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SETTIMO. Un magazzino prende fuoco per i petardi, due settimesi riescono a domare le fiamme

SETTIMO. Un magazzino prende fuoco per i petardi, due settimesi riescono a domare le fiamme

IN FOTO L’intervento dei vigili del Fuoco ha messo in sicurezza il magazzino.

Alcuni petardi lanciati per festeggiare il nuovo anno e per poco non ci scappa la tragedia. Nella notte di San Silvestro, di giovedì 31 dicembre, alcune “bombe di capodanno” hanno innescato un incendio in un magazzino in via Col del Lys, dietro il centro commerciale Bennet.

Nel magazzino di proprietà di imprenditori cinesi erano stoccati cartoni e confezioni di pellet che hanno preso fuoco. In pochi minuti le scintille dei petardi hanno innescato le fiamme che hanno poi trovato facile esca in alcuni bancali sui quali erano stoccati materiali facilmente infiammabili. A lanciare l’allarme ai Vigili del Fuoco sono stati alcuni cittadini che vivono in alcune abitazioni nei pressi del magazzino. Tra questi c’è Marco Liccione, settimese salito agli onori delle cronache per aver organizzato una delle prime manifestazioni torinesi contro le misure imposte dal lockdown nazionale. Lui e un suo amico hanno iniziato a spegnere le fiamme con gli estintori in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco. “L’importante - racconta Liccione - è il bel gesto che podo dopo mezzanotte io ed il mio amico Manu abbiamo fatto, le buone azioni portano sempre bene vediamola così. Io ho il garage proprio di fronte al magazzino. Per fortuna abbiamo spento tutto perché se avessimo aspettato i pompieri non so che cosa sarebbe potuto succedere, sono arrivati dopo mezz’ora purtroppo”. Sulle cause dell’incendio, spento definitivamente con l’intervento dei vigili del fuoco, ora, indagano i Carabinieri della stazione di Settmo Torinese. Purtroppo, non è stata una serata “tranquilla” nel quartiere del Borgo Nuovo e zona Moglia: petardi e fuochi d’artificio, alcuni molto potenti, hanno continuato ad esplodere per parecchio tempo oltre la mezzanotte. L’ordinanza della sindaca Elena Piastra non è stata rispettata: migliaia di euro andati in fumo per il gusto di fare “botti”, soldi che avrebbero potuto essere risparmiati.

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