Cerca

IVREA. 400 ristoratori scrivono a Mattarella... “Siamo disperati. Così chiudiamo!"

IVREA. 400 ristoratori scrivono a Mattarella... “Siamo disperati. Così chiudiamo!"

foto archivio, manifestanti a Milano

Una lettera aperta al presidente della Repubblica Sergio Matterella. A firmarla sono centinaia di ristoratori della provincia di Torino, gran parte canavesani. Gliel’hanno inviata via pec e l’hanno fatta pubblicare su alcuni quotidiani e anche sul nostro. Si dicono disperati e al collasso, oppressi da costi fissi divenuti insostenibili e quasi tutti privi delle risorse indispensabili per poter continuare a vivere una esistenza dignitosa.  Chiedono un tavolo di confronto e preannunciano di voler intraprendere altre iniziative.  “Non è possibile - scrivono - prolungare la chiusura forzata delle attività di ristorazione anche solo di un altro giorno. A breve saremo costretti a chiudere definitivamente, senza più poter onorare le scadenze ... I pochi ristori economici elargiti  non sono stati sufficienti a coprire nemmeno i costi fissi delle utenze di un mese ... Le bollette cominciano ad accumularsi, così come le fatture, i finanziamenti ed i mutui contratti da molti di noi, gli affitti dei locali commerciali, i contributi nostri e dei dipendenti …  Ormai abbiamo dato fondo ai risparmi racimolati in anni di lavoro ...”.  E ci sono gli affitti da pagare, le bollette di luce e gas da pagare, i fornitori da pagare, i dipendenti da pagare che sono padri e madri di famiglia... “e che ci implorano di aiutarli, di farli lavorare per poter dar da mangiare ai propri figli...”. Morale? “Alle migliaia di attività di ristorazione in estrema difficoltà si sono aggiunte migliaia di famiglie che da esse, in un modo o nell’altro, dipendono.  Una “strage degli innocenti” che mai avremmo potuto anche solo immaginare in un Paese Democratico...”. Insomma i ristoratori hanno “tenuto duro”, hanno avuto pazienza sperando nel ritorno “a breve” ad una vita normale, ma un anno di tira e molla è troppo.  Vogliono ricominciare a lavorare e puntano il dito sulla Costituzione lì dove c’è scritto che si: ”…riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto ...”. In poche parole è giunto il momento che le Istituzioni prendano atto della reale situazione in cui versa il paese con le attività commerciali ridotte allo stremo e i primi segnali di insofferenza.  “E’ diventato ormai impossibile - stigmatizzano  - chiedere ulteriori sforzi a lavoratori che non hanno più le risorse materiali per sopravvivere. Molti persone, ormai in preda alla disperazione, vorrebbero promuovere  iniziative eclatanti...” E se non lo si fa è perchè esiste ancora uno stile, il senso del dovere. Però girano, eccome se girano. Perchè prima è stato loro raccontato che non c’era alcun pericolo, poi è stato imposto un lockdown totale, poi sono stati autorizzati ad aprire temporaneamente perchè il peggio era alle spalle, poi sono arrivate le regole da rispettare sul distanziamento  ai tavoli (ridotti della metà). Infine  la chiusura, quasi ad imputare loro tutti i mali della pandemia. Di contorno “il bonus vacanze”, il “bonus monopattino”,  centinaia di milioni di euro  per acquistare i “banchi con le rotelle” ma neanche un euro per le terapie intensive che avrebbero permesso di affrontare con i giusti mezzi la seconda ondata. “Alcune amministrazioni comunali - scrivono ancora i ristoratori - hanno cercato di darci un piccolo sostegno (come il Sindaco di una piccola cittadina, Ozegna, rappresentante delle Istituzioni e ristoratore) incoraggiandoci a resistere nella certezza che i nostri governanti avrebbero risolto il problema; ma ora tocca alle istituzioni Nazionali, Regionali e Provinciali dare una concreta risposta...” La domanda è: perchè non si sono applicate le stesse regole anche ai luoghi di ristoro dislocati lungo le reti autostradali?  “Ci avete tolto la Nostra libertà e la Nostra dignità, insieme a quella di milioni di persone - concludono - Per noi nessuno stipendio è garantito alla fine di ogni mese, e le Vostre retribuzioni dipendono anche dalla sopravvivenza di centinaia di migliaia di piccole attività commerciali private, che lavorano, producono reddito e pagano le tasse in Italia. A tutto questo non è stata data alcuna importanza sia dai rappresentanti del Governo, delle Regioni, delle Province ecc., tutti pronti solamente a minacciarci e colpirci con pesanti sanzioni pecuniarie (come se non fossimo già alla fame) qualora non avessimo rispettato gli ordini di chiusura dei Nostri locali...”.  Che poi, a volerla dire tutta, ma propria tutta, in Canavese la “movida” manco si fa...  

Lettera aperta al Presidente Sergio Mattarella

Egregio Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro della Salute, Ministro dell’Economia e delle Finanze, Ministro dell’Interni, Presidente della Regione Piemonte, S.E. Prefetto di Torino,  con la presente il gruppo “Noi della RistorAZIONE Piemontese”, gruppo che in pochi giorni ha raccolto l’adesione di centinaia di ristoratori piemontesi, desidera portare all’attenzione di tutti i principali apparati dello Stato Italiano le sofferenze di un ceto produttivo, ridotto allo stremo. Ormai è sempre più tangibile in tutto il Paese lo stato di estrema disperazione dei ristoratori, oppressi da costi ricorrenti divenuti insostenibili e quasi tutti privi delle risorse indispensabili per vivere una esistenza dignitosa. I ristoratori (ma non solo questa categoria) sono ormai al collasso. Non è possibile prolungare la chiusura forzata delle attività di ristorazione anche solo di un altro giorno. A breve saremo costretti a chiudere definitivamente le nostre attività commerciali, senza più poter onorare le scadenze.  Noi abbiamo sempre creduto nei Vostri accorati proclami finalizzati ad incoraggiare i cittadini a “tenere duro”, ad avere pazienza ed alla promessa di un ritorno “a breve” ad una vita normale. Vorremmo evidenziare l’art. 4 della Nostra Costituzione che: ”…riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. Pertanto il diritto a lavorare che noi oggi rivendichiamo è sacrosanto, sancito e tutelato dalla Nostra Costituzione. Da moltissimi anni lavoriamo con impegno e dedizione per onorare i nostri obblighi fiscali verso lo Stato Italiano che Voi rappresentate, sacrificando molte volte nostri interessi personali per il superiore bene di tutti. Ora però è giunto il momento che le Istituzioni prendano atto della reale situazione in cui versa il Nostro Paese: le attività commerciali sono allo stremo e la popolazione comincia davvero a dare segnali di insofferenza.  E’ diventato ormai impossibile chiedere ulteriori sforzi a lavoratori che non hanno più le risorse materiali per sopravvivere; molti, ormai in preda alla disperazione, vorrebbero promuovere  iniziative eclatanti per far sentire e portare all’attenzione di Voi burocrati lo stato di profonda sofferenza. Ormai da quasi un anno il Paese è paralizzato, le attività commerciali obbligate a chiudere. Prima ci avete raccontato che non c’era alcun pericolo, poi avete imposto un lockdown totale. E noi sin dall’inizio abbiamo rispettato quanto ci è stato richiesto per aiutare il Nostro Paese ad uscire da questa pandemia. Poi sono passati mesi: ci avete temporaneamente autorizzato a riaprire le nostre attività, con la promessa che il peggio era ormai alle spalle.  Avete promosso “il bonus vacanze”, il “bonus monopattino”, avete speso centinaia di milioni di euro (in parte versati anche da Noi contribuenti) per acquistare i “banchi con le rotelle” (che per quanto a nostra conoscenza sono depositati inutilizzati nei magazzini degli istituti scolastici) invece di creare nuove infrastrutture per rafforzare il Sistema Sanitario Nazionale, infrastrutture che avrebbero permesso di affrontare quella seconda ondata che Voi avevate già da tempo previsto. Ci avete imposto regole severe per la riapertura, e noi ci siamo organizzati per rispettare tutte le regole dettate dagli “esperti” a tutela della salute degli avventori, investendo ingenti somme di denaro. Abbiamo ridotto di quasi la metà i posti messi a disposizione dei clienti all’interno dei nostri locali, così da mantenere il distanziamento tra le persone e tutto questo pur di poter lavorare o quantomeno sopravvivere in attesa di tornare alla normalità.  Ma nulla è stato sufficiente: avete nuovamente ordinato la chiusura di tutte le piccole attività di ristorazione, quasi fossero le nostre attività ad essere responsabili del propagarsi della pandemia. Alcune amministrazioni comunali hanno cercato di darci il loro piccolo sostegno (come il Sindaco di una piccola cittadina, Ozegna, rappresentante delle Istituzioni e ristoratore) incoraggiandoci a resistere nella certezza che i nostri governanti avrebbero risolto il problema; ma ora tocca alle istituzioni Nazionali, Regionali e Provinciali dare una concreta risposta. Nonostante da oltre un mese ci abbiate imposto nuovamente la chiusura degli esercizi di ristorazione, il numero dei contagi, secondo i dati da Voi comunicati, non diminuisce, a riprova di come non siano i locali di ristorazione l’origine e la causa dei contagi. Però paradossalmente solo noi piccoli ristoratori siamo costretti a pagare per tutti, mentre i locali di ristoro dislocati lungo le reti autostradali, appartenenti alle Multinazionali, continuano ad offrire servizi senza molte volte neanche rispettare le regole che noi abbiamo rispettato fin dall’inizio con rigore. A riprova alleghiamo uno dei tanti video da noi girati che fotografano l’attuale gestione dei locali di ristorazione lungo le reti autostradali. I pochi ristori economici elargiti da questo governo a noi piccoli esercenti non sono sufficienti a coprire nemmeno i costi fissi delle utenze di un mese; molti di noi hanno costi di locazione da sostenere, costi legati a dipendenti (molti di loro padri e madri di famiglia che ci implorano di aiutarli, di farli lavorare per poter dar da mangiare ai loro figli), tasse statali, regionali, comunali elevatissime, che già prima della pandemia facevamo fatica ad onorare. Nella nostra realtà territoriale non esiste “movida”, ma piccoli nuclei famigliari, ormai costretti a vivere chiusi nelle loro abitazioni o costretti a trascorrere i loro weekend in grandi centri commerciali (“sicuramente” non pericolosi per il propagarsi della pandemia), mentre le migliaia di piccole attività commerciali sono costrette a chiudere. Voi ci avete tolto la Nostra libertà e la Nostra dignità, insieme a quella di milioni di persone. Alle migliaia di attività di ristorazione in estrema difficoltà si sono aggiunte migliaia di famiglie che da esse, in un modo o nell’altro, dipendono.  Una “strage degli innocenti” che mai avremmo potuto anche solo immaginare in un Paese Democratico. Anche se comprendiamo la grande utilità del ruolo istituzionale che ricoprite, vorremmo sommessamente ricordarVi che per noi nessuno stipendio è garantito alla fine di ogni mese, e le Vostre retribuzioni dipendono anche dalla sopravvivenza di centinaia di migliaia di piccole attività commerciali private, che lavorano, producono reddito e pagano le tasse in Italia. I costi delle bollette cominciano ad accumularsi, così come le fatture a scadenza, i finanziamenti ed i mutui contratti da molti di noi, gli affitti dei locali commerciali, i contributi nostri e dei dipendenti …  Ormai abbiamo dato fondo ai risparmi racimolati in anni di lavoro per far fronte ad un anno di inattività forzata.  A tutto questo non è stata data alcuna importanza sia dai rappresentanti del Governo, delle Regioni, delle Province ecc., tutti pronti solamente a minacciarci e colpirci con pesanti sanzioni pecuniarie (come se non fossimo già alla fame) qualora non avessimo rispettato gli ordini di chiusura dei Nostri locali.   L’attenzione delle Istituzioni nei confronti delle piccole e medie imprese è stata pressoché nulla; e questo viene dimostrato dal totale disinteresse mostrato verso la recente iniziativa presa dai ristoratori di tutt’Italia: “io apro” che non è stata degnata da parte di nessun esponente di governo neanche di un commento. Si è preferito far passare il tutto nel silenzio delle istituzioni: in pratica, ciò che è stato fatto sin dall’inizio della pandemia cioè far finta che queste attività quasi non esistano. Si richiede pertanto alle SS.LL. un tavolo di confronto urgente per poter attuare un piano di emergenza al fine di concordare una gestione condivisa della situazione in essere, che permetta a Noi ristoratori (ed a tutte le piccole realtà commerciali ed imprenditoriali) di riaprire le attività produttive, pur sempre nel rigoroso rispetto dei protocolli dettati dagli esperti preposti. Qualora dovesse persistere il Vostro disinteresse verso il grido di sofferenza di migliaia di lavoratori, saremo costretti a intraprendere ogni più utile iniziativa e manifestazione opportuna per tutelare il diritto al lavoro sancito dalla Costituzione. Nella sincera speranza di trovare un concreto riscontro alle esigenze di migliaia di lavoratori porgiamo Distinti saluti  Vinosteria Malgrà di Rivarolo C.se, Ristorante Al Bistrot di Rivarolo C.se, Osteria San Maurizio di Ivrea, Ristorante Pizzeria Rendez Vous di Rivarolo C.se, Bar Parlapa di Salassa, Birreria Rotarius Pub di Albiano d’Ivrea, Pizzeria Happy Days di Rivarolo C.se, Ristorante  Monnalisa di Ozegna, Ristorante MonnalisaBistrot di Montalenghe, Trattoria San Martino di Ivrea, Bar la Tavernetta di Cuorgnè, Ristorante Scudo di Francia di Agliè, Gelato Gallery di Cuorgnè, Caffetteria Bar Garibaldi di Cuorgnè, Bar Caffetteria Scafidi di Cuorgnè, Caffetteria Cabosse di Castellamonte, Pizzeria Birreria l’Insonnia di Colleretto Castelnuovo, Pizzeria A Piz di Cuorgnè, Ristorante il Cit di Rivarolo C.se, Pizzeria il Jolly di Castellamonte, Ristorante la Campagnola di sant’Anna boschi, Bar Caffetteria Pasticceria da Gianni di Ozegna, Ristorante Pizzeria la Sgarbatella di Oglianico, Ristorante Pizzeria La Primula di Favria, Pizzeria L’isola di Favria, Piadelizia di Rivarolo C.se, Ristorante Pizzeria la Medina di Rivarolo C.se, Bar Portici di Rivarolo C.se, Pizza al Volo di Forno C.se,  Ristorante il Dado di Rivara, Ristorante Pizzeria Al Peperoncino di Cuceglio, Gastronomia Gustosando di Cuorgnè, Pizza Ok di Rivarolo C.se, Pizzeria Rewind di Valperga, Ristorante Pizzeria Paradise 2.0 di Rivarolo C.se, Crazy Pizza di Rivarolo C.se, Ristorante Fast-Pizza di Castellamonte, Pizzeria “ lo Spineto” di Spineto, Ristorante Bar Condo-Club di Rivarolo C.se, Ristorante Pizzeria a Castelnuovo Nigra, Ristorante Pizzeria La Piazza di San Giusto C.se, Trattoria/Bar/Pizzeria la Clamacosa di S. Colombano, Birreria Cocktail Pub “Mai a Letto” di Rivarolo C.se, Bar il Vagabondo Fraz. Spineto di Castellamonte, L’Ora del Caffè di Rivarolo C.se, Ristorante Pizzeria Impero di Locana, Ristorante Pizzeria La Conchiglia di Busano, Bar L’angolino di Mazzè, Caffè della Torre di San Giusto C.se, Caffè del Monumento di Rivarolo C.se, Bar Eni Caffè di Ozegna, Ristorante Principe Eugenio di Cuorgnè, Birreria la Cantina di Cuorgnè, Roxy Bar di San Giusto C.se,R Trattoria L’Eva D’or di Sparone, Trattoria Pizzeria Da Jacopo a Salto Fraz. di Cuorgné, Geco’s  Bar di Lusigliè, Mc kenzie’s Pub di Chivasso, Caffè Bataclan di Rivarolo C.se, Ristorante Pizzeria il Veliero di Busano, Ristorante Pizzeria Royal di Cuorgnè, Ristorante La Mugnaia di Ivrea, Bar Rosa Bianca di Rivara, Bar del Centro di San Giorgio C.se, Vineria Barbot di Cuorgnè Vineria Barbot di Cuorgnè, L’angolo della Pizza di San giusto C.se, Centro Sportivo Nido del falco di Orio C.se, Caffè Nazionale di Agliè, Ristorante Pizzeria la Terrazza di Rivarolo C.se, Osteria dei Sapori di Lessolo, Ristorante A Merenda  loc. san Bernardo di Cuorgnè, Ristorante Pizzeria Laterza volpe di Rivarolo C.se, Caffè Stazione di Favria, Ristorante Pizzeria Art Pasquaro, Ristorante la Margherita di Castellamonte, Osteria dei Passeggeri Ristorante di Baldissero C.se, Chicco Caffè di Cuorgnè, Pizzeria da Leo di Favria, Caffè Torino di Rivarolo, Birreria Country inn di Ivrea, Bar da Bamalu di Bosconero, Birrificio Artigianale Il Regno del Malto di San Giorgio Canavese, Osteria, Paninoteca Gelateria Edelweeis di Locana, Diga Dei Sapori di Vistrorio C.se, Pizzeria Hamburgheria  la Torbiera di Alice Superiore, Pasticceria Caffetteria da Silvio e Piera di Busano, Ristorante Ramo Verde di Cuorgnè, Bar Roma di Busano, Ristorante Darmagi di Mercenasco, Ristorante da Enrietto di Favria, Ristorante La Tola di Chivasso, Bar della Pace di Rivara, Sporting RistoPub di San Giusto C.se, Mondovino di Loranzè, Ristorante Pizzeria La vecchia Fornace di Spineto Castellamonte, Ristorante Cenacolo di Ivrea, Trattoria delle Alpi di Locana, Ristorante Fontana 1984 di Ciriè, Pasticceria Gelateria Esedra di Torre C.se, Libri da Bere Enoteca Caffetteria Libreria di Ivrea, Osteri Pizzeria Con Kalma di Torre C.se, Ristorante a Casa Mia di Volpiano, Pizzeria Manuè di Feletto, Gelateria Mister Ice di Castellamonte, Bar Nazionale da Fede di Vistrorio, The Clover Irish Pub di Valperga, Ristorante Minichin di S. Elisabetta, Stura Alimentari di Castellamonte, Bar Tavola Calda Europa di Ivrea, Caffetteria Bistrot Cocktail Bar ai Navigli di Ivrea, Trattoria del Ponte di Rivara, Bioristò di Mercenasco, Trattoria Bar Vittoria di Baldissero C.se, Bar Trattoria la Iena di San Giorgio C.se, Bar Castello di Agliè, Ristorante Pizzeria Binario 1 di Ciriè, Albergo le Miniere di Traversella, la Rata Vuloira Pub di Mercenasco, Bar Ristorante la Baracca di Ceresole Reale, Ristorante Pizzeria Eporediese di Ivrea, Pizzeria fiore  di Ivrea, Chicco Caffè di Cuorgnè, Antica Trattoria di San Rocco Ciriè, Caffetteria Smeraldo di San Giorgio C.se, Caffè le Drose di Castellamonte, Bar Buondi Coffee di Rivarolo C.se, Ristorante la Luna di Azeglio, Caffè della Piazza di Settimo Rottaro, Bar Pizzeria la Fenice di Valperga, Ristorante Antico Convento di San Martino C.se, Bar Hospes Cafè di Bairo C.se, Ristorante Cà Praudin fraz Inverso Valchiusa in Valchiusella, Ristorante il Valentino di Castellamonte, Ristorante Pizzeria da Tiziano di Locana, Ristorante la Rocchetta di Busano, Ristorante Oriente Fraz. Filia di Castellamonte, Ristorante Beive e Mangè di Valprato, Ristorante il Bric Monastero di Lanzo, Real Pizza di Ozegna, Pizzeria Civico68 di Ozegna, Bar Ristorante la Rosa Nera di Mercenasco, Caffè della Posta di Ivrea, West End Restaurant Steakhouse di Rivarolo C,se, Gastronomia Vineria Servizio ai Tavoli Merenda Sinoira di San Giorgio C.se, Bar G.Point di Rivarolo C.se, Bar Fiore di Rivarolo C.se, Ristorante il Delfino di San Giorgio C.se, Caffetteria Arduino di Cuorgnè, Ristogrill 13-88 di Castellamonte, Bar Savoia di Castellamonte, Gelateria A la Moda Veja di San Martino Canavese, Ristorante a Merenda di Cuorgnè, Bar Pasticceria Aimonino di Cuorgnè, Bar My Coffeè di Cuorgnè, Pausa Caffe di Cuorgnè, Timeless Pub di Ivrea, Cycle Café di Cuorgnè, kucerenko di San Martino C.se, Ristorante pizzeria La Roca Bianca di Castelnuovo Nigra, Cubo caffè di Rivoli, Pizzeria kebab il Nilo di Rivarolo C.se, Pizzeria kebab il Nilo di Favria, Pizzeria kebab horas di Cuorgnè, M.P.M. di Front C.se, Antica Locanda del ‘Orco di Rivarolo C.se, BaRocco Bar/Caffetteria di Ivrea, Ristorante Taverna di  Torino, Ristorante Fumi di Castellamonte, Osteria Valchiusa Fraz. Drusacco, Last drink Pub di Torino, Bar dei Prati di Villar Focchiardo, Trattoria Pizzeria Primavera di Cuorgnè, Bar Caffetteria Lo Scoiattolo di Vai di Chy, Ristorante La barcaccia di Mazzè, Locanda Aquila Bianca di Piamprato-Valprato Soana, Osteria Edelweeis di Locana C.se, B&B Relais del Brigante (Settimo Vittone - Cesnola), I BIRRATTIERI di Vauda C. se, Osteria dei passeggeri Bar gotta di Pramonico Baldissero C.se, Trattoria Caccia Reale di Noasca, Ristorante pizzeria Centrale di Ronco C.se, BisaBar Coffee Shop di Forno C.se, Pizzeria la Pecora Nera di Favria, Caffetteria Glamour di Asti, L’ antica cooperativa Fraz. Fe’ Ceres, Rifugio Guido Muzio di Ceresole Reale, Rifugio Mila di Ceresole Reale, Bar Ravera di Torino, Ristorante Tre Re di Castellamonte, Osteria delle Alpi di Ronco Canavese, Enrietto il latte a gelato Rivarolo C.se, Ristorante Melograno di Pont-Saint-Martin (AO), Cantine Morbelli Ivrea, Albergo Ristorante Centro di Vico, Ristorante Pizzeria Da Romano di Ivrea, Pizzeria ‘A Pizza di Cuorgnè, Compagnia della Pizza Pavone C.se, Pub L’Esagono di Ivrea, Osteria la Sosta di Settimo Vittone, Suncoffee di Rivarolo C.se, Ristorante d’la Picocarda di Barge (CN)...
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori