L'associazione Antigone è tornata ad occuparsi del carcere di Ivrea con una scheda analitica delle disfunzioni, dell'organico e dello stato manutentivo della struttura costruita nel 1980.
"L'istituto - scrive - presenta problematiche sia strutturali che in termini di "clima generale". Nessuna cella ha la doccia né l'acqua calda, i locali docce presentano muffe alle pareti, nonostante venga riferito che ogni anno sono soggetti a imbiancatura. La struttura ha un elevato indice di affollamento (140%), oltre a prevedere diversi circuiti detentivi, condizioni che facilitano il crearsi di tensioni e liti a causa della forzata convivenza. Il personale dell'area pedagogica trattamentale è numericamente insufficiente per garantire progettualità individuali; le assistenti sociali di Torino (UEPE di riferimento) non riescono a garantire la loro presenza nell'istituto per cui non conoscono le persone detenute. Il campo sportivo è nuovamente agibile ad eccezione della stagione invernale, quando il ghiaccio lo rende inutilizzabile. Viene, inoltre, riferito che il paventato possibile inquinamento da legionella della rete idrica è stato sconfessato dall'esito negativo delle analisi effettuate. Un ulteriore problema è costituito dalla difficoltà di coinvolgimento della società civile sia in termini di aziende disponibili ad attivare lavorazioni all'interno della struttura carceraria, sia rispetto alla necessità di reperire risorse abitative per le persone che sono nella condizione di senza dimora. L'istituto di Ivrea è stato interessato da alcune inchieste per maltrattamenti e violenze avvenute ai danni di persone detenute. I procedimenti penali, al moneto della visita, sono in corso..."
Tra gli eventi critici l'associazione segnala che nell'ultimo anno si sono verificati 8 tentati suicidi, 56 episodi di autolesionismo (tagli, ingestione di corpi estranei...) e 35 scioperi della fame. Numeri preoccupanti che però secondo il responsabile medico Santhià, sarebbero in forte diminuzione grazie all'adozione del protocollo di prevenzione del rischio suicidario.
Gli indicatori finali la dicono lunga su una situazione che sta sfuggendo di mano a cominciare dal tasso di occupazione degli spazi, ma tant'è!
La verità? C'è che da troppo tempo manca un direttore e pure un comandante. La buona notizia è che a marzo, arriverà Michele Pitti, vice comandante, fresco di corso. Lo annuncia, con un mezzo sorriso, il garante dei detenuti Paola Perinetto. Alleluia, alleluia.
Intanto la cronaca si tinge con l'ennesimo fatto brutto, l'aggressione di un poliziotto da parte di un detenuto tunisino, s'intende uno dei 277 in un edificio che ne potrebbe ospitare al massimo 192. A dare la notizia è il vice Segretario Mattia Frau congiuntamente al Segretario Regionale Salvatore Fantasia, Rappresentanti del Sindacato S.A.R.A.P (Sindacato Autonomo Ruolo Agenti Penitenziari).
L’aggressione sarebbe avvenuta giovedì 25 febbraio, verso le 12 mentre stava effettuando un giro di controllo nel Reparto detentivo del primo piano della Casa Circondariale di Ivrea.
“Bisognerebbe munire gli Operatori di strumenti di difesa come il teaser - dichiarano - Adesso è tempo di dire basta a queste continue umiliazioni nei confronti della Polizia Penitenziaria, bisogna dare una maggiore tutela agli Operatori.”
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.