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IVREA. “La tipografia del carcere riaprirà”. Lo promette il sottosegretario Giorgis

IVREA. “La tipografia del carcere riaprirà”. Lo promette il sottosegretario Giorgis

ANDREA GIORGIS PD

Una visita al carcere di Ivrea se vogliamo anche un po’ dovuta quella del sottosegretario alla giustizia Andrea Giorgis. Martedì scorso ha fatto un giro dell’istituto penitenziario accompagnato dal direttore reggente Alberto Valentini di Alessandria e non ha potuto non constatare le criticità denunciate di recente dal garante dei detenuti di Ivrea Paola Perinetto. E parliamo delle infiltrazioni da acqua piovana e dei serramenti da sostituire o aggiustare (“Sono state bandite due gare di appalto. Le infiltrazioni sono evidenti anche a occhio nudo ma non ho visto i secchi...”) ma anche della cronica carenza di personale e del sovrafollamento (251 detenuti contro una capienza massima di 208 ed erano 280 a febbraio) Il Sottosegretario ha informato che il Governo continuerà a investire su misure alternative al carcere e che la legge di bilancio  consentirà di integrare le carenze in pianta organica. “Abbiamo stanziato 80 milioni: 25 milioni per il 2021; 15 per il 2022 e 10 dal 2023 al 2026 per interventi straordinari di  ammodernamento degli spazi e delle attrezzature e per il cablaggio e la digitalizzazione degli istituti penitenziari -  ha aggiunto  - Ivrea ha bisogno di essere cablata velocemente per consentire percorsi formativi a distanza, predisporre moderni sistemi di video sorveglianza e sperimentare la telemedicina...” Tornando a Ivrea Giorgis si è concentrato sulla tipografia chiusa da quasi un mese. “Ci sono macchinari di pregio - ha sottolineato - E’ chiusa perché manca il responsabile della sicurezza. Ho avuto rassicurazioni dal direttore che il problema si risolverà in tempi brevissimi...”.   Il Quinto dossier Per 10 giorni l’impianto per il riscaldamento non ha funzionato. Le finestre, ormai decrepite, non riescono a fermare gli spifferi o a bloccare all’esterno l’acqua quando piove controvento.  Piove anche al secondo piano, ma qui la colpa è del tetto che non regge più. E poi l’umidità, le muffe,  il campo da calcio inutilizzabile in autunno e in inverno, le recinzione arrugginite e pericolanti, l’impianto di videosorveglianza che c’è ma solo per metà. . Così il garante dei detenuti Paola Perinetto durante l’illustrazione del quinto dossier delle “criticità strutturali degli istituti penitenziari piemontesi”.  Perinetto, ha anche dato notizia che il CPI ha organizzato un team di 9 insegnanti,  ma mancano gli spazi per organizzare un lezione con più di 7/8 persone. 
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