Lo scorso 2 novembre la giunta e il sindaco si erano impegnati, davanti a tutto il consiglio comunale, a convocare entro 30 giorni le commissioni “Cultura” e “Assetto del Territorio” per esaminare le osservazioni e le valutazioni relative al progetto di una nuova biblioteca comunale.
Un modo come un altro per promuovere azioni concrete e avviare il percorso politico e amministrativo.
Manco a dirlo quel limite temporale è stato da tempo superato e su questo fronte Sertoli & C. paiono caduti in un sonno profondo, chiamiamolo “letargo”.
“Che cosa si è fatto sino ad oggie che cos’è che ha ostacolato la convocazione delle due commissioni?”. A chiederselo è il grillino Massimo Fresc, peraltro convinto che tutta questa gran perdita di tempo “rappresenti un vero e proprio danno alla credibilità e alla centralità del Consiglio Comunale ...”.
E per chi non se lo ricordasse, con la mozione del 2 novembre ci si era concentrati sugli studi e sulle valutazioni di carattere urbanistico e finanziario relative alle due possibili collocazioni:ex Cena e Palazzo Giusiana.
Il tutto a valle di una precedente mozione (approvata a maggio) in cui si era chiesto all’esecutivo diavviare una collaborazione con la Fondazione Guelpa per definire le esigenze di servizi e spazi necessari alla nuova biblioteca.
Era seguita, il 29 settembre, un’audizione del PresidenteRoberto Battegazzore, nell’ambito di una riunione della commissione cultura. In quell’occasione l’Assessore alla cultura Costanza Casali aveva esposto il risultato del lavoro svolto dagli uffici comunali, cioè l’analisi comparativa delle ipotesi di collocazione del nuovo Polo Culturale, la tabella riepilogativa dei costi ela valutazione preventiva di autorizzazione della Soprintendenza Archeologica.
La verità è che qualche passo in avanti,dopo 15 anni di inutili discussioni, lo si era compiuto e già si parlava di un un nuovoHub culturale all’ex Istituto Cena, buttato giù, ricostruito e collegato al Museo Garda e alla sala Cupola.In totale quasi 2.600 metri quadri di superficie coperta, 650 interrati e altri 2750 all’esterno.
Nel cestino la proposta di Palazzo Giusiana che a conti fatti costerebbe 3/4 milioni di euro in più (in totale circa 10) ma porterebbe con sè problemi di tenuta dei solaie di sovraccarico dei libri.
I vincoli per l’istituto Cena? Quelli riferibili ai resti romanici? Superabili preservando il piano terra. Superata e ridimensionata anche la costosissima idea dell’assessore Michele Cafarelli di una grande lastra di vetro per renderli visitabili e visibili. Al suo posto una piccola vetrinetta di qualche metro.
Resteranno semmai i problemi legati al destino della Fondazione Guelpa e lo ha aveva detto chiaro e tondo il presidente Roberto Battegazzorre. Se è vero che si spenderanno tutti i soldi in cassaforte (più di 8 milioni di euro) quel che la politica dovrà decidere è che cosa fare dell’Ente quando si esauriranno gli obiettivi statutari indicati dalla benefattrice Lucia. Si spera qualcosa di diverso da unpoltronificio per politici trombati. Per esempio un ente di gestione di tutta la cultura, con estensione del raggio di azione, oltrechè al Museo e alla biblioteca anche al teatro Giacosa e all’affitto delle sale.
Da qui in avanti c’era l’intenzione di costruire un percorso di condivisione con la popolazione e poi eventualmente il lancio di un concorso di idee.
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