretario del partito, Matteo Fogli, ha presentato le dimissioni. A ruota, poco dopo, lo ha seguito Ettore Bruno, ex segretario del Partito e oggi Presidente. 

Si conferma, quindi, il solito modus operandi nel Pd sanmaurese dove “l’uccisione” dei segretari di partito a margine delle elezioni è ormai una consuetudine. 5 anni fa era successo a  Gabriele Cottino, sostituito in fretta e furia da quello che doveva essere il salvatore della patria, quel Fabio Lo Cicero che condusse il partito all’ultimo posto alle elezioni del 2016.

Ora è il turno di Fogli, lui non è stato cacciato ma ha fatto in tempo a dimettersi un attimo prima. La colpa? Il “tradimento”: essere diventato il primo tifoso di Giulia Guazzora, candidata sindaca proposta (per la coalizione di centrosinistra) dalle liste civiche SiAmo San Mauro e Sinistra Civica. Insomma, se a Roma, il segretario Zingaretti dice di essere in un “partito di poltronari”, a San Mauro, il segretario del Pd fa il tifo per il candidato sindaco di un altro partito. Questo è il Pd così è se vi pare.  

Se sei del Pd, infatti, dicono i maggiorenti del Pd sanmaurese (alias Maria Vallino) devi sostenere il candidato espresso dal tuo partito e non da un manipolo di liste civiche che, per il momento, valgono poco o niente. Con una ulteriore postilla: Guazzora è stata uno degli assessori della giunta Bongiovanni, tanto criticata dal Partito Democratico.

Tutto giusto, o quasi.  In un mondo dove la memoria è diventata un optional occorre, però, ricordare giusto un paio di cosette. Il candidato sindaco del Partito Democratico si chiama Luca Rastelli. 

Oggi, tra i suoi più presenti sostenitori, c’è chi, quando Rastelli sedeva tra i banchi dell’opposizione al Sindaco Dallolio si esprimeva così: “Parla Rastelli, quello che guarda sempre in camera, possiamo fare una pausa e smettere di ascoltare”. 

Insomma, se si guardano curriculum e pedigree è la fine quasi per tutti. E la debolezza del Partito Democratico sanmaurese non sta solo nell’accettare, abbastanza supinamente, i diktat di liste civiche neonate ma anche, e soprattutto, nell’essere governato dalla stessa incrostazione di potere che guida il partito da sempre e che in 5 anni ha fatto fuori 3 segretari, 4 se contiamo anche la commissaria, senza riuscire a costruire niente.

L’ironia della sorte, a questo punto, potrebbe far schierare, a sostegno della Guazzora, anche il neo apolide, Ugo Dallolio e la sua lista, Impegno per San Mauro. A quel punto vedremo se il Pd sacrificherà il suo candidato o se, invece, assisteremo ad un bis del 2016, con due candidati di centrosinistra finiti penultimo e ultimo. In tutto ciò, chi se la ride (a parte qualche battibecco sui social tra Roberto Pilone e Paola Antonetto, a proposito del governo nazionale) è il centro destra che ora punta a “riportare” a casa anche le altre componenti più vicine alle sue sensibilità presenti nel Patto Civico. 

Se la gode, naturalmente, anche il Sindaco uscente, Marco Bongiovanni (M5S) che fa il tifo per la più ampia frammentazione degli schieramenti, la stessa grazie al quale, nel 2016, vinse le elezioni.

Ah, in tutto ciò, di temi, di idee per la città non ha parlato nessuno e tra una cosa e l’altra le elezioni non sono lontanissime. 

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori