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IVREA. CCA spaccato sul capitolato d'appalto per la raccolta rifiuti. Chiono vs Perinetti

IVREA. CCA spaccato sul capitolato d'appalto per la raccolta rifiuti. Chiono vs Perinetti

il sindaco Giambattistino Chiono

E’ guerra in seno al CCA (Consorzio canavesano ambiente) che ragguppa tutti i comuni dell’alto Canavese e dell’eporediese. I primi serviti da Teknoservice, i secondi dalla SCS che è una municipalizzata.   A fare polemica sono alcuni sindaci canavesani capeggiati da Giambattistino Chiono di Busano e, se ancora non si è passati alle vie legali, poco ci manca.  “Qualcuno dice che vogliamo andarcene per conto nostro, ma non è così - ci dice al telefono - Non siamo degli sprovveduti, ma non vogliamo farci prendere in giro. Avendo già vissuto le disavventure dell’Asa, siamo diffidenti, questo sì...”. Con Busano anche Ozegna, Pertusio, San Ponso, Ceresole, Sparone, Locana, Pont Canavese, forse Oglianico…  La rottura va avanti come minimo dal 2019 e inizia con la costituzione di un gruppo di lavoro, composto da una decina di sindaci, in vista della nuova gara d’appalto. “A ottobre 2020 sarebbe scaduto il contratto con Teknoservice  - spiega Chiono - Avremmo dovuto controllare il capitolato e modificare le cose che non andavano...”. Epperò il “gruppo” si incontra una sola volta, a febbraio, poi arriva la pandemia e buonanotte ai sognatori. “Tutti pensavamo che ci sarebbe stata una proroga dell’appalto - stigmatizza Chiono - E invece? A luglio, in videoconferenza  il cda ci illustra il progetto elaborato da una società incaricata. Ed erano circa 60/70 pagine con la fotografia dell’attuale situazione e poi una dozzina con le indicazioni sul nuovo appalto. Fin qui nulla di grave, non fosse che alla richiesta di visionare la documentazione ci han detto che non era possibile per evitare conflitti di interesse...  Peraltro ventilando un 5% di aumento delle tariffe e una riduzione dei servizi offerti. Io l’ho detto subito. Portate pazienza ma non mi sembra il caso, con la crisi che c’è, di fare addirittura un aumento. Nessuno mi ha ascoltato. E’ seguita un’assemblea il 4 agosto a Rivarolo (ma io ero in ferie) e poi più niente fino al 15 ottobre, cioè il giorno in cui scadeva il  contratto con Teknoservice. In quest’occasione io e altri abbiamo abbandonato la seduta. Ma secondo voi è normale che il cda convochi l’assemblea il giorno in cui scade il contratto? E per far cosa per prorogare la durata del Consorzio di 20 anni, cioè fino al 2040. A mio avviso tutto questo è scandaloso. E’ scandaloso che il nuovo capitolato non sia passato all’approvazione dell’assemblea dei sindaci (come indicato nello statuto), ma è anche scandaloso che si sia imposta una proroga di 20 anni, con una legge che parla di non obbligatorietà dei consorzi, senza l’approvazione di questa modifica da parte di tutti  i consigli comunali interessati. Lo si sarebbe dovuto fare entro 90 giorni, ma sono scaduti il 15 di gennaio....” Morale?  Per Chiono, insomma, quella delibera è nulla e ogni Comune avrebbe dovuto esprimere la sua adesione al Cca., Più o meno quel he si ribadisce in un documento inviato a tutti i sindaci. “E’ tutto illegittimo e io sono stufo di sopportare - insiste - Ma in base a quale legge un sindaco  non ha diritto di prendere visione di un capitolato. Ma stiamo scherzando? Alcuni miei colleghi se la sono bevuta come acqua pulita, io no. Io faccio gli interessi dei miei concittadini. Qui lo dico e non lo negherò. Non ci costringano a rivolgerci al Tar....” Di tutt’altro avviso il presidente del CCA, Maurizio Perinetti. “La proroga è stata votata da tutti tranne che dai soliti 5 o 6 - ribatte -  Per quel che ne so io, Busano ha già fatto due ricorsi e li ha persi entrambi. Vorrei che si facesse chiarezza sui consorzi: sono obbligatori. Fino a qualche settimana fa si pensava di dover fare una fusione di tutti i consorzi della provincia di Torino in base ad una legge approvata ai tempi del Governo Chiamparino. Questa cosa, stando ad un nuovo disegno di legge regionale non si fa più e anche per questo abbiamo proposto la modifica dello statuto, prorogando la scadenza fino al 2040. Se vogliono fare ricorso si accomodino, ma prima o poi dovranno spiegare ai propri concittadini perchè spendono soldi in ricorsi inutili...” Insomma, secondo Perinetti la legge alla quale i dissidenti fanno riferimento non è mai stata applicata dal momento che era in arrivo la nuova norma della Regione. Ci sarebbe poi anche una circolare dell’assessore all’ambiente Marnati, secondo la quale i consorzi sono titolati ad operare con pieni poteri.  
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