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VERRUA SAVOIA. Moscoloni: "Io nessun rapporto con la ditta Allara"

L’ex sindaco e attuale consigliera di minoranza Paola Moscoloni dice che, dopo aver letto le dichiarazioni dell’ex assessore crescentinese Salvatore Sellaro su La Voce della scorsa settimana, le è tornata in mente «una perla di saggezza delle nonne: “Non parlare di ciò che non sai e soprattutto, se non sai, non inventare”».

«Sellaro - sostiene Moscoloni - usa affermazioni fuori luogo del tipo “Stiamo sventando la rapina del secolo”, non avvedendosi che nel caso in questione nessuno, prescindendo dall’accezione giuridica propria dell’illecito penale, sta ponendo in essere azioni per impossessarsi, con violenza o minacce, di qualcosa di altrui proprietà. Le affermazioni di “rapina” lasciano il tempo che trovano dal momento che non vengono fatti nemmeno i nomi di questi presunti rapinatori. Come al solito, si lancia il sasso e si nasconde la mano. Atteggiamento tuttavia comprensibile dal momento che simili affermazioni, che personalmente non mi sento di liquidare come mero “linguaggio colorito”, già di per sé potrebbero aprire scenari giudiziari».

«Prescindendo dai possibili aspetti denigratori che provengono da un soggetto che è stato un amministratore pubblico - prosegue Moscoloni - mi sento in dovere di chiarire a Sellaro alcuni importanti aspetti della vicenda, per il fatto, tra le altre cose, di essere stata nominata nella sua intervista».

«In primo luogo è vero che il progetto venne presentato nel 2010, ma, come ormai noto a tutti (mi verrebbe da dire…anche alle pietre), ritirato poco dopo dal proponente, che non ha più intrattenuto rapporti con l’amministrazione verruese, nel periodo 2014-2019, durante il mio mandato di sindaco. Con riferimento poi alle tempistiche, segnalo che il progetto in questione è stato presentato il 7 agosto 2020 al protocollo della Regione Piemonte (ndr gli amministratori locali non chiedono quanti e quali atti la Regione protocolla ogni mese), e che l’avviso di deposito del progetto veniva pubblicato sul sito della Regione il 2 novembre 2020, anticipato da una comunicazione pec, in merito alla procedura, inviata a fine settembre a Città Metropolitana di Torino, Comune di Verrua Savoia, Ente di gestione delle Aree Protette del Po Torinese, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per la città metropolitana di Torino, Asl To, Aipo, Autorità di Bacino del Po ed Arpa. Non avendo tra il 2014 e il 2019 avuto rapporti né con la ditta proponente l’intervento di escavazione né con la Regione Piemonte con riferimento al citato progetto, avrei dovuto avere la sfera di cristallo - e, come me, il settore tecnico comunale - per conoscere un progetto presentato nell’estate 2020, per lo più direttamente in Regione. Inoltre dal 1° agosto scorso il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Verrua Savoia è il sindaco Mauro Castelli: il quale ha ricevuto, nel doppio ruolo, la comunicazione della Regione a fine settembre. Infine nessuna comunicazione è giunta al Comune di Crescentino, in quanto l’oggetto dell’intervento di escavazione ricade esclusivamente sul territorio di Verrua: anche Crescentino ha appreso del progetto solo dai giornali locali ad inizio dicembre. Nemmeno gli amministratori di quel Comune hanno la dote della chiaroveggenza.

«Questo - conclude Moscoloni - è l’andamento dei fatti, comprensibile a tutti coloro avessero avuto la umiltà di informarsi prima di blaterare al vento di congiure, rapine ed attentati all’ordine costituito. E’ cosa buona giusta che i privati cittadini svolgano le loro battaglie qualora non considerino opportuno o giusto un intervento che riguarda il loro territorio, in autonomia o accanto alle Amministrazioni comunali, ma nel pieno rispetto della verità dei fatti, della continenza e non inventandosi vicende, tempistiche e falsi avvenimenti solo per avere un quarto d’ora di visibilità».

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